L’aereo privato atterra a Parma poco dopo l’ora di pranzo. Kate Middleton scende dalla scaletta e sale sull’auto che la porterà direttamente in piazza Prampolini, nel cuore di Reggio Emilia. Quando l’automobile si ferma davanti al municipio, ad attenderla non c’è solo il sindaco Massari con la fascia tricolore. Ci sono tremila persone, tra fan, curiosi e scolaresche. Union Jack e bandiere italiane sventolano all’unisono, in un’atmosfera che sa di festa popolare e accoglienza spontanea.
È il 13 maggio 2026 e per la principessa del Galles questo non è un viaggio qualsiasi. È la prima missione all’estero dopo aver vinto la battaglia contro il tumore, una trasferta in solitaria che Kate ha voluto fortemente e che ha costruito attorno a un tema a lei carissimo: l’infanzia e i metodi educativi innovativi. Ma c’è un dettaglio che salta all’occhio appena Kate scende dall’auto. Un dettaglio che parla più di mille discorsi diplomatici e che il pubblico italiano ha colto immediatamente: il colore del suo completo. Azzurro.
@rds_radio “Parlo poco italiano. Come ti chiami? Mi chiamo Caterina.” ✨ La principessa del Galles Kate Middleton in visita a Reggio Emilia è stata protagonista di un breve siparietto in italiano con un gruppo di bambini. . . #news #RDSgrandisuccessi #KateMiddleton ♬ audio originale – RDS
Non un azzurro qualsiasi, ma quella tonalità precisa che rimanda istantaneamente ai trionfi sportivi delle squadre italiane, in ogni disciplina. Lo stesso azzurro che è diventato simbolo identitario quanto il tricolore stesso, nato proprio a Reggio Emilia. La scelta non è casuale. I royal comunicano attraverso i loro abiti, e Kate lo sa bene. Per questa occasione ha optato per un power suit firmato Edeline Lee, brand canadese-britannico con sede a Londra di cui possiede già diversi capi in guardaroba. La giacca monopetto è avvitata, come piace a lei, con un’arricciatura nella parte posteriore che dà movimento.
I pantaloni sono aderenti in vita e larghi in fondo, realizzati in georgette italiana che ondeggia a ogni passo. La giacca è in crêpe, anch’esso Made in Italy. Non c’è italiano nel marchio, ma c’è Italia nei tessuti e soprattutto nel messaggio cromatico. Quel completo azzurro è un omaggio consapevole, un modo per dire “vi vedo, vi riconosco, rispetto la vostra identità” prima ancora di pronunciare una parola. E il pubblico in piazza lo ha percepito, applaudendo calorosamente la principessa.
@anythingroyalormilitary The Princess of Wales has started his 2 day visit to Italy, her first was after her cancer diagnosis #fyp #princessofwales #katemiddleton #royal #royalfamily ♬ As It Was – Instrumental – KPH
Kate ha completato l’outfit con una blusa bianca Holland Cooper, in realtà un body che dialoga perfettamente con i bottoni della giacca. Ai piedi, décolleté Ralph Lauren. Al braccio, una borsa Asprey London. E naturalmente, al dito, l’anello di zaffiro che fu di Diana, accompagnato da orecchini e ciondoli con perle. Un look semplice ma raffinato nei dettagli, interamente britannico negli accessori ma italiano nell’anima cromatica.
Prima dell’arrivo, Kate aveva affidato ai social l’annuncio della trasferta con un post pubblicato sull’account ufficiale dei principi di Galles. Un messaggio scritto prima in inglese, poi tradotto parola per parola in italiano. Non una traduzione frettolosa, ma un testo curato, costruito sullo stesso registro della versione originale. “Pronti per un viaggio speciale a Reggio Emilia, in Italia“, si leggeva nell’apertura.
@lascasasreales Catherine, the Princess of Wales with a baby. Reggio Emilia, Italy. 13 May 2026. #princesskate #italy #princesscatherine #katemiddleton #princessofwales ♬ original sound – Rhaenyra Targ
Nel post, la principessa citava il Royal Foundation Centre for Early Childhood, l’organizzazione che ha lanciato nel 2021 e che oggi rappresenta il cuore del suo lavoro istituzionale. Parlava del “bambino nella sua interezza“, di un equilibrio “tra mente, corpo e spirito“, individuando nelle “relazioni e negli ambienti dei primi anni di vita” il “filo conduttore del benessere lungo tutto l’arco della vita”.
È la sintesi dello Shaping Us Framework, il quadro di riferimento presentato nel febbraio 2025, che da oggi entra in dialogo diretto con il Reggio Emilia Approach, definito nel post un “modello educativo di riferimento a livello globale, che incoraggia i bambini a vivere la connessione“. Ed è proprio questo approccio pedagogico rivoluzionario, fondato da Loris Malaguzzi, il vero cuore della visita.
@la.repubblica Arrivata in piazza nel cuore di Reggio Emilia davanti al Duomo, Kate Middleton, la principessa del Galles dopo aver salutato il sindaco e alcuni bambini presenti ha incontrato e abbracciato una ragazza disabile: Elizabeth Spencer, 24 anni, nata a Londra ma residente a Berlino venuta apposta dalla Germania per vederla. "Le ho scritto una lettera e gliel'ho consegnata oggi. È un sogno che si avvera", ha raccontato la ragazza Video Reuters
Una volta scesa dall’auto, Kate ha potuto godersi l’affetto delle tremila persone presenti e salutare le scolaresche accorse in piazza. I bambini delle scuole Robinson e Diana l’hanno accolta con canti e applausi. Poi è entrata nel municipio, dove il sindaco Massari le ha conferito l’onorificenza cittadina del Tricolore storico, riservata solo ai visitatori più illustri.
All’interno del palazzo comunale, la principessa ha incontrato Carla Nironi, Iona Bartoli ed Eletta Bertani, tre donne che hanno lavorato per diffondere e mettere in pratica l’approccio pedagogico di Malaguzzi. Con loro ha potuto approfondire come la città si sia trasformata per essere completamente a misura di bambino, garantendo ai piccoli cittadini le migliori condizioni per crescere e sviluppare i propri talenti. Il pomeriggio è stato interamente dedicato alla visita del centro educativo, dove Kate ha incontrato bambini, insegnanti, genitori e amministratori.
@doubleswag_ (ma le vere principesse siamo noi) #katemiddleton #follia #perte ♬ original sound – lester
Ha osservato da vicino come funziona il metodo che pone relazioni, ambiente e comunità al centro dello sviluppo del bambino. Ha preso appunti, fatto domande, cercato di capire come quel modello possa integrarsi con la sua iniziativa britannica. Prima di lasciare la piazza si è concessa un nuovo bagno di folla, regalando sorrisi e strette di mano. Il programma del giorno seguente prevede la visita al Centro di Riciclaggio Creativo Remida e a un altro asilo della città prima del rientro in Inghilterra.
