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Nel mondo scintillante degli influencer, dove ogni momento della vita diventa contenuto e ogni dettaglio personale si trasforma in engagement, Giulia De Lellis ha scelto una strada diversa. L’influencer romana, nota per aver condiviso praticamente ogni aspetto della sua esistenza con milioni di follower, ha tracciato una linea netta quando si tratta della figlia Priscilla, nata dall’amore con il rapper Tony Effe. Una scelta che sta facendo discutere e che lei stessa ha deciso di spiegare con parole chiare e dirette. Attraverso una serie di storie Instagram, Giulia ha aperto una finestra sulla sua nuova vita da mamma, ma senza mai varcare quella soglia che considera sacra: la privacy del volto della bambina. “Le cose belle le proteggo“, ha dichiarato con una semplicità disarmante. “Ho imparato a fare questa cosa, e mi fa sentire meglio. La percepisco più al sicuro così“. Parole che risuonano come un manifesto in un’epoca dove i figli delle celebrità diventano spesso piccole star prima ancora di poter scegliere.

La decisione di De Lellis non è isolata nel panorama italiano. Si unisce infatti a una corrente sempre più forte di mamme influencer che mettono la tutela dei propri bambini davanti alle logiche dei social network. Aurora Ramazzotti, per esempio, ha più volte ribadito la stessa volontà per il piccolo Cesare Augusto. Un cambio di paradigma significativo, soprattutto per chi ha costruito carriera e successo proprio sulla condivisione della propria vita. Eppure, nonostante questa scelta di riservatezza, Giulia non ha rinunciato a condividere con i suoi fan alcuni momenti dolci e dettagli curiosi. Ha mostrato la tutina della bambina, ha raccontato attimi di quotidianità, ha aperto uno spiraglio su quella che definisce “la più bella avventura della sua vita“. E proprio in una di queste chiacchierate virtuali con i follower, è arrivata la rivelazione che ha sorpreso tutti.

La piccola Priscilla, infatti, somiglia principalmente al papà Tony Effe. Ma non è solo questo a stupire: “Abbiamo fatto una figlia bionda con gli occhi verdi“, ha confessato Giulia con una punta di ironia. Una combinazione genetica inaspettata che ha incuriosito i fan, abituati a vedere l’influencer con i suoi capelli scuri e il rapper con le sue caratteristiche ben diverse. La natura, si sa, gioca spesso a sorprendere, mescolando geni e tratti somatici in modi che sfuggono a ogni previsione. Ma al di là delle curiosità genetiche, ciò che emerge con forza dalle parole di Giulia De Lellis è un ritratto sincero e crudo della maternità, lontano anni luce dall’immagine patinata che spesso domina i social. L’influencer non ha nascosto le difficoltà di questa nuova fase: la routine completamente stravolta, le giornate in cui ci si ritrova ancora in pigiama a mezzogiorno, senza aver avuto nemmeno il tempo di fare una doccia. Dettagli che ogni neomamma riconoscerà immediatamente, ma che raramente trovano spazio nelle narrazioni perfette del web.

Anche sul parto, Giulia ha scelto la trasparenza, pur mantenendo una certa riservatezza sui dettagli più intimi. Ha rivelato di aver affrontato un cesareo programmato, anticipato poi per una serie di motivi personali. “È andato tutto bene, però è una cosa troppo personale e soggettiva“, ha precisato, offrendo poi un consiglio a chi si prepara ad affrontare lo stesso percorso: vivere il momento senza lasciarsi condizionare dalle esperienze altrui. Ogni parto è una storia a sé, ogni donna vive questa esperienza in modo unico. E sulla gravidanza, l’influencer ha rotto un altro tabù, quello del “pancione che manca”. Con una franchezza rara, ha dichiarato: “Il pancione non mi manca affatto, lo stato gravidico è un miracolo straordinario ma non è affatto piacevole“. Parole che sfidano la retorica dominante secondo cui tutte le donne dovrebbero ricordare con nostalgia quei nove mesi. La gravidanza può essere meravigliosa e difficile allo stesso tempo, miracolosa e pesante, e Giulia ha avuto il coraggio di dirlo senza filtri.

Quello che sta emergendo dal racconto di Giulia De Lellis è il ritratto di una donna che sta cercando un equilibrio nuovo, difficile, tra la sua dimensione pubblica e quella privata. Il mondo digitale è stato il terreno dove ha costruito tutto: carriera, notorietà, successo economico. Eppure, di fronte alla maternità, ha sentito il bisogno di proteggere, di custodire, di tenere qualcosa solo per sé e per la sua famiglia. Non è una rinuncia alla sua identità di influencer, ma piuttosto un’evoluzione, una ridefinizione dei confini tra ciò che può essere condiviso e ciò che deve rimanere intimo. Per Tony Effe e Giulia, l’arrivo di Priscilla ha segnato l’inizio di un viaggio che entrambi descrivono come faticoso ma profondamente appagante. Un’avventura che sta ridefinendo le loro priorità, i loro ritmi, la loro stessa identità. Lui, rapper dalla carriera in ascesa, lei, influencer con milioni di follower, ora sono prima di tutto genitori. E in questa nuova veste, stanno imparando a navigare tra le responsabilità della notorietà e il desiderio legittimo di proteggere ciò che di più prezioso hanno.

La scelta di Giulia De Lellis di non mostrare il volto della figlia pone anche una questione più ampia sul diritto dei bambini alla propria immagine e identità digitale. In un’epoca in cui la presenza online inizia spesso prima ancora della nascita, con ecografie condivise e gravidanze documentate settimana per settimana, c’è chi si interroga su cosa significhi crescere con la propria vita già esposta agli occhi di milioni di persone. Giulia sembra aver trovato la sua risposta: proteggere ora, lasciare che sia Priscilla stessa, un domani, a decidere quanto della sua vita condividere con il mondo. Intanto, tra tutine mostrate per metà, riflessioni sulla maternità e qualche dettaglio rubato sulla somiglianza con papà Tony, Giulia continua a costruire il suo rapporto con i fan su basi nuove. Non più tutto alla luce del sole, ma con una selezione attenta di cosa mostrare e cosa custodire. Un approccio che potrebbe segnare una tendenza, un nuovo modo di essere influencer e genitori allo stesso tempo, senza sacrificare completamente né l’una né l’altra dimensione.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.