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La diplomazia internazionale ha anche il suo lato umano, quello fatto di battute spontanee e confessioni inaspettate che rendono improvvisamente più vicini anche i potenti della Terra. Marco Rubio, segretario di Stato degli Stati Uniti e braccio destro di Donald Trump, ha regalato un momento piuttosto simpatico durante la sua visita romana, trasformando un incontro istituzionale alla Farnesina in un siparietto che ha fatto sorridere giornalisti e diplomatici presenti.

L’8 maggio 2026, nel corso dell’incontro bilaterale con il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, Rubio ha sorpreso tutti con una dichiarazione tanto spontanea quanto inattesa, scherzando davanti ai giornalisti sulla sua passione per la lingua italiana: “Come ben sapete parlo spagnolo, che è molto simile all’italiano. Lo sto studiando ma il mio abbonamento a Babbel è scaduto“. Una confessione che mescola l’ufficialità del ruolo con la quotidianità di chi, come milioni di persone, cerca di imparare una nuova lingua attraverso le moderne app di apprendimento.

A quel punto la risposta di Tajani non si è fatta attendere, con quel mix di cortesia diplomatica e ironia tutta italiana: “Ci sono ottimi insegnanti se vuoi“. Un invito che suona come un’apertura di credito verso il collega americano, ma anche come un bonario richiamo all’importanza dell’insegnamento tradizionale rispetto alle soluzioni digitali.


Ma Rubio non si è fermato alla battuta iniziale: il segretario di Stato che ha voluto approfondire il suo rapporto con la lingua italiana, spiegando come la sua competenza nello spagnolo gli permetta di comprendere senza difficoltà l’italiano: “È molto simile. Lo capisco perfettamente. Quando vado alle riunioni insieme non uso nemmeno le cuffie, capisco tutto quello che dice“. Una dichiarazione che testimonia non solo le affinità linguistiche tra le lingue romanze, ma anche un genuino interesse per la cultura italiana che va oltre i formalismi diplomatici.

La giornata romana di Rubio è stata densa di impegni istituzionali di alto profilo. Oltre all’incontro con Tajani alla Farnesina, il segretario di Stato ha avuto un colloquio con la premier Giorgia Meloni, consolidando ulteriormente i rapporti tra Italia e Stati Uniti in un momento di particolare rilevanza per gli equilibri internazionali. Il giorno precedente, invece, era stato ricevuto in Vaticano da Papa Leone XIV, completando così un tour diplomatico che ha toccato i principali centri del potere italiano.


A questo punto non ci resta da vedere se Rubio manterrà la promessa implicita nella sua battuta e rinnoverà davvero quell’abbonamento a Babbel. O magari accetterà l’offerta velata di Tajani, affidandosi a qualche “ottimo insegnante” italiano per perfezionare la sua competenza linguistica. In ogni caso, la prossima visita a Roma potrebbe riservarci la sorpresa di un segretario di Stato americano che pronuncia qualche frase in italiano, magari con un accento che tradisce le sue origini cubano-americane ma con il sorriso di chi ha voluto fare un passo in più verso la cultura del paese ospitante.

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