C’è una scritta che dice tutto, appesa proprio davanti al red carpet più famoso d’Italia: “Dormiamo qui a turno“. Quattro parole che raccontano la devozione cinematografica allo stato puro, quella che trasforma il Lido di Venezia in un accampamento improvvisato ogni volta che la Mostra Internazionale d’arte cinematografica spalanca i battenti. Quest’anno, per l’ottantatreesima edizione, la scena si ripete con una dedizione che lascia senza fiato.
Ragazzi muniti di ombrellini parasole, tende da campeggio compatte, cappellini e provviste alimentari hanno preso posizione strategica lungo il tappeto rosso, determinati a conquistare la prima fila. L’obiettivo è chiaro: vedere da vicino, a distanza di selfie, le star che calcheranno quel celebre percorso scarlatto. In cima alla lista dei desideri c’è lui, George Clooney, superstar della cerimonia inaugurale e destinatario del Leone d’oro alla carriera.
— drama lama ⁸⁷ ⁷¹ 🜃 (@pondgitsune) September 2, 2026
La Mostra prende il via ufficialmente il 2 settembre con “Ink” di Danny Boyle come film di apertura, ma l’attesa sul red carpet è iniziata ben prima. I fan si sono organizzati con una precisione militare: turni di presidio per garantire che nessuno soffi il posto conquistato con ore, a volte giorni, di attesa sotto il sole veneziano. Non si tratta di semplice curiosità, ma di una passione viscerale per il cinema che in Italia assume connotati quasi rituali.
Clooney rappresenta il pezzo forte, certo, ma la lista delle attese è lunga e stellata. Penelope Cruz porterà sul Lido quella eleganza che le è propria, mentre Robert Pattinson – ormai lontanissimo dai tempi di Twilight e consacrato come attore di peso – promette di scatenare l’entusiasmo delle generazioni più giovani accampate tra le transenne.
no ragazze ma chi ha normalizzato questa cosa manco fosse un concerto bo siete completamente fuori di testa…… https://t.co/yyUaxsrdWa
— ۟ (@poetsneil) September 2, 2026
Questa forma di devozione cinematografica non è nuova a Venezia. Ogni anno il Festival trasforma la località balneare in un crocevia dove il glamour hollywoodiano incontra l’autenticità dei cinefili italiani, disposti a sacrificare comfort e sonno per un momento di contatto con i loro idoli. Le immagini di questi accampamenti spontanei raccontano qualcosa di profondo sul rapporto degli italiani con il cinema: non è solo intrattenimento, è rito collettivo, celebrazione, occasione per sentirsi parte di qualcosa di più grande.
L’organizzazione a turno dimostra anche un senso pratico tutto nostrano: perché rinunciare al momento topico quando puoi negoziare orari e rotazioni con altri appassionati? È una comunità temporanea che si forma attorno a un obiettivo comune, dove il cameratismo nasce dal desiderio condiviso di vedere da vicino volti che normalmente vivono solo sugli schermi. I social hanno fatto diventare virale il cartello che ha suscitato reazioni indignate: “Dopo i concerti, anche il red carpet”, “Mi angosciano”, “Stanno male”.
siamo alla frutta
— Lavinia ☕️ saw oasis (@Laviemustdie) September 2, 2026
Quest’anno l’ottantatreesima edizione promette un programma ricco e variegato, con opere in competizione che spaziano dal cinema d’autore europeo alle produzioni hollywoodiane più ambiziose. Ma per chi presidia il red carpet, armato di pazienza e crema solare, conta soprattutto quel momento magico: quando la star scende dall’auto, percorre il tappeto rosso, si ferma per firmare autografi e scattare foto. Pochi secondi che valgono ore di attesa. I social si sono indignati soprattutto per il commento di Nicolas Maupas riguardo la Palestina.
