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Durante il Festival di Sanremo 2026, Dargen D’Amico si è trovato al centro di una polemica che ha acceso la seconda serata del Festival. L’artista, in gara con il brano “Ai Ai”, è stato accusato dal Codacons di pubblicità occulta per aver indossato un fiore arancione, simbolo del marchio Aperol e collegato ai bonus del Fantasanremo. Dargen ha risposto con fermezza, negando qualsiasi accordo commerciale e sottolineando di non bere Aperol. La discussione si è ulteriormente accesa quando l’artista ha criticato la diffusione di una foto fake” della Polizia di Stato da parte dell’Ansa, sollevando questioni sulla verifica delle fonti e sull’uso dell’intelligenza artificiale nel giornalismo.

Nel dettaglio, il Codacons ha presentato un esposto all’Agcom, sostenendo che l’esibizione di Dargen con il fiore arancione costituisce pubblicità occulta, in quanto il fiore assegna punti nel gioco del Fantasanremo sponsorizzato da Aperol. L’associazione ha sottolineato che le pagine social di Aperol Italia erano piene di immagini con il fiore arancione, rendendo evidente un legame tra l’artista e il marchio, anche se Dargen ha negato di aver avuto conoscenza o vantaggi da questa connessione.

@biancaberry88 Dargen D’Amico in sala stampa commenta la notizia del Codacons che chiede un’indagine dopo che lui è salito sul palco indossando un fiore arancione: «Pubblicità occulta, è un fiore di Aperol, sponsor del Fantasanremo» #Sanremo2026 ♬ audio originale – Bianca Chiriatti 🌸

In conferenza stampa, Dargen ha espresso sorpresa e disappunto per l’accusa: “Non ho accordi con Aperol, non lo bevo nemmeno. Ho indossato un fiore, ma i fiori sono di proprietà privata di qualcuno? Non mi pare”. Ha inoltre criticato i giornalisti che riportano la vicenda senza verificare le fonti, facendo riferimento a Open e all’Ansa. Sul caso della foto “fake” dei poliziotti coinvolti negli scontri a Torino, Dargen ha sottolineato come la verifica dell’autenticità sia fondamentale: la foto, inizialmente diffusa come ufficiale, era in realtà alterata dall’IA. L’Ansa ha replicato chiarendo di aver cancellato l’immagine e di aver fornito informazioni corrette non appena accertata l’alterazione.

Il caso di Dargen D’Amico a Sanremo 2026 mostra come un gesto semplice sul palco possa scatenare discussioni complesse su etica, comunicazione e responsabilità professionale, fornendo spunti concreti per riflettere su come l’arte e i media si intrecciano nella società contemporanea. Le polemiche non finiscono qui. Carlo Conti stesso è stato fonte di critiche in Sala Stampa. Anche tra i cantanti il clima non è disteso: Bambole di Pezza si sono esposte per la disuguaglianza di genere, mentre Leo Gassman, Tredici Pietro e Achille Lauro hanno dovuto rispondere a domande indiscrete.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.