L’amministrazione Trump ha riscritto il calendario degli ingressi gratuiti nei parchi nazionali americani, una decisione che sta già sollevando un’ondata di critiche da parte di attivisti per i diritti civili e parlamentari democratici. La novità più controversa è duplice: da un lato spariscono dal calendario 2026 il Martin Luther King Jr. Day e il Juneteenth, ricorrenze che celebrano momenti cruciali della storia afroamericana. Dall’altro, compare per la prima volta il 14 giugno, giorno del compleanno di Donald Trump che coincide anche con il Flag Day, la festa della bandiera americana.
Non si tratta solo di una questione simbolica. I giorni di ingresso gratuito nei parchi nazionali rappresentano un’opportunità concreta per milioni di americani di visitare luoghi iconici come Yosemite, il Grand Canyon o Yellowstone senza pagare il biglietto d’ingresso. Storicamente, questi giorni vengono scelti per celebrare momenti significativi della storia nazionale o per promuovere l’accesso democratico alle terre pubbliche. Il calendario 2025, ancora in vigore fino alla fine dell’anno, includeva proprio il Martin Luther King Jr. Day e Juneteenth tra le date selezionate, insieme al National Public Lands Day e all’inizio della National Park Week. Nel 2026, tutte queste ricorrenze scompariranno. Al loro posto, l’amministrazione ha inserito una serie di date legate a temi storici e presidenziali: oltre al compleanno di Trump, entrano nel calendario il Constitution Day, il 110esimo anniversario del National Park Service e il compleanno di Theodore Roosevelt, presidente noto per il suo impegno nella conservazione ambientale.
La scelta di mantenere alcune festività federali più ampie come Presidents’ Day, Memorial Day e un weekend lungo per il 4 luglio indica un orientamento verso celebrazioni nazionali tradizionali. Veterans Day rimane l’unica data confermata sia nel 2025 che nel 2026, sottolineando quanto radicale sia stata la trasformazione del calendario. Kristen Brengel, portavoce della National Parks Conservation Association, ha espresso preoccupazione per l’eliminazione del Martin Luther King Jr. Day, spiegando a FOX 5 DC che quella giornata era diventata particolarmente significativa per i gruppi comunitari. Molte organizzazioni la utilizzavano come occasione di servizio volontario nei parchi, trasformando la ricorrenza in un momento di impegno civico concreto.
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. La senatrice democratica Catherine Cortez Masto del Nevada ha commentato duramente la decisione su X: “Diciamolo chiaramente: sia MLK Jr. Day che Juneteenth erano giorni di ingresso gratuito l’anno scorso. Il presidente non si è limitato ad aggiungere il suo compleanno alla lista, ha rimosso entrambe queste festività che segnano la lotta degli afroamericani per i diritti civili e la libertà. Il nostro Paese merita di meglio“. Va ricordato che i presidenti americani hanno tradizionalmente il potere di rivedere questo calendario, e cambiamenti simili sono avvenuti anche in passato. Tuttavia, la natura specifica di queste modifiche, rimuovere ricorrenze legate alla storia afroamericana per inserire il compleanno del presidente in carica, rappresenta una rottura simbolica significativa rispetto alle amministrazioni precedenti.
Let’s be clear here: both MLK Jr. Day and Juneteenth were free entry days last year.
The President didn’t just add his own birthday to the list, he removed both of these holidays that mark Black Americans’ struggle for civil rights and freedom.
Our country deserves better. https://t.co/9O2uqq9unl
— Senator Cortez Masto (@SenCortezMasto) December 6, 2025
Il dibattito solleva questioni più ampie sul significato delle commemorazioni nazionali e su come le istituzioni pubbliche scelgano quali momenti storici meritino riconoscimento. I parchi nazionali, considerati patrimonio di tutti gli americani, diventano così terreno di confronto su quale narrazione storica debba essere privilegiata e celebrata. Mentre l’amministrazione Trump non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali dettagliate sui criteri che hanno guidato queste scelte, il nuovo calendario entrerà comunque in vigore nel 2026, ridefinendo quando milioni di visitatori potranno accedere gratuitamente ad alcuni dei paesaggi più spettacolari d’America.



