X

Nelle scorse ore il Dipartimento di Giustizia ha diffuso una nuova serie di documenti investigativi collegati al caso di Jeffrey Epstein, il finanziere di New York già condannato per sfruttamento sessuale di minorenni e morto suicida in carcere. I file fanno parte dei cosiddetti “Epstein files”, una enorme raccolta di materiali investigativi e testimonianze legate alle indagini sul suo sistema di abusi. Ed al centro della scena troviamo ancora una volta Donald Trump, con accuse gravissime contro il presidente degli Stati Uniti.

Grazie a Il Post scopriamo che questi documenti non erano stati inclusi nella grande pubblicazione avvenuta il 31 gennaio, quando il governo aveva diffuso circa tre milioni di pagine relative al caso. Secondo il Dipartimento, erano stati classificati erroneamente come duplicati e quindi esclusi. A metà febbraio la procuratrice generale statunitense Pam Bondi aveva dichiarato che l’amministrazione aveva già reso pubblici tutti i file disponibili, ma la nuova scoperta ha alimentato polemiche politiche.

Fatta questa premessa, il materiale diffuso nella giornata del 5 marzo contiene il riassunto di quattro interrogatori condotti dall’FBI nel 2019 con una donna che afferma di essere stata vittima di abusi sia da parte di Epstein sia da parte di Donald Trump. La donna si era fatta avanti poco dopo l’arresto di Epstein nello stesso anno.

Donald Trump
Donald Trump, fonte: David Hume Kennerly/Getty Images

La sua identità non è stata resa pubblica, ma nei verbali racconta di essere stata portata dal finanziere “a New York o nel New Jersey”, dove sarebbe stata presentata a Trump quando aveva tra i 13 e i 15 anni. Durante uno degli episodi descritti nei documenti, la donna sostiene che Trump avrebbe tentato di costringerla a praticargli ses*o orale. Nella testimonianza afferma di essersi difesa mordendolo.

Secondo i documenti, la donna ha raccontato anche di essere stata aggredita, picchiata e violentata da Epstein e da altri suoi conoscenti sull’isola privata del finanziere nei Caraibi. Dopo aver descritto alcuni episodi, durante gli interrogatori si sarebbe rifiutata di rispondere ad altre domande, pur confermando di aver avuto almeno altre due interazioni con Trump.

La testimone ha inoltre dichiarato di aver ricevuto negli anni successivi telefonate minacciose che la invitavano a non parlare degli abusi. Secondo la sua interpretazione, queste minacce sarebbero state collegate all’ambiente di Epstein.

Donald Trump
Donald Trump, fonte: ABC News

Ad ogni modo è importante sottolineare che le accuse contenute nei documenti non sono state verificate dalle autorità e non è chiaro quali indagini siano state svolte dopo la testimonianza. Nei registri pubblici non risulta che l’FBI o altre autorità abbiano aperto procedimenti penali contro Trump sulla base di queste dichiarazioni.

Il presidente ha sempre negato qualsiasi illecito collegato al caso Epstein. Il Dipartimento di Giustizia ha inoltre affermato che alcuni documenti diffusi contengono “affermazioni false e sensazionalistiche” contro Trump, ma la pubblicazione dei file ha comunque provocato forti tensioni politiche. I Democratici sostengono che l’amministrazione repubblicana avrebbe tentato di nascondere informazioni sui rapporti tra Trump e Epstein e stanno indagando sulla gestione dei documenti.

Una commissione della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha votato per citare in giudizio la procuratrice generale Pam Bondi affinché risponda alle domande dei parlamentari sull’eventuale omissione di parti dei documenti. L’intera vicenda si inserisce nel lungo dibattito pubblico sugli Epstein files, visto che per anni il caso ha alimentato sospetti e teorie del complotto a causa dei rapporti del finanziere con molte persone ricche e influenti, tra cui politici, imprenditori e celebrità.

Proprio per fare chiarezza, nel novembre scorso il Congresso statunitense aveva approvato una legge che obbligava il governo a rendere pubblici tutti i documenti relativi alle indagini su Epstein. La pubblicazione dei nuovi file mostra però che il processo di declassificazione e diffusione dei materiali continua a sollevare interrogativi e controversie.

Condividi.