L’indiscrezione era nell’aria da giorni, poi il colpo di scena con il comunicato diffuso dalla Rai: Milo Infante ha rassegnato le dimissioni, ufficializzando di fatto il suo passaggio a Mediaset. Il conduttore era vicedirettore dell’Approfondimento in Rai e guidava su Rai 2 i programmi Ore 14 e Ore 14 sera, entrambi con ascolti eccellenti. Gli speciali dedicati al caso Garlasco avevano portato risultati significativi alla rete, con punte vicine al 10% di share. In prima serata il programma aveva ottenuto lo stesso risultato, battendo a sorpresa anche Quarto Grado di Gianluigi Nuzzi. Insomma, un addio che fa male alla tv di Stato.
Eppure, il passo è sembrato inevitabile. Da un lato, per le frizioni all’interno della Rai, dall’altro per l’offerta che il Biscione gli ha fatto. Secondo quanto riportato da DavideMaggio.it, Mediaset avrebbe convinto il conduttore mettendo sul piatto la conduzione di un programma di prima serata e un ruolo dirigenziale di vertice nell’area informazione del gruppo. Con un considerevole incremento economico visto che Infante, come dirigente della tv pubblica, rispettava il tetto dei 240 mila euro di stipendio annuo.
Si diceva degli screzi degli ultimi mesi: Ore 14 è stato più volte sospeso durante eventi sportivi come Giro d’Italia e Tour de Francia, nonostante gli ottimi ascolti. Lo scorso anno la cronaca nera trovò spazio anche su La Volta Buona, creando una sovrapposizione tematica che il conduttore non avrebbe gradito. Non solo, il programma si è visto ridurre parte della propria durata per fare spazio alla striscia affidata a Tommaso Cerno, Due di picche, in onda dopo il Tg2 e prima di Ore 14.
Una scelta che molti osservatori hanno interpretato come un segnale di sostegno. Secondo quanto riportato da Repubblica, Infante si attendeva un segnale di maggiore apprezzamento da parte dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi, che però non è arrivato. Ciliegina sulla torta, Bruno Vespa aveva protestato in diretta tv per la messa in onda contemporanea di Porta a Porta e Ore 14 di Sera. Giuseppe Candela, commentando la vicenda su X, ha riassunto, qualche giorno fa, il malcontento accumulato:
Infante ha sopportato Rai1 che faceva la cronaca nera in contemporanea, poi gli attacchi in diretta tv di Bruno Vespa, poi gli hanno messo una striscia di Cerno, poi il caso Roberta Bruzzone (volto Rai). Con due titoli di successo al 10%. È che uno alla lunga si rompe le scatole
— Giuseppe Candela (@GiusCandela) June 8, 2026
Proprio la rottura con Roberta Bruzzone rappresenta uno degli episodi più delicati. La separazione professionale tra la criminologa e il giornalista era avvenuta lo scorso novembre, dopo una lunga collaborazione. Uno scontro durissimo che ha lasciato strascichi significativi. Nei giorni scorsi Infante ha segnalato il comportamento di Roberta Bruzzone al Comitato etico della Rai oltre che ai direttori di competenza.
Il conduttore sarebbe particolarmente risentito per alcuni commenti che la criminologa ha condiviso sui propri account social dopo la rottura. Ora bisognerà solo attendere per capire quale sarà effettivamente il ruolo di Infante nel prossimo palinsesto Mediaset. C’è chi ipotizza il suo arrivo alla conduzione di Quarto Grado o Dentro la notizia, titoli ora nelle mani di Nuzzi, ma quest’ultimo scenario sembra il più distante dalla realtà.
