Immagina di essere Marc Jacobs, stilista iconico, fondatore di un impero della moda che porta il tuo nome, e di entrare in una delle tue boutique per fare acquisti. Ora immagina che la commessa che ti assiste non abbia la più pallida idea di chi tu sia. Fantascienza? No, realtà quotidiana negli aeroporti americani.
È esattamente quello che è successo al sessantatreenne designer, protagonista di un episodio che ha scatenato migliaia di commenti sui social media. Il video, diventato virale nel giro di poche ore, mostra Marc Jacobs mentre gira tranquillamente tra gli scaffali di una sua boutique situata in un aeroporto degli Stati Uniti, assistito da una commessa cortese e professionale che evidentemente non collega il volto del cliente al nome stampato su borse, portafogli e accessori che la circondano.
La scena ha un sapore tragicomico che ricorda le migliori situazioni da commedia degli equivoci, con il fondatore dell’omonima casa di moda che si aggira tra i prodotti che portano la sua firma, osserva, tocca, valuta gli acquisti come un normale cliente. La dipendente lo serve con diligenza, probabilmente convinta di avere davanti l’ennesimo viaggiatore di passaggio con la carta di credito pronta.
Ma il colpo di scena arriva al momento del pagamento, quando Marc Jacobs si presenta alla commessa rivelando la sua identità, con la reazione, immortalata nel video, che si presenta come un mix di incredulità e imbarazzo. Il dibattito online si è subito diviso in due fazioni: da una parte, gli utenti sorpresi dalla situazione, che si chiedono come sia possibile non riconoscere il volto dello stilista che ha creato il marchio per cui si lavora. Dall’altro, chi crede che non sia poi troppo strano non riconoscere una persona tra le tante che visitano il negozio in una giornata di lavoro.
