L’Eurovision Song Contest 2026 di Vienna si conferma un terreno minato dove la musica si intreccia pericolosamente con la geopolitica. Dopo le proteste pro-Palestina che hanno portato all’allontanamento di alcuni contestatori durante la prima semifinale e il boicottaggio di cinque Paesi, un nuovo episodio ha acceso i riflettori sulla tensione che circonda la partecipazione israeliana alla competizione. Protagonista suo malgrado è Alicja Szemplińska, la giovane cantante che rappresenta la Polonia, finita nell’occhio del ciclone per un’intervista che si è trasformata in un caso diplomatico-mediatico di dimensioni inattese.
Martedì 13 maggio, durante una sessione stampa nell’area accreditata del centro stampa di Vienna, Shahar Asido, giornalista di EuroMix, ha fermato Alicja per una breve intervista. Le domande iniziali sono state semplici, quasi di routine: aveva ascoltato Michelle, il brano di Noam Baten che rappresenta Israele quest’anno? La cantante polacca ha risposto con evidente incertezza, dichiarando di non essere sicura di averlo sentito. Quando le è stato chiesto se avesse incontrato Noam, la risposta è stata altrettanto sbrigativa: no, non l’aveva visto.
Fin qui, nulla di particolarmente strano. Ma è la domanda successiva che ha innescato la reazione che avrebbe fatto il giro dei social network in poche ore. Shahar Asido ha chiesto ad Alicja di inviare un messaggio ai suoi fan in Israele, un saluto che nei contesti mediatici dell’Eurovision è prassi consolidata, quasi un rituale di cortesia transnazionale. A quel punto, però, qualcosa si è rotto. La Szemplińska si è guardata intorno disorientata, ha accennato un ringraziamento a fatica e si è allontanata velocemente verso la sua delegazione, lasciando la giornalista israeliana con il microfono in mano e un’espressione di stupore sul volto.
WATCH: Poland's Eurovision contestant Alicja Szemplińska walked out of an interview when asked if she had a message for Israeli fans. pic.twitter.com/gcui9lbz9n
— Clash Report (@clashreport) May 13, 2026
Il video di quei pochi secondi è stato rilanciato sui social, dove è diventato immediatamente virale. Le immagini mostrano con chiarezza l’imbarazzo della cantante, il suo sguardo che cerca aiuto altrove, il movimento rapido verso il gruppo polacco. Per molti utenti, quel gesto è apparso come un rifiuto esplicito, un modo per prendere le distanze da Israele in un momento in cui ogni dichiarazione pubblica può essere interpretata come una presa di posizione politica.
Ma la storia non finisce con quella fuga. Pochi minuti dopo l’interruzione dell’intervista, una donna del team polacco si è avvicinata a Shahar Asido per capire cosa fosse accaduto. Quando ha saputo che alla cantante era stato chiesto solo di salutare i fan israeliani, senza altre implicazioni, la componente della delegazione ha deciso di invitare Alicja a tornare davanti alla telecamera. La giovane artista è rientrata, questa volta visibilmente più composta, e ha pronunciato un messaggio volutamente neutro e inclusivo: “Tanti saluti a tutti i fan dell’Eurovision, abbiate cura di voi e pregate“. Una formula diplomatica che ha evitato qualsiasi riferimento diretto a Israele, ma che ha chiuso formalmente l’incidente.
Shahar Asido, contattata successivamente da un magazine israeliano, non ha nascosto la propria amarezza. “È un vero peccato che alcuni artisti abbiano paura di avere fan in Israele e che, dopo questa intervista, lei probabilmente non abbia più e non avrà più fan in Israele“, ha dichiarato. La giornalista ha descritto l’episodio come sintomo di un clima più ampio di ostilità e diffidenza che circonda la delegazione israeliana a Vienna, un’atmosfera che secondo i media di Tel Aviv sarebbe percepibile in molti angoli del backstage.
Alicja Szemplińska kiedy poproszono ja o kilka słów do fanów w z Izraela.
Muszę powiedzieć, że zaimponowała mi tym. A wy co o tym myślicie?pic.twitter.com/2zoPeDPTPD— Piotr (@TarnowskimOkiem) May 13, 2026
I portali israeliani come ILTV Israel News e Mako, parte del gruppo Keshet Media Group, hanno amplificato la vicenda, inserendola in una narrazione più estesa di difficoltà e isolamento. Secondo questi media, altre delegazioni avrebbero adottato comportamenti simili: Finlandia e Ucraina avrebbero rifiutato interviste ai giornalisti israeliani accreditati, mentre la delegazione francese avrebbe inizialmente tentato di porre limiti alle domande, salvo poi essere contraddetta dalla propria artista che ha scelto di parlare liberamente.
L’episodio che coinvolge Alicja Szemplińska non può essere letto isolatamente. L’Eurovision 2026 si svolge in un contesto dove la questione israelo-palestinese si riverbera con forza anche sui palcoscenici della cultura pop europea. Cinque Paesi hanno deciso di non partecipare quest’anno, una forma di boicottaggio che ha pesato sul dibattito interno all’European Broadcasting Union. Durante la prima semifinale, alcuni manifestanti pro-Palestina sono riusciti a introdursi nell’arena prima di essere allontanati dalla polizia. Ogni gesto, ogni parola, ogni assenza viene scrutata e interpretata attraverso la lente del conflitto.
Per un’artista giovane come Alicja, trovarsi improvvisamente al centro di una tempesta mediatica di questa portata può essere destabilizzante. La sua reazione iniziale, quel bisogno di allontanarsi fisicamente dalla situazione, potrebbe essere stata dettata dal panico, dall’incertezza su come comportarsi in un momento delicato, dalla paura di dire la cosa sbagliata. Il fatto che la delegazione polacca l’abbia fatta rientrare per chiudere la questione in modo più diplomatico suggerisce che il team fosse consapevole dell’impatto potenziale di quel gesto mancato.
