Quella che avrebbe dovuto essere una delle serate più luminose della carriera di Laura Pausini si è trasformata in un caso mediatico planetario. La cantante italiana, che il 25 luglio 2026 si è esibita alla cerimonia di chiusura della finale dei Mondiali davanti a 80.000 spettatori al MetLife Stadium nel New Jersey e a circa 2 miliardi di telespettatori in tutto il mondo, è finita nel mirino di accuse surreali: satanismo, rituali massonici, messaggi subliminali.
Sul palco insieme a Robbie Williams e Nicole Scherzinger, Laura ha interpretato Desire, l’inno ufficiale della FIFA per i Mondiali 2026. Un brano che celebra l’amore, l’unità e la pace tra i popoli, ma alcuni passaggi del testo hanno scatenato una valanga di polemiche sui social network, in particolare su X e TikTok, dove decine di creator e utenti hanno iniziato a diffondere teorie complottiste sempre più elaborate.
I versi incriminati sono quelli che utilizzano il diavolo come metafora dell’odio: “Se il diavolo arriva, non lo faremo aspettare. L’amore al rallentatore divampa come un fuoco. Hai la palla e sei guidato dal desiderio. Quando il diavolo ci guarda, avremo valore. Nonostante la furia e il rancore, la nostra legge è l’amore e brucia come il fuoco che vedo. Non avrà dolore perché vinciamo con il desiderio”.
LAURA PAUSINI A NIVEL PLANETARIO DICIENDONOS CON TONADITAS MUSCICALES "CUANDO EL DIABLO NOS MIRE, TENDREMOS VALOR… A PESAR DE LA FURIA Y DEL RENCOR…?
SATANISMO A NIVEL PLANETARIO, SOLO OBSERVA TODA LA PARAFERNALIA Y SIMBOLOGIA ESOTERICA… ❗❗❗ pic.twitter.com/Vxx9llMolt— Vortex1.2.3.5 (@vortex12358) July 22, 2026
Bastano poche ore perché i post si moltiplichino a dismisura: “Laura Pausini alla finale dei Mondiali ha inneggiato al Diavolo. Questo è satanismo a livello planetario”, scrive qualcuno. Altri rincarano la dose: “La finale dei Mondiali è stata un rituale massonico. Nella canzone ufficiale cantata da Pausini e compagnia fanno menzioni a Satana. Una parte dice: se arriva il diavolo, lo faremo cantare. La sconfitta della nazionale argentina è stato anch’esso parte del rituale”.
La diffusione virale di questi contenuti ha costretto la cantante di Simili a rompere il silenzio. In una serie di storie pubblicate su Instagram, Laura Pausini ha deciso di fare quello che probabilmente non avrebbe mai immaginato di dover fare: spiegare parola per parola il significato di una canzone che parla letteralmente di amore contro odio.
“La canzone dice che desideriamo che l’amore vinca sull’odio. L’odio, in alcune parti del brano, è rappresentato figurativamente dal Diavolo, perché il Diavolo è odio, non è amore, non è luce, non è pace, non è nulla di tutto questo. La canzone dice: quando il Diavolo ci guarderà, avremo il coraggio. Il coraggio di essere persone forti e di lottare contro tutto questo, cioè contro l’odio. Poi prosegue dicendo: la nostra legge è l’amore e arde come il fuoco che vedo. Il fuoco della malvagità brucia con forza, ma anche l’amore brucia con forza, anzi ancora di più. Per questo l’odio si vince con l’amore e con il desiderio di costruire qualcosa di migliore”. – Laura Pausini
😍🇮🇹 Laura Pausini si è esibita durante la cerimonia di chiusura dei Mondiali di calcio 2026 insieme a Robbie Williams e Nicole Scherzinger. La popstar romagnola ha cantato davanti agli 80mila spettatori la strofa in spagnolo dell’inno ufficiale della Fifa, scritto proprio… pic.twitter.com/sS8gP7CvCi
— RTL 102.5 (@rtl1025) July 20, 2026
Laura Pausini ha poi continuato affermando quanto segue:
“Tutta la canzone parla di questo, quindi non capisco come possa essere fraintesa, perché il suo significato è piuttosto chiaro. Inoltre, non vuole offendere nessuno, anzi: vuole trasmettere amore, luce e pace. Vuole dire che l’odio non dovrebbe esistere nell’essere umano”. – Laura Pausini
Il punto non è solo l’interpretazione errata del testo, visto che quello che ha colpito maggiormente la cantante è stata la facilità con cui alcune persone, spesso dotate di ampio seguito sui social, hanno contribuito ad alimentare accuse prive di qualsiasi fondamento.
“Quello che stanno dicendo è una bugia. Io canto soltanto con persone che stimo e che ammiro, e lo sto facendo anche adesso con Nicole Scherzinger e Robbie Williams, che ha scritto la musica di questa splendida canzone. È un brano che parla di amore, non del Diavolo: parla di pace, di Dio, di luce, di tutto ciò che è grande e che si oppone all’odio e al diavolo”. – Laura Pausini
Nel caso di Desire, il diavolo viene utilizzato esclusivamente come figura retorica, come simbolo del male che l’umanità deve combattere attraverso l’amore e l’unità. Un espediente narrativo antico quanto la letteratura stessa, ma che qualcuno ha interpretato in modo sbagliato. Laura Pausini ha voluto chiudere la questione con fermezza, ribadendo che Desire nasce come un inno all’unione tra i popoli e alla vittoria dell’amore sull’odio. Un messaggio che, alla luce di quanto accaduto, appare più necessario che mai.
Laura Pausini ha quindi scelto di non alimentare ulteriori polemiche, riportando la discussione sul vero significato di Desire e respingendo con fermezza le accuse circolate online. Ma, nonostante la chiarezza della sua spiegazione, i video e i post complottisti continuano ancora oggi a raccogliere migliaia di visualizzazioni e commenti. È l’ennesima dimostrazione di quanto, nell’era dei social, una narrazione costruita su interpretazioni forzate possa diffondersi più rapidamente dei fatti.
Del resto, non è la prima volta che la finale dei Mondiali 2026 genera polemiche nate da equivoci: è successo anche a Robbie Williams, finito al centro di accuse infondate dopo che una semplice mentina caduta durante un’intervista è stata scambiata online per una sostanza stupefacente. Due episodi diversi, ma accomunati dallo stesso meccanismo: il sospetto corre veloce, mentre la verità fatica sempre a raggiungerlo.
