La rete non perdona, anzi: espone anche i più piccoli difetti (ammesso che lo siano) e li amplifica in modo tale da alimentare uno tsunami di commenti. È quello che è successo qualche giorno fa a Piero Pelù, anima dei Litfiba, durante le prove per il concertone del Primo Maggio che si è tenuto a Piazza San Giovanni in Laterano a Roma, nel giorno della festa del Lavoro. Come ripreso in esclusiva dal sito EG Magazine, il rocker fiorentino stava provando Tex, uno dei pezzi che avrebbe poi presentato durante lo show televisivo e, voltando la schiena alla ripresa, ha mostrato una vistosa chiazza non meglio identificata sui suoi jeans. Tanto è bastato per scatenare le illazioni di fan e semplici curiosi dei social. Congetture (alcune maliziose) legate a possibili problematiche fisiche del cantante, che ovviamente non hanno alcun fondamento. C’è chi ha citato una delle canzoni più note di Pelù, Il mio corpo che cambia, alludendo alla sua “trasformazione” chi, invece, non ha lesinato commenti più triviali.
Il video è andato virale in men che non si dica, attirando anche tante critiche per l’inconsistenza del materiale pubblicato: per molti utenti, infatti, Pelù si è semplicemente seduto su una superficie bagnata, macchiandosi in quel modo. Al di là della questione, il grande ritorno dei Litfiba ha rappresentato uno dei momenti più belli del Concertone, un’esibizione di tre canzoni, che hanno fatto anche da promozione al tour per i 40 anni di 17 Re, pubblicato nel 1986.
Il progetto celebra uno dei dischi più iconici del rock italiano, riproposto integralmente insieme ad altri brani storici in una serie di concerti che inizieranno il 27 giugno prossimo e porteranno Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo in tutta Italia.
Dal palco di San Giovanni in Laterano, Piero Pelù ha lanciato tre invettive politiche. Ha ricordato il disastro di disastro di Chernobyl, sottolineando le vittime e le conseguenze ancora incerte. Poi ha attaccato Benito Mussolini, definendolo responsabile di guerra e leggi razziali. Infine ha preso posizione sul conflitto in Palestina, denunciando un genocidio in corso e chiedendo attenzione su Gaza e sostegno alle ONG. Parole che hanno ottenuto un engagement altissimo sui social per la loro forza e la capacità di generare dibattito, anche acceso.
Così, mentre Piero Pelù tornava sul palco con i Litfiba per celebrare un pezzo di storia del rock italiano, l’attenzione si è concentrata su una macchia. Perché la rete non perdona, ma soprattutto non dimentica e, quando può, ingigantisce.
