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Quando pensi all’Eurovision Song Contest, ti aspetti di tutto: piume, lustrini, performance sopra le righe che sfidano le leggi della fisica e del buongusto. Eppure, quest’anno a Vienna, è successo qualcosa di inaspettato. Jonas Lovv, il rappresentante norvegese in gara con la canzone “Ya Ya Ya“, si è visto recapitare un’ammonizione ufficiale dall’EBU, l’Unione Europea di Radiodiffusione che organizza la kermesse. Il motivo? La sua esibizione sarebbe stata giudicata troppo sexy, troppo spinta, troppo sensuale per il palco dell’Eurovision.

Penserete che sia una sciocchezza, ma lo show è stato considerato troppo spinto e sensuale. Non sto scherzando, giuro che non è uno scherzo, è tutto vero“, ha dichiarato lo stesso Jonas Lovv, con un misto di incredulità e ironia. Dopo le prime prove della performance, prevista per la seconda semifinale del 14 maggio, gli organizzatori hanno alzato la voce. Le movenze del cantante norvegese avrebbero superato la linea invisibile del decoro televisivo, mandando in allarme i vertici della manifestazione.

Il regolamento dell’Eurovision è chiaro, almeno sulla carta: la gara deve garantire i canoni della decenza e del buongusto, considerando che una fetta consistente del pubblico mondiale è composta da minorenni. Una regola sacrosanta, verrebbe da dire, se non fosse per un dettaglio non trascurabile: negli anni passati, performance ben più audaci hanno tranquillamente calcato il palco senza alcun problema. Ed è proprio qui che la vicenda si fa interessante, o quantomeno discutibile.

Tobbe Ek, esperto riconosciuto dell’Eurovision, non ha usato mezzi termini nell’intervista rilasciata all’emittente norvegese TV2: “La performance sembra un programma per bambini, in confronto ad altre. Non ho potuto fare a meno di ridere quando ho sentito quello che hanno chiesto“. Ek ha poi fatto esempi concreti: la rumena Alexandra Căpitănescu con il suo brano “Choke Me” (letteralmente “Soffocami“), oppure Olly Alexander all’Eurovision 2024, le cui performance erano ben più esplicite. “Lo spettacolo di Jonas è meno audace di tanti altri, quindi non capisco cosa stia combinando l’Eurovision quest’anno“, ha concluso con evidente perplessità.

La questione solleva interrogativi legittimi sulla coerenza delle regole applicate dall’EBU. Se negli anni scorsi coreografie e testi altrettanto provocatori sono passati senza censure, perché proprio quest’anno si è deciso di tirare il freno? Si tratta di un irrigidimento generale delle norme, di una sensibilità diversa tra i membri del comitato organizzativo, o semplicemente di una valutazione soggettiva che cambia a seconda di chi giudica?

Al di là delle polemiche, la delegazione norvegese ha scelto la via della diplomazia. Dopo l’ammonizione, i rappresentanti hanno rassicurato i vertici di Eurovision, garantendo che la performance finale non violerà il regolamento. Jonas Lovv modificherà quindi la sua coreografia, rendendola più sobria e presumibilmente meno audace, per usare un termine che in questi giorni circola insistentemente nei corridoi del Wiener Stadthalle.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.