In una manciata di ore che passerà alla storia come uno degli episodi più surreali della comunicazione presidenziale americana, Donald Trump ha letteralmente sommerso Truth Social, il suo social network, con un diluvio di post che sfida ogni logica comunicativa tradizionale. Centinaia di messaggi, immagini generate con l’intelligenza artificiale, dichiarazioni autocelebrative e attacchi politici si sono susseguiti in un flusso apparentemente inarrestabile che ha trasformato la piattaforma in un palcoscenico personale per l’ego presidenziale.
Il momento più eclatante di questa performance digitale è arrivato quando Trump ha deciso di paragonarsi a Elvis Presley, definendosi “l’attrazione numero uno al mondo, l’uomo che attira più folle di Elvis all’apice del successo”. Una dichiarazione che non lascia spazio a interpretazioni moderate e che arriva nel contesto della controversia legata al Great American State Fair, l’evento organizzato per celebrare i 250 anni dell’indipendenza americana.
Di fronte alla defezione di molti artisti inizialmente annunciati come partecipanti, Trump non ha esitato a definirli “gente strapagata che nessuno vuole sentire”, proponendo invece un evento in grande stile con sé stesso come attrazione principale della serata. Ma l’autocelebrazione non si è fermata al confronto con il Re del Rock, visto che tra le immagini create artificialmente, spicca una ricostruzione del Monte Rushmore con il volto di Trump scolpito nella pietra accanto a George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln. Un’immagine che colloca il presidente tra i padri fondatori e i giganti della storia americana.
Comunque l’uso massiccio dell’intelligenza artificiale per creare immagini artefatte non è certo una novità per Trump, ma l’intensità e la frequenza di questa particolare ondata di contenuti rappresentano qualcosa di inedito. Tra i fotomontaggi generati troviamo Trump ritratto con George Washington con la Casa Bianca sullo sfondo, la sua faccia che emerge dalle montagne della Groenlandia con una mano gigantesca che afferra l’isola, e una serie di composizioni che mescolano propaganda politica e fantasia grafica senza soluzione di continuità.
Il delirio social non si è limitato all’autoesaltazione, con gli attacchi politici che hanno occupato una parte consistente di questo fiume in piena di comunicazione. Joe Biden è stato uno dei bersagli principali, con post che mettevano a confronto le soluzioni proposte da Trump e quelle scelte dal suo predecessore su emergenze come quella del fentanyl o dei furti. Barack Obama non è stato risparmiato, con la sua biblioteca presidenziale trasformata digitalmente in un bidone della spazzatura, un’immagine che sintetizza il disprezzo manifestato dal tycoon verso l’amministrazione democratica.
Particolarmente significativo, soprattutto per l’attenzione che suscita in Italia e nei paesi cattolici, è l’attacco rinnovato verso Papa Leone XIV. Il pontefice era reduce dall’incontro con il sindaco di Chicago, Brandon Johnson, quando Trump ha deciso di intervenire pubblicamente postando le foto dell’incontro in Vaticano con la delegazione della città natale del presidente. “Qualcuno dovrebbe spiegare al Papa che il sindaco di Chicago è inutile e che l’Iran non può avere un’arma nucleare”, ha scritto il tycoon, mescolando questioni di politica urbana americana con geopolitica internazionale in un cocktail comunicativo che sfida ogni protocollo diplomatico tradizionale.
Trump Says He May Replace “Third Rate Artists” Who Dropped Out of D.C. Concerts With Himself: “The Man Who Gets Larger Audiences Than Elvis” https://t.co/FU2pm0ywD1
— The Hollywood Reporter (@THR) May 31, 2026
Non sono mancati i riferimenti alla politica estera, con immagini modificate che ritraggono Trump insieme a Re Carlo III d’Inghilterra o durante il viaggio in Cina con Xi Jinping. In quest’ultimo caso, il presidente ha colto l’occasione per rilanciare la necessità di avere una sala da ballo alla Casa Bianca, visto che anche la Cina ne possiede una. Il cavallo di battaglia della Groenlandia è tornato prepotentemente sulla scena.“Hello, Greenland”, ha scritto Trump, accompagnando il messaggio con un fotomontaggio che lo ritrae emergere dalle montagne dell’isola artica, con la sua mano gigantesca che la afferra in un gesto di possesso simbolico.
Questo episodio di comunicazione compulsiva arriva in un momento particolarmente delicato per la popolarità presidenziale, dato che secondo The Economist, Trump sarebbe il presidente meno popolare dal 2009, con un crollo nei sondaggi che preoccupa parte della sua base elettorale, generando anche delle tensioni più o meno velate con la moglie Melania. In questo contesto, l’iperattività su Truth Social potrebbe essere interpretata come un tentativo di riconquistare il consenso perso negli ultimi mesi.
