La prima serata del Festival di Sanremo 2026 ha un vincitore anche sul piano dell’immaginario collettivo: Dargen D’Amico. In gara con il brano “Ai ai”, l’artista ha conquistato il web con un look che nel giro di poche ore è diventato virale, trasformandosi in meme, battute e persino in occasione di marketing per grandi catene di bricolage. In un’Ariston dominato da completi scuri e linee classiche, il suo ingresso in scena ha rotto ogni schema, confermando la volontà di usare la moda come linguaggio narrativo e non come semplice ornamento.
L’abito indossato nella serata inaugurale riproduceva fedelmente un parquet a spina di pesce: non un motivo generico, ma la trama esatta del pavimento della casa di Ludovico Bruno, direttore creativo del brand Mordecai, firma dell’outfit. Il completo, un kimono double-breasted, era completato da occhiali da sole Swarovski – accessorio immancabile in tutte le sue partecipazioni sanremesi – e scarpe Vibram realizzate su misura. Un insieme coerente ma spiazzante, che ha fatto immediatamente il giro dei social. La reazione online è stata esplosiva. Centinaia di meme hanno rielaborato l’immagine del cantante: testa sovrapposta a pavimenti di ogni tipo, figura distesa su superfici in legno, fotomontaggi ironici. Anche Leroy Merlin è intervenuta con un commento diventato virale: “La posa a spina di pesce ti dona molto”. Dargen ha risposto con la sua consueta ironia durante un intervento radiofonico: “Se mi sdraio, potete camminarmi sopra a piedi nudi”. A giocare sul parallelo è stata anche Arisa, che condivide la stessa stylist e ha scherzato sul confronto tra il proprio abito luminoso e quello “da pavimento” del collega.
Ma fermarsi all’ironia significherebbe perdere il cuore del progetto. Il vestito-parquet è il primo capitolo di un racconto più ampio intitolato “C’era una volta Sanremo”, pensato per svilupparsi serata dopo serata come una metamorfosi progressiva. La regia stilistica è affidata a Rebecca Baglini, già direttrice creativa dei look di Malika Ayane e della stessa Arisa, che ha lavorato insieme a Ludovico Bruno e al curatore Milovan Farronato per costruire un percorso capace di intrecciare moda, arte contemporanea, cinema e pensiero critico. Fondamentale, nella prima serata, è stato il contributo del costumista Massimo Cantini Parrini, vincitore di numerosi premi e autore, tra gli altri, dei costumi del Pinocchio di Matteo Garrone. Parrini ha messo a disposizione il costume originale del suo Pinocchio, creando un ponte diretto tra la favola di Carlo Collodi e la scena contemporanea. Il riferimento non è decorativo: è concettuale.
Il legno del parquet richiama infatti il pezzo di legno da cui nasce Pinocchio. Nella fiaba, un oggetto inanimato prende vita grazie all’amore di Geppetto e diventa umano. Nel progetto di Dargen, questo elemento si trasforma in una riflessione sull’Intelligenza Artificiale e sulla società attuale. Oggi si tende a diventare macchine efficienti, performanti, ottimizzate; nella storia di Pinocchio accade l’opposto: ciò che è materia inerte acquisisce coscienza e umanità. Il vestito-parquet diventa così un simbolo: l’intelligenza artificiale può costruire, replicare, migliorare processi, ma non può amare. E senza amore non c’è trasformazione autentica.
Ogni dettaglio dell’outfit va quindi letto dentro questo quadro generale. L’abito si fonde con la canzone, con la scenografia e con l’idea narrativa che culminerà nell’ultima serata. Non è un gesto isolato, ma l’inizio di un percorso coerente che attraversa linguaggi differenti per interrogarsi su identità, omologazione, potere e coscienza. La vittoria della prima serata non è stata soltanto musicale o mediatica: è stata anche simbolica. Dargen D’Amico ha dimostrato come a Sanremo l’immagine possa diventare strumento di riflessione culturale. E mentre il web si divertiva con i meme e i negozi di bricolage cavalcavano l’onda, sul palco dell’Ariston prendeva forma un discorso più profondo, destinato a svilupparsi nelle serate successive.
Giunti in conclusione dell’articolo, segnaliamo che nella prima prima serata di Sanremo 2026 ha sorpreso un po’ tutti la top 5, con la presenza di AI, TIM e papere che sta facendo chiacchierare il web da ore.



