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Si chiude con un’archiviazione l’indagine che per mesi ha coinvolto Francesco Totti, finito sotto inchiesta per presunto abbandono di minori dopo una denuncia dell’ex moglie Ilary Blasi. Il giudice per le indagini preliminari di Roma ha accolto la richiesta della procura, stabilendo che non ci fu alcun reale pericolo per i bambini. Nell’inchiesta erano coinvolte anche l’attuale compagna di Totti, Noemi Bocchi, e la tata della famiglia. La decisione ha suscitato reazioni contrastanti, soprattutto da parte della difesa di Blasi, che ha annunciato possibili ulteriori iniziative legali.

Per capire cosa è accaduto, occorre partire dai fatti contestati. L’indagine era stata aperta dopo la denuncia presentata da Ilary Blasi, che sosteneva che in una sera di maggio 2023 una delle figlie minorenni avute con Totti, all’epoca di sei anni, fosse stata lasciata sola in casa per alcune ore, insieme ai due figli minorenni di Noemi Bocchi, senza la presenza di un adulto. Da qui l’ipotesi di reato di abbandono di minori. La procura di Roma, al termine degli accertamenti, ha però chiesto l’archiviazione.

Secondo i pubblici ministeri non vi sarebbe mai stato un “reale pericolo” per i minori: la bambina più piccola aveva un telefono con cui avrebbe potuto contattare la madre. Si trovava insieme a bambini più grandi e l’abitazione era in buone condizioni, con disponibilità di cibo e denaro. Inoltre la tata, pur non essendo fisicamente presente in casa in quel momento, viveva nello stesso palazzo ed era stata incaricata o comunque allertata per intervenire tempestivamente in caso di necessità. Una situazione che, per l’accusa, non integrava gli estremi del reato.

Alla richiesta di archiviazione si erano opposti i legali di Blasi, portando la questione davanti al giudice per le indagini preliminari. Dopo l’udienza di opposizione, il gip ha sciolto la riserva accogliendo la posizione della procura e disponendo l’archiviazione anche nei confronti di Noemi Bocchi e della tata coinvolta nell’indagine. L’avvocato di Ilary Blasi, Fabio Lattanzi, ha dichiarato di non condividere la decisione, ritenendo non corretta l’argomentazione giuridica e contestando anche la ricostruzione dei fatti. Ha inoltre affermato che valuterà con la propria assistita quali azioni intraprendere, compresa la possibilità di un ricorso.

Ha sottolineato che a suo giudizio una bambina di sei anni sarebbe stata lasciata sola e che la vicenda sarebbe stata minimizzata. Dal punto di vista giuridico, l’archiviazione significa che il giudice ha ritenuto insussistenti gli elementi per sostenere l’accusa in un eventuale processo. Non equivale a una sentenza di assoluzione, ma chiude il procedimento nella fase preliminare, senza rinvio a giudizio. È un passaggio fondamentale del sistema penale italiano: serve a evitare processi quando non vi sono prove sufficienti o quando il fatto non costituisce reato.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.