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Dopo quarant’anni di attività ininterrotta, il Grand Hotel La Sonrisa ha chiuso definitivamente i battenti. La struttura di Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, diventata un fenomeno televisivo nazionale grazie al reality Il Castello delle Cerimonie trasmesso su Real Time, non accetta più prenotazioni. Chi prova a cercare una camera sul sito ufficiale si imbatte sempre nello stesso messaggio: “Siamo spiacenti ma non ci sono camere disponibili nel periodo selezionato o ci sono restrizioni nel numero di pernottamenti minimi richiesti”. La risposta è identica per qualsiasi data, dall’estate 2026 fino a gennaio 2027.

La chiusura è diventata effettiva lunedì 15 giugno 2026. L’ultimo evento ospitato dalla Sonrisa, una festa a tema scaramanzia, si è tenuto domenica 14 giugno. La famiglia Polese, proprietaria dello stabile, non ha ancora rilasciato commenti ufficiali sulla sentenza che ha segnato la fine dell’attività, ma la situazione è chiara: il complesso resta formalmente aperto ma non può più svolgere attività alberghiera né di ristorazione. Niente matrimoni, ricevimenti, feste private. Proprio quelle cerimonie sfarzose, quelle tavolate infinite, quei vestiti scintillanti che hanno reso la Sonrisa un simbolo della cultura popolare campana e nazionale.

A determinare la chiusura della struttura è stata la decisione del Consiglio di Stato, che ha respinto la richiesta cautelare presentata dagli eredi di don Antonio Polese, scomparso dieci anni fa, contro la revoca delle licenze disposta dal Comune di Sant’Antonio Abate, oggi guidato dalla sindaca Ilaria Abagnale. Il provvedimento era già stato confermato dal Tar della Campania, ma un mese fa il Consiglio di Stato aveva temporaneamente sospeso la decisione, permettendo alla struttura di continuare a operare per quattro settimane. Una sospensione che aveva alimentato speranze, rivelatesi vane.

@radiomarte Termina per sempre l'era del Castello delle Cerimonie. La Sonrisa, celebre per il programma "Il Boss delle Cerimonie" chiude dopo un lungo procedimento giudiziario per lottizzazione abusiva. #lasonrisa #matrimonio #matrimonionapoletano ♬ Idea 10 – Gibran Alcocer

Il nodo giudiziario affonda le radici in una sentenza definitiva del febbraio 2024, quando la Cassazione ha confermato la confisca urbanistica del complesso per lottizzazione abusiva, ritenendo l’abuso accertato anche a fronte della prescrizione del reato. Da quel momento il Comune è diventato proprietario del bene e ha avviato revoche di licenze, ordinanze di sgombero e atti di gestione, sempre considerati legittimi dai giudici amministrativi.

L’ordinanza pubblicata l’8 giugno ha aggiunto un colpo pesante: la confisca sarebbe “opponibile ed efficace” pure nei confronti delle società che fanno capo alla proprietà, con il richiamo a due pronunce della Cassazione penale del 2025 e 2026 che hanno chiuso la porta sulla tesi delle cosiddette “società schermo“, ovvero l’idea che queste fossero estranee al procedimento penale e non dovessero pagare per colpe altrui.

La conduzione è oggi nelle mani di Imma Polese, la “donna Imma” diventata volto televisivo amatissimo, e del marito Matteo Giordano. I due si stanno muovendo per dirottare gli eventi già prenotati su altre strutture del Vesuviano e dell’area Stabiese, in piena stagione altissima. Non è semplice: parliamo di matrimoni organizzati con mesi di anticipo, di spose che sognavano il loro grande giorno proprio lì, tra quelle sale che hanno visto sfilare migliaia di storie.

Sullo sfondo resta la questione del lavoro, e non è una nota a margine. Il prefetto di Napoli Michele di Bari ha convocato una delegazione di dipendenti della Sonrisa, ma il discorso si allarga a tutta la galassia che ruota attorno alla macchina delle cerimonie: fioristi, fornitori, attrezzaturisti, cantanti neomelodici. Un indotto che ha vissuto per decenni di quella realtà.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.