Una storia che oscilla tra il grottesco e il tragico, tra l’incredibile e il commovente, quella dell’ex infermiere 56enne di Borgo Virgilio, in provincia di Mantova, che si è travestito per anni dalla propria madre defunta, Graziella Dall’Oglio, morta nel 2022 all’età di 82 anni. Non per intascare fraudolentemente la pensione, come si potrebbe pensare, ma, stando alle sue parole, per un motivo ben più profondo e disturbante: non essere mai riuscito a separarsi da lei. L’uomo si era presentato all’ufficio anagrafe del comune per rinnovare la carta d’identità scaduta della madre. Indossava parrucca, trucco, abiti femminili. Ma qualcosa non quadrava. Un’impiegata comunale ha intuito l’inganno: il collo era troppo grosso, le rughe sembravano finte, la voce tradiva note maschili. Da quel dettaglio apparentemente banale è partita un’indagine della polizia locale che ha portato alla scoperta di una verità ben più inquietante: il corpo della donna era nascosto in cantina, conservato per tre anni.
Attraverso il suo legale, Francesco Ferrari, l’ex infermiere ha scelto di rompere il silenzio. Le parole affidate all’avvocato sono cariche di una sofferenza mista a imbarazzo: “Il mio assistito vuole sottolineare come lo scopo del proprio agire non sia stato quello di trarre benefici patrimoniali dalle proprie condotte bensì quello di stare vicino alla mamma dalla quale non è mai riuscito a separarsi“. Una dichiarazione che trasforma una vicenda dai contorni da black comedy in qualcosa di molto più umano e disturbante: un lutto mai elaborato, un attaccamento morboso che si è trasformato in ossessione. I media internazionali lo hanno ribattezzato Mrs. Doubtfire, dal celebre film con Robin Williams in cui un padre si traveste da governante per stare vicino ai figli. Una gaffe di una tv argentina lo ha addirittura identificato in Gasperini, l’allenatore della Roma. Ma il paragone si ferma alla superficie. Qui non c’è la leggerezza della commedia hollywoodiana. C’è un uomo che ha confessato di aver pensato di tenere la madre mummificata in casa, che ha cambiato diversi hotel per sfuggire ai giornalisti dopo che la notizia è esplosa. Un uomo che ora assicura di non aver avuto complici, di aver agito da solo, in un isolamento che sembra essere stato tanto fisico quanto psicologico.
La Procura di Mantova ha aperto un fascicolo per occultamento di cadavere, truffa ai danni dello Stato, sostituzione di persona e falso in atto pubblico. Accuse pesanti, che potrebbero costare caro all’ex infermiere. È stata inoltre disposta l’autopsia sul corpo di Graziella Dall’Oglio, per accertare le cause del decesso. L’uomo ha scelto di non presenziare all’esame, insieme al proprio consulente, ribadendo attraverso il legale che “non ci sono misteri, si è trattato di una morte naturale“. Ma il dubbio, comprensibilmente, aleggia. Come può un ex infermiere, persona che per professione conosce la morte e i suoi protocolli, tenere nascosto un cadavere per tre anni senza che nessuno se ne accorga. Come si può spiegare razionalmente un gesto del genere, che va oltre la frode economica e sconfina nel territorio opaco della psicopatologia del lutto.
L’avvocato Ferrari ha fatto sapere che il suo assistito è pronto a risarcire lo Stato per il maltolto e che, “sorretto dalla fede, confida nell’umana comprensione chiedendo di accettare la decisione di ritirarsi nel silenzio“. Una richiesta di pietà, in fondo, per un uomo che si dice divorato dalla vergogna per l’accaduto. Un uomo che ha assicurato di non avere responsabilità sulla morte della madre e di essere stato estremamente legato a lei. Forse troppo. La storia di Borgo Virgilio solleva domande che vanno oltre il codice penale. Parla di solitudine, di legami familiari che possono diventare prigioni invisibili, di un dolore che invece di essere elaborato viene negato, cristallizzato in un travestimento quotidiano. Un rituale macabro che doveva, nelle intenzioni dell’uomo, mantenere viva una presenza ormai perduta. Ma che ha finito per trasformarsi in una trappola dalla quale sarà difficile uscire, sia legalmente che psicologicamente.



