Una frenata provvidenziale, un pedone evitato per un soffio, e un’imprecazione detta d’istinto. È bastato questo, martedì pomeriggio al Lido di Venezia, per far scattare una multa da 102 euro a carico di un ventiduenne alla guida di uno scooter. L’episodio, avvenuto nei pressi del ponte delle Quattro Fontane in una zona particolarmente affollata per la Mostra del Cinema, ha acceso un dibattito virale sui social network, dividendo l’opinione pubblica tra chi considera la sanzione eccessiva e chi invece ritiene giusto applicare la legge senza eccezioni.
Secondo la ricostruzione emersa dai giornali locali, un uomo ospite al Lido per il festival del cinema stava attraversando la strada quando il giovane è sopraggiunto in sella al motorino. L’attraversamento del pedone è avvenuto con scarsa attenzione al traffico e alle norme del codice della strada, costringendo il conducente dello scooter a una manovra d’emergenza. Grazie alla prontezza di riflessi, il ventiduenne è riuscito a scartare evitando l’impatto. Ma proprio in quel momento, tra spavento e tensione accumulata, gli è sfuggita una bestemmia ad alta voce.
La sfortuna ha voluto che poco distante ci fossero alcuni agenti della polizia locale impegnati in un controllo di routine. I vigili hanno assistito all’intera scena e, naturalmente, hanno sentito tutto. È così scattato il fermo per un controllo dei documenti e la conseguente contestazione della violazione. Il giovane ha provato a spiegare il proprio stato d’animo agli agenti, riconducendo l’imprecazione all’agitazione del momento: “Mi sono lasciato andare”, ha detto ai vigili, sottolineando di essere stato colto dalla concitazione dopo aver evitato quello che poteva trasformarsi in un incidente.
@antonioprocacci.it Multa da 102 euro a un ragazzo per una bestemmia in strada. Che ne pensate? #dopoiltg #bestemmia #venezia ♬ audio originale – antonioprocacci.it
Sul verbale di contestazione gli agenti hanno annotato che l’uomo “bestemmiava con parole oltraggiose le divinità venerate dalla religione di Stato“, una formula che ricalca il testo dell’articolo 724 del codice penale. Va precisato che quella parte della norma, con il riferimento alla “religione di Stato“, è stata formalmente abrogata e che la bestemmia in pubblico non costituisce più reato dal 1999. Con il decreto legislativo 507 si è proceduto infatti alla depenalizzazione: oggi bestemmiare in pubblico è un illecito amministrativo punito con una sanzione pecuniaria che va da 51 a 309 euro. La stessa norma si applica anche a chi compie manifestazioni oltraggiose verso i defunti.
Il caso è diventato virale dopo che il giovane multato si è rivolto alla pagina Facebook “Venezia Non è Disneyland“, pubblicando il verbale e manifestando incredulità per la sanzione ricevuta. Nel giro di poche ore il post ha raccolto centinaia di commenti, dividendo gli utenti tra stupore, indignazione e sostegno all’operato delle forze dell’ordine. Molti hanno evidenziato il paradosso di una multa comminata in un momento di comprensibile tensione emotiva, altri hanno invece sostenuto la necessità di far rispettare le leggi senza distinzioni.
A stemperare il clamore mediatico è intervenuto il comandante della polizia locale di Venezia, Marco Agostini, che ai quotidiani locali ha ridimensionato l’accaduto: “Stiamo ancora aspettando la relazione dell’agente, ad ogni modo multe per bestemmie ne facciamo più di una: così prevede il codice penale e noi lo applichiamo, non siamo esentati. Nessuno ha autorizzato il ragazzo a pronunciare una frase così offensiva“. Il comandante ha poi aggiunto: “Magari, se avesse chiesto scusa, poteva esserci maggiore flessibilità. Ad ogni modo niente di strano: per strada ci troviamo ad affrontare tante situazioni, compresa quella capitata al Lido”.
