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Ci sono momenti che, mentre li vivi, sembrano semplicemente felici. Un viaggio, qualche fotografia, una passeggiata in una città speciale, ma solo con il passare del tempo alcuni ricordi cambiano significato e diventano molto più preziosi di quanto si fosse immaginato. È quello che è accaduto a Verdiana Bonaccorti, che nello studio de La Volta Buona, condotto da Caterina Balivo, ha ripercorso gli ultimi giorni trascorsi insieme alla madre. Tre giorni a Parigi, con la Torre Eiffel a fare da sfondo, che oggi custodiscono un’emozione completamente diversa: quella dell’ultimo viaggio vissuto insieme.

La puntata è andata in onda il 22 giugno 2026, pochi mesi dopo la scomparsa di Enrica Bonaccorti, morta a causa di un tumore al pancreas diagnosticato nell’estate precedente. Verdiana ha voluto condividere con il pubblico uno degli ultimi ricordi vissuti con sua madre, un viaggio che oggi porta con sé domande silenziose e risposte che forse non avrà mai. Forse Enrica sapeva, forse aveva capito che il tempo a disposizione non era quello che si augura quando si prenota un biglietto aereo.

Caterina Balivo ha sottolineato un dettaglio tutt’altro che banale: Enrica Bonaccorti da molti anni non prendeva più l’aereo. Per una donna della televisione, abituata per decenni a spostarsi e viaggiare per lavoro, questa scelta rappresentava un cambiamento significativo. Ma nonostante questo, per Parigi, ha fatto un’eccezione. Ha superato quella resistenza ed ha deciso di salire su quell’aereo, regalando a se stessa e a sua figlia tre giorni nella Ville Lumière.


Il racconto di Verdiana restituisce l’immagine di una donna che, nonostante tutto, ha scelto di restare dentro la vita fino all’ultimo. Non arrendersi, non chiudersi, non rinunciare alla bellezza anche quando il corpo inizia a mandare segnali inequivocabili. Visitare la Torre Eiffel, passeggiare lungo la Senna, condividere momenti di quotidianità con la figlia: gesti semplici che diventano importantissimi quando si intuisce che potrebbero essere gli ultimi.

Durante l’intervista, Verdiana ha parlato anche del desiderio di sua madre di pubblicare un’autobiografia. Un progetto che Enrica aveva nel cassetto, una storia da raccontare fatta di carriera televisiva, successi, cadute e rinascite, descrivendo di fatto la vita di una donna che ha attraversato decenni di televisione italiana, che ha condotto programmi di successo e che, come tutti, ha dovuto fare i conti con le proprie fragilità. L’autobiografia sarebbe stata un modo per mettere ordine, restituire un senso compiuto a tutto e lasciare una traccia oltre le apparizioni televisive.


Il tumore al pancreas è una di quelle malattie che concedono poco margine. La diagnosi, arrivata nell’estate del 2025, aveva cambiato tutto, ma evidentemente non aveva spento in Enrica la voglia di vivere e di condividere ancora qualche momento prezioso. Verdiana ha raccontato che, guardando indietro, alcune frasi di sua madre assumono oggi un significato particolare. Parole che allora sembravano casuali e che oggi suonano come addii mascherati da conversazioni quotidiane.

“Forse aveva capito che non c’era più tempo.” Con queste parole, Verdiana Bonaccorti ha raccontato uno dei ricordi più dolorosi della madre, lasciando intuire quanto quel viaggio abbia assunto un significato diverso con il passare del tempo.

Parigi, così, non è stata soltanto una vacanza. È diventata l’ultimo grande ricordo costruito insieme, tre giorni da custodire come un tesoro. “Io ci sono ancora, e voglio esserci fino in fondo”. È questo il messaggio che oggi sembra emergere da quel viaggio, ripensandoci a distanza di tempo. Per chi guardava dall’esterno era una semplice fuga nella capitale francese; per Verdiana, invece, è diventata una raccolta di istanti, sorrisi e parole che oggi valgono più di qualsiasi fotografia.

Nel salotto de La Volta Buona, il suo racconto ha colpito il pubblico proprio per la sua autenticità. Nessuna ricerca dell’effetto, nessuna retorica, ma soltanto il desiderio di ricordare Enrica Bonaccorti attraverso i momenti condivisi e l’amore che le ha accompagnate fino all’ultimo. Alla fine resta soprattutto quell’immagine: madre e figlia davanti alla Torre Eiffel, inconsapevoli che quei giorni sarebbero diventati uno dei ricordi più preziosi. Un viaggio che oggi assume il valore di un ultimo regalo, destinato a rimanere nel cuore di chi lo ha vissuto e di chi ha ascoltato questa storia.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.