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Un recente studio condotto dalla società di analisi delle teleconferenze Vyopta ha dimostrato che i dipendenti in smart working sono più produttivi e tendono a cooperare tra di loro tramite chiamate e video-conferenze. La società ha analizzato milioni di riunioni in teleconferenza tra 2020 e il 2022 ed i risultati confermano che le interazioni da casa sono aumentate, influendo positivamente sul lavoro.

Vyopta ha raccolto i metadati delle conferenze Zoom, Microsoft Teams e Webex di 10 grandi aziende globali. L’analisi ha mostrato che in questi tre anni le aziende sono passate a tenere un numero maggiore di riunioni, riunioni più brevi ma efficienti. Dal 2020 al 2022, le aziende osservate hanno aumentato il numero di teleconferenze del 60%, passando da una media di cinque a otto riunioni settimanali per dipendente. Tuttavia, queste sessioni sono diventate più brevi del 25%, passando da una media di 43 a 33 minuti.

Vyopta attribuisce questi cambiamenti all’aumento degli incontri spontanei one-to-one durante il periodo osservato. I metadati hanno indicato a Vyopta quali riunioni sono state programmate su calendari e quali hanno utilizzato funzioni come Meet Now di Microsoft Teams. Nel 2020, il 17% delle discussioni dei dipendenti erano one-to-one e il 17% erano improvvisate. Nel 2022, il 42% era one-to-one e il 66% era spontaneo. Vyopta ipotizza che queste riunioni possano replicare le frequenti ma brevi interazioni di persona negli uffici.

I dati indicano che il coinvolgimento da remoto è fondamentale per la fidelizzazione dei dipendenti delle aziende con molti lavoratori da remoto. Vyopta suggerisce che le aziende dovrebbero cercare di rafforzare le interazioni con i lavoratori che sembrano allontanarsi, idealmente attraverso conversazioni aperte sui motivi del loro disimpegno. E spesso il dialogo a distanza sembra funzionare, almeno così dimostra lo studio della già citata società di analisi delle teleconferenze.

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Nato ad Alessandria nel 1991, Andrea Venuti è un critico e saggista cinematografico nonché professore di Storia dell'arte. Attualmente collabora, in qualità di redattore, con tutte le realtà editoriali legate a Digital Dreams S.r.l (da ScreenWorld a CinemaSerieTv). Nel 2019 ha conseguito la laurea magistrale in Cinema e Media (110 e Lode) ed attualmente sta per ultimare un master di I livello in Discipline Artistiche. Dal 2014 ha iniziato a scrivere di cinema (specializzandosi in cinema asiatico) per diverse testate web e cartacee (FilmTv.it, Hong Kong Express, Movieplayer, Everyeye, Cina in Italia). Nel 2021 ha poi pubblicato per Profondo Rosso il saggio: John Woo e il crime movie di Hong Kong. Sempre nel 2021 è stato invitato, in qualità di ospite, al prestigioso Far East Film Festival di Udine (il festival cinematografico asiatico più importante d'Europa).