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Se hai mai provato a usare un sito della pubblica amministrazione, potresti riconoscerti subito: entri per fare una semplice richiesta ed esci confuso, bloccato o costretto a ricominciare tutto. Da questa esperienza nasce PUCS, un portale satirico che trasforma la burocrazia digitale in un vero e proprio “gioco impossibile”. Non è un sito ufficiale, ma una parodia costruita per far riflettere attraverso l’ironia e consultarlo significa affrontare errori, attese e passaggi assurdi… proprio come accade nella realtà. E il risultato è tanto divertente e inquietante allo stesso tempo.

Addentrandoci nello specifico della questione, PUCS, acronimo di Portale Unico delle Complicazioni Semplici, è un progetto online nato per mettere in scena, in forma ironica, le difficoltà che molti incontrano quando utilizzano servizi digitali pubblici. Fin dalla homepage il tono è chiaro: compare un avviso di “manutenzione straordinaria programmata dal 2003”, rinnovata ogni anno, un’esagerazione, che richiama una sensazione familiare per chi ha avuto a che fare con portali poco aggiornati o poco intuitivi.

L’esperienza di navigazione è costruita apposta per risultare frustrante, visto che dopo aver accettato i cookie, compare un secondo banner che richiede ulteriori consensi; se si resta inattivi per pochi minuti, la sessione scade e bisogna ricominciare da capo. Questo meccanismo simula uno dei problemi più comuni dei siti reali: l’instabilità delle sessioni e la perdita dei dati inseriti. E come se non bastasse tutto ciò, si aggiungono anche finestre che si chiudono da sole, pop-up che appaiono e scompaiono e barre di caricamento che, invece di avanzare, tornano indietro.


Precisiamo inoltre che il portale è strutturato come un vero e proprio browser game, con l’utente costretto a superare “livelli” e completare missioni, un po’ come nei videogiochi in cui ogni errore costringe a ripartire da zero. C’è persino un timer che azzera i progressi ogni pochi minuti, richiamando i giochi roguelike. Tra le attività disponibili ci sono quiz burocratici, minigiochi come il “Vero/Falso Burocratico” e obiettivi da sbloccare, come ottenere documenti sparsi nel sito o accedere tramite provider di identità digitale inventati.

Uno degli elementi più interessanti è il modo in cui PUCS mescola assurdità e realismo, con alcune richieste che sono volutamente paradossali, come caselle da spuntare con contenuti senza senso, ma la grafica, i messaggi e la struttura delle pagine ricordano molto da vicino siti realmente esistenti. E proprio questo combinazione crea un effetto particolare: si ride, ma in modo amaro, visto che è impossibile non pensare all’inefficienza della pubblica amministrazione sul web.

Il progetto è stato ideato da Antonio Giarrusso, che ha raccontato di aver avuto l’idea dopo difficoltà incontrate durante la richiesta della Carta d’identità elettronica. In quel caso, tra indicazioni contraddittorie e problemi tecnici, il processo si è rivelato complicato e frustrante. E proprio da questo episodio gli è venuta la decisione di trasformare quell’esperienza in una “escape room burocratica”, consentendo agli utenti di vivere sostanzialmente la sua stessa esperienza: un percorso a ostacoli da cui è difficile uscire.

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Pc lento, come sbloccarlo subito – Screenworld.it

L’autore ha chiarito che l’obiettivo non è criticare chi lavora nella pubblica amministrazione, ma mostrare cosa succede quando i servizi digitali non sono progettati pensando davvero agli utenti. Segnaliamo inoltre che PUCS è stato realizzato anche grazie all’intelligenza artificiale, utilizzando tecniche di “vibe coding”, cioè la creazione di un sito senza scrivere direttamente il codice, ma guidando un’IA attraverso istruzioni progressive. L’intelligenza artificiale è stata usata per generare pagine, quiz, nomi ironici e persino tutta una serie di dettagli grafici.

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