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La Casa Bianca ha pubblicato un nuovo video di propaganda che utilizza personaggi anime tra cui Dragon Ball Z, scatenando una reazione senza precedenti da parte dei fan in tutto il mondo. Il materiale, diffuso attraverso l’account X ufficiale dell’amministrazione Trump il 12 giugno, rappresenta l’ennesimo tentativo di appropriarsi della cultura pop giapponese per influenzare gli elettori più giovani, ma questa volta il boomerang è stato particolarmente doloroso.

Il video si apre con la colonna sonora principale di Cowboy Bebop, accompagnata da clip accuratamente selezionate di Trump durante vari momenti della sua presidenza. Dopo pochi secondi, compare Vegito di Dragon Ball Z che pronuncia la frase “sto stabilendo record”, come se fosse il portavoce del presidente stesso. Il montaggio prosegue includendo Yugi Mutou di Yu-Gi-Oh, All Might di My Hero Academia e persino l’iconica scena di Vegeta che urla “è oltre 9000”, prima di concludersi con lo slogan “make America great again” e le parole “missione compiuta” sullo schermo.

L’obiettivo dichiarato è chiaro: convincere i millennial e la Generazione Z che l’amministrazione Trump ha realmente svolto un buon lavoro, nonostante i suoi indici di gradimento abbiano recentemente toccato nuovi minimi per il secondo mandato. Ma se questa era l’intenzione, il risultato è stato catastrofico.
I fan di Dragon Ball si sono particolarmente fissati sull’inclusione di Vegito, con un post che ha superato le 250.000 visualizzazioni e che recita:

Dichiarazione

“I fan di Gogeta non avrebbero potuto immaginare un modo per denigrare Vegito così tanto nemmeno in mille anni di discussioni”. – Un fan

Al di là delle preferenze personali sul personaggio, il fandom di Dragon Ball è completamente unito nel ritenere che il video della Casa Bianca sia una pessima figura. L’utilizzo degli anime da parte della Casa Bianca non nasce con questo filmato, visto che tempo i profili ufficiali dell’amministrazione ricorrono a personaggi e citazioni della cultura pop giapponese per dare maggiore risonanza ai propri messaggi politici.

Dai riferimenti ai Pokémon durante le campagne dell’ICE fino all’impiego di Beerus di Dragon Ball Super in contenuti dedicati alle operazioni militari contro l’Iran, il risultato è stato quasi sempre lo stesso: enorme visibilità online, accompagnata però da critiche diffuse da parte della community. La frattura tra la Casa Bianca e gli appassionati si è accentuata ulteriormente dopo la diffusione di un’immagine realizzata con l’intelligenza artificiale che mostrava Donald Trump nei panni di Naruto.

L’iniziativa ha spinto oltre 20.000 fan giapponesi a firmare una petizione per chiedere di non utilizzare gli anime come strumenti di comunicazione politica. Pochi giorni dopo è arrivato un nuovo filmato, questa volta costruito attorno a scene tratte da Cowboy Bebop, Dragon Ball Z e My Hero Academia, che ha finito per alimentare ulteriormente le polemiche.

La reazione così compatta dei fan dimostra che il problema non è semplicemente vedere un politico citare un anime. In passato, infatti, riferimenti simili erano stati accolti con entusiasmo quando provenivano da figure percepite come realmente vicine a questo mondo. È il caso del presidente francese Emmanuel Macron, che negli anni ha parlato più volte della propria passione per Dragon Ball, conquistando la simpatia della community, ma nel caso di Trump molti utenti interpretano questi contenuti come una strategia di comunicazione costruita a tavolino, priva di un autentico legame con la cultura anime.


Le reazioni non si sono limitate ai fan di Dragon Ball, visto che anche gli appassionati di Persona 5 hanno criticato l’utilizzo dei Phantom Thieves nel video, osservando come proprio quei personaggi, nella loro storia, combattano figure di potere corrotte e autoritarie. È un dettaglio che molti utenti hanno definito ironico e che sintetizza bene il motivo della polemica: più che avvicinare il pubblico degli anime, questa strategia comunicativa sembra aver rafforzato la distanza tra la Casa Bianca e una parte della community.

Inutile dire che i fan di Persona sono stati tutt’altro che entusiasti. “È così divertente quando consideri che i Phantom Thieves lo odierebbero”, ha commentato un utente. Un altro ha aggiunto: “Se Trump fosse in Persona 5, sarebbe esattamente il tipo di obiettivo che i Phantom Thieves cercherebbero”. Non si può negare che l’appropriazione della cultura pop da parte della Casa Bianca di Donald Trump sia andata troppo oltre a questo punto, perché sta ottenendo esattamente l’effetto opposto a quello previsto, ricevendo una marea di critiche invece di approvazione da parte del pubblico più giovane presente sui social.

Del resto, non è la prima volta che la comunicazione social di Donald Trump finisce al centro delle polemiche. Solo nelle ultime settimane il presidente ha fatto discutere per la pubblicazione di una raffica di meme e contenuti virali che hanno monopolizzato il dibattito online, dividendo l’opinione pubblica tra chi li ha trovati provocatori e chi li ha considerati l’ennesimo esempio di propaganda costruita per i social.

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