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Trump Mobile ha aggiornato il proprio sito ufficiale con un restyling che presenta una versione profondamente rinnovata del T1 Phone, lo smartphone annunciato ormai più di un anno fa. Eppure, nonostante i preordini siano aperti da mesi e migliaia di persone abbiano versato 100 dollari di caparra, ancora nessuna unità è stata consegnata. Una situazione che ha portato molti osservatori a parlare apertamente di vaporware, se non di qualcosa di peggio. Il nuovo design dello smartphone rappresenta un cambio di rotta significativo rispetto ai prototipi mostrati in passato. Alcuni elementi rimangono fedeli all’identità del brand: la finitura dorata, gli elementi grafici ispirati alla bandiera americana sul retro e il logo Trump Mobile ben visibile. Ma le differenze sono sostanziali. Il grande marchio T1 oversize che caratterizzava le prime versioni è stato completamente rimosso. Il modulo fotografico triplo, prima disposto a triangolo in stile iPhone Pro, è ora organizzato in verticale. I bordi del display sono curvi e, dettaglio quasi anacronistico nel 2026, è presente il jack audio da 3,5 millimetri.

Questi elementi hanno fatto scattare un campanello d’allarme tra i più attenti. Il design ricorda in modo sospettosamente fedele quello dell’HTC U24 Pro, smartphone taiwanese già sul mercato. La somiglianza non si limita all’estetica: anche le specifiche tecniche presentano punti di contatto significativi. Entrambi i dispositivi montano un display OLED da 6,78 pollici, un processore Qualcomm Snapdragon di serie 7, una fotocamera principale da 50 megapixel affiancata da un teleobiettivo con zoom 2x e un sensore ultra-grandangolare da 8 megapixel. Anche la fotocamera frontale è identica: 50 megapixel. Le differenze emergono nella batteria. Il T1 Phone dichiara 5.000 mAh con ricarica a 30 watt, mentre l’HTC U24 Pro monta un’unità da 4.600 mAh con ricarica rapida a 60 watt. Variazioni che potrebbero suggerire una customizzazione del device originale, oppure semplicemente il ricorso a un super OEM comune che fornisce lo stesso modello base a entrambe le aziende, lasciando spazio a piccole personalizzazioni.

Sul sito rinnovato di Trump Mobile sono stati rimossi tutti i riferimenti diretti al made in USA, sostituiti da formule più generiche come “innovazione americana” e vaghi accenni al contributo di team statunitensi per design e qualità. Un cambio di comunicazione non da poco, considerando che l’appeal patriottico era uno dei pilastri del marketing iniziale. Anche il prezzo di partenza di 499 dollari, precedentemente ben visibile, è sparito dal sito, anche se i preordini da 100 dollari rimangono attivi. Il sistema operativo dichiarato è Android 15, e la memoria interna disponibile sarà di 512 gigabyte. Dettagli tecnici solidi sulla carta, ma che lasciano aperte molte domande. Qual è il modello specifico di processore Snapdragon di serie 7. Quando verrà effettivamente lanciato il dispositivo. E soprattutto: sarà disponibile anche al di fuori degli Stati Uniti.

Il sito aggiornato appare incompleto, con alcune pagine ancora in versione preliminare e incongruenze tra i materiali vecchi e quelli nuovi. Sono stati invece aggiornati i piani tariffari, con l’introduzione di sconti dedicati a militari e veterani e nuove opzioni per le famiglie. Un’operazione di marketing che cerca di consolidare il target di riferimento, puntando su un pubblico specifico e identitario. La questione centrale rimane però quella della credibilità. Un anno di preordini aperti senza una singola consegna è un segnale preoccupante nel mercato degli smartphone. I più scettici parlano di truffa bell’e buona, altri preferiscono usare il termine vaporware, prodotto annunciato ma mai realmente immesso sul mercato. Il rinnovamento del sito e la presentazione di specifiche più dettagliate potrebbero suggerire che il lancio sia finalmente vicino, ma resta il fatto che Trump Mobile non ha ancora comunicato una data ufficiale.

Il T1 Phone si trova in un limbo curioso: troppo visibile per essere ignorato, troppo assente per essere credibile. In un mercato degli smartphone saturo e spietato, dove anche giganti affermati faticano a emergere, l’idea di un nuovo player che punta tutto sull’identità politica e sul patriottismo appare quanto meno audace. Se il dispositivo vedrà davvero la luce, dovrà confrontarsi con competitor agguerriti che offrono specifiche simili o superiori a prezzi competitivi. La sensazione è che dietro il Trump Phone ci sia più fumo che arrosto. O forse, più oro che sostanza. Il tempo dirà se questo smartphone passerà alla storia come un prodotto reale o come l’ennesimo capitolo di una saga fatta di promesse mancate e aspettative deluse.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.