“La mia faccia è finita sulle loro televisioni senza alcun consenso“. Con queste parole Dua Lipa ha dato il via a quella che si preannuncia come una delle battaglie legali più discusse del 2026, chiamando a raccolta i suoi avvocati per citare in giudizio Samsung. La richiesta di risarcimento è monstre: 15 milioni di dollari. Una cifra che racconta molto più di una semplice controversia commerciale.
Secondo quanto riportato da Variety, l’artista britannica ha accusato formalmente il colosso tecnologico sudcoreano di aver utilizzato la sua immagine sulle confezioni di alcuni modelli di televisori senza mai aver ottenuto un’autorizzazione ufficiale. Non un post sui social, non una sponsorizzazione dichiarata: parliamo del packaging fisico dei prodotti, quello che i consumatori vedono sugli scaffali dei negozi, quello che influenza le decisioni d’acquisto.
I documenti depositati presso il tribunale federale della California tracciano una timeline precisa: dal 2024 la fotografia della cantante sarebbe stata inserita nelle confezioni, creando nei consumatori la percezione di una partnership commerciale che, in realtà, non è mai esistita. Un’operazione di marketing che avrebbe cavalcato la popolarità dell’artista senza corrispondere un centesimo e, soprattutto, senza chiedere il permesso.
Dua Lipa files $15 MILLION lawsuit against Samsung alleging the manufacturer used her face to sell TVs without compensation or permission. pic.twitter.com/ta6SWUmubH
— Pop Crave (@PopCrave) May 10, 2026
Le testimonianze raccolte nella denuncia fotografano perfettamente l’efficacia di questa strategia non autorizzata. “Non avevo nemmeno intenzione di comprare un televisore, ma ho visto la confezione e ho deciso di prenderlo“, ha scritto un utente sui social. Un altro ha commentato: “Comprerei quel televisore solo perché c’è Dua Lipa. Sono così ossessionato. La adoro così tanto“. C’è persino chi ha teorizzato una formula di marketing infallibile: se devi vendere qualcosa, “basta metterci sopra una foto di Dua Lipa“.
Al centro della controversia c’è uno scatto specifico, realizzato durante l’Austin City Limits Festival 2024, sui cui diritti d’immagine l’artista vanta piena titolarità. Secondo il team legale della popstar, Samsung non avrebbe mai avanzato alcuna richiesta di autorizzazione né tantomeno definito un compenso economico per l’utilizzo di quella fotografia. Più grave ancora: dopo ripetuti tentativi da parte dei rappresentanti di Dua Lipa di ottenere la rimozione del materiale promozionale, il colosso tech non avrebbe mai fornito risposte concrete.
Le accuse contenute nella denuncia sono molteplici e toccano sia il diritto civile che quello federale: violazione del copyright, uso illecito dell’immagine, violazione del Lanham Act (la legge federale statunitense sui marchi) e infrazione del marchio personale dell’artista. Una batteria di capi d’accusa che testimoniano la serietà della questione e l’intenzione di Dua Lipa di portare avanti la causa fino in fondo.

“Il volto della signora Lipa è stato utilizzato in modo prominente per una campagna di marketing di massa per un prodotto di consumo a sua insaputa“, si legge negli atti depositati in tribunale. “Senza alcun compenso e senza che lei avesse voce in capitolo, controllo o possibilità di intervenire in alcun modo. La signora Lipa non ha autorizzato e non avrebbe autorizzato questo utilizzo“.
Comunque per Samsung, azienda che fattura centinaia di miliardi e che costruisce la propria reputazione anche attraverso collaborazioni prestigiose, questa causa rappresenta un potenziale danno reputazionale non trascurabile. Come sia potuto accadere che l’immagine di una delle popstar più seguite al mondo finisse su packaging ufficiale senza autorizzazione resta un mistero che il processo dovrà chiarire.
Precisiamo che la causa è stata depositata presso il tribunale federale della California e ora inizia il lungo iter giudiziario che dovrà stabilire responsabilità e eventuali risarcimenti. I 15 milioni di dollari richiesti da Dua Lipa non sono una cifra casuale: rappresentano una stima del danno economico e d’immagine subito, oltre a fungere da deterrente per evitare che situazioni simili si ripetano in futuro.
