Quando la passione per il calcio incontra la voglia di strafare, le conseguenze possono essere inaspettate. È quello che ha scoperto sulla propria pelle Loris Giuliano, youtuber francese e tifoso sfegatato del Napoli, finito nei guai con la giustizia transalpina per aver organizzato uno spettacolo pirotecnico non autorizzato davanti a uno dei monumenti più iconici al mondo: la Torre Eiffel. L’occasione era di quelle che Giuliano riteneva memorabili: il lancio del suo documentario dedicato alla squadra partenopea, un progetto al quale evidentemente teneva abbastanza da voler celebrare in grande stile. E quale palcoscenico migliore della capitale francese, con la Dame de fer illuminata sullo sfondo, per dichiarare il proprio amore calcistico al mondo intero attraverso i social media.
Il problema è che le autorità parigine non hanno condiviso l’entusiasmo dello youtuber. Organizzare fuochi d’artificio nel cuore di Parigi, soprattutto in una zona di massima affluenza turistica e simbolica come quella della Torre Eiffel, richiede permessi specifici e rigorosi controlli di sicurezza. Giuliano, a quanto pare, ha pensato che l’impatto visivo e virale del suo gesto valesse il rischio di saltare qualche burocrazia. La scena deve essere stata suggestiva: razzi colorati che esplodono nel cielo notturno parigino, il monumento simbolo della Francia come sfondo, tutto per celebrare una squadra di calcio italiana. Un cortocircuito geografico-culturale che racconta molto della globalizzazione del tifo calcistico moderno, dove un francese può essere così innamorato del Napoli da voler trasformare Parigi nel proprio personale stadio virtuale.
Ma la poesia del gesto si è scontrata con la prosaica realtà delle normative sulla sicurezza pubblica. Le autorità francesi hanno aperto un’indagine e Giuliano è stato denunciato. Non si tratta di una semplice multa amministrativa: l’utilizzo non autorizzato di materiale pirotecnico in spazi pubblici, specialmente in zone ad alta densità di persone come quelle attorno alla Torre Eiffel, è considerato un reato serio. Il documentario al centro di questa vicenda racconta evidentemente la passione dello youtuber per la squadra azzurra, una storia d’amore calcistico nata chissà come e chissà quando, ma abbastanza forte da spingerlo a rischiare conseguenze legali pur di celebrarla. Il Napoli, d’altronde, è una di quelle squadre che genera tifoserie appassionate ben oltre i confini regionali e nazionali, capaci di contagiare anche chi non ha mai messo piede al Maradona.
Resta da vedere quali saranno le conseguenze effettive per Giuliano. Le autorità francesi potrebbero decidere per una sanzione pecuniaria o per misure più severe, a seconda della valutazione del rischio creato e dell’eventuale disturbo alla quiete pubblica. Nel frattempo, il documentario ha ottenuto sicuramente una pubblicità che nessuna campagna marketing tradizionale avrebbe potuto garantire. Questa vicenda solleva anche una questione più ampia sul rapporto tra content creator e legalità. Nella corsa all’attenzione sui social media, dove l’algoritmo premia contenuti sempre più spettacolari e virali, il confine tra creatività e trasgressione diventa sempre più sottile. Quanti youtuber, influencer e creator sono disposti a rischiare per quel video perfetto, per quella immagine che farà il giro del web.



