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La Norvegia è uscita dai Mondiali 2026 ai quarti di finale, eliminata dall’Inghilterra con un contestato 2-1 che ha lasciato strascichi polemici per il gol del pareggio di Bellingham, segnato dopo che il pallone avrebbe colpito il cavo della spidercam durante un rinvio del portiere norvegese. Ma se sul campo la nazionale scandinava non ha portato a casa il trofeo, Erling Haaland ha deciso di non rientrare a Oslo a mani vuote.

Il centravanti del Manchester City è infatti sbarcato all’aeroporto della capitale norvegese con un souvenir che ha immediatamente catalizzato l’attenzione dei social media e dei fotografi presenti: un procione imbalsamato che stringe tra le zampe una bottiglia di whisky. L’immagine del bomber gigantesco con sotto braccio l’animale tassidermico ha fatto il giro del web in poche ore, trasformando quella che poteva essere una delusione sportiva in un fenomeno virale di portata globale.

Non si è fatta attendere la spiegazione dello stesso Haaland, che su X ha pubblicato una foto del procione accompagnata dalla didascalia “Mi ha seguito fino a casa”. Il calciatore aveva già presentato la sua nuova mascotte su Snapchat insieme ad altri due scoiattoli impagliati intenti a bere birra, ribattezzati affettuosamente “vecchietti”. Ma è su Instagram che il bomber ha coinvolto direttamente i suoi milioni di follower, lanciando un sondaggio per scegliere il nome definitivo del procione.


Le quattro opzioni proposte riflettono l’origine texana del cimelio: Cowboy, Ranger, Tex e R.O.W., quest’ultimo un acronimo che sta per “Raccoon On Wheels” (procione su ruote), in riferimento alla celebre Viking Row che Haaland stesso ha reso famosa. Al momento della scrittura, il sondaggio è ancora aperto e migliaia di fan stanno partecipando alla scelta del nome per quello che è già stato ribattezzato temporaneamente “Whiskey Raccoon”.

Nello specifico, l’acquisto proviene dal Wild Bill’s Western Store di Dallas, un negozio leggendario per gli appassionati di memorabilia western, dove la nazionale norvegese aveva fatto tappa durante il torneo. Sul sito del negozio, il procione imbalsamato era in vendita per 750 dollari, una cifra che evidentemente non ha fatto batter ciglio al calciatore. Aggiungiamo che il procione non è stato l’unico souvenir texano portato a casa da Haaland durante la permanenza statunitense: stivali da cowboy, cappelli texani, giacche da hockey e persino cappellini di Harvard avevano già riempito la sua valigia.

Le teorie sul perché Haaland si sia innamorato proprio di questo particolare oggetto di tassidermia si sono moltiplicate online. Alcuni fan hanno tirato in ballo i meme con i procioni che eseguono la mitica Viking Row, un parallelo ironico con la celebrazione simbolo del calciatore norvegese. Altri hanno ipotizzato un collegamento con personaggi dei videogiochi che Haaland ama particolarmente, visto che il bomber è noto per essere un appassionato gamer.


Da Erling Haaland, però, è difficile aspettarsi comportamenti banali. Il bomber del Manchester City ha costruito negli anni un personaggio che va ben oltre i gol, alternando prestazioni devastanti in campo a trovate capaci di conquistare il web. Il procione imbalsamato è soltanto l’ultimo capitolo di una lunga serie di episodi che raccontano la sua personalità fuori dagli schemi, sempre in bilico tra ironia e voglia di divertirsi.

Quindi non sorprende che le immagini del suo rientro in Norvegia abbiano invaso i social nel giro di poche ore. Tra meme, fotomontaggi e migliaia di commenti, il curioso souvenir è diventato virale ancora prima di ricevere un nome ufficiale. E mentre i follower continuano a votare nel sondaggio pubblicato su Instagram, il procione rischia già di trasformarsi nella mascotte non ufficiale del campione norvegese.

In fondo è lo stesso approccio che ha reso Haaland uno dei protagonisti assoluti dei Mondiali 2026, non soltanto per i gol segnati. Negli ultimi giorni il centravanti ha conquistato milioni di utenti anche grazie alla sua capacità di giocare con i meme che lo riguardano, commentare con ironia i contenuti virali e persino rilanciare video realizzati con l’intelligenza artificiale. Un modo di comunicare spontaneo e autoironico che lo distingue dalla maggior parte dei fuoriclasse e che continua ad avvicinarlo ai tifosi. Per questo il procione texano sembra quasi la naturale continuazione di un personaggio che, ormai, riesce a far parlare di sé con la stessa facilità con cui trova la porta.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.