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La cerimonia di apertura dei Mondiali di calcio 2026 avrebbe dovuto essere una festa globale di musica, colori e sport. E in effetti lo è stata, almeno per chi l’ha vissuta dall’interno dello Stadio Azteca di Città del Messico o per chi l’ha seguita attraverso altre emittenti internazionali. Per il pubblico italiano sintonizzato su Rai 1, invece, la serata si è trasformata in un caso mediatico che ha dominato i social network e costretto la televisione di Stato a diffondere scuse ufficiali.

Giovedì 11 giugno 2026, alle 19:30, Rai Uno ha iniziato la trasmissione della cerimonia inaugurale del torneo mondiale, ospitata nello storico impianto messicano che aveva già accolto le celebrazioni del 1970 e del 1986. Lo spettacolo, curato dal regista italiano Marco Balich, prometteva di essere un concentrato di energia, tradizione e innovazione. Sul palco si sono alternati grandi nomi della musica internazionale: i Manà con il loro successo “Oye mi amor“, Danny Ocean affiancato da 80 ballerine del Balletto Folklorico Messicano, i Los Angeles Azules con la cantautrice Belinda, e poi J Balvin insieme al rapper Ryan Castro.

L’orgoglio italiano ha trovato spazio grazie ad Andrea Bocelli, che ha emozionato gli oltre 80mila spettatori presenti cantando “DNA“, l’inno ufficiale della competizione, in collaborazione con Ejae e con la produzione di David Guetta proiettato sui maxischermi. Una scelta che ha celebrato l’eccellenza tricolore in un contesto globale, nonostante l’assenza della Nazionale azzurra dalla competizione. Il momento più atteso della serata era però l’esibizione di Shakira, madrina ufficiale dei Mondiali 2026.

La popstar colombiana ha fatto il suo ingresso sullo stadio accompagnata dalla star nigeriana Burna Boy e da cinquanta ballerini scatenati, per presentare dal vivo per la prima volta “Dai Dai”, il brano trainante del torneo. Il suo look, curato dallo stylist Nicolas Bru, combinava un top giallo con dettagli a rete e manicotti coordinati, una minigonna bianca con inserti asimmetrici e sneakers bianche custom con maxi plateau. La sua lunga chioma biondo miele e gli occhiali da sole completavano un’immagine che richiamava gli elementi già visti nel videoclip ufficiale dell’inno.

Dichiarazione

“Il calcio è qualcosa che unisce così tante culture e persone di diversa estrazione sociale. La grande responsabilità di creare una canzone per i Mondiali è quella di realizzare un brano che rappresenti i sentimenti, le emozioni e la passione delle persone. Quindi bisogna scrivere quella canzone con la consapevolezza che deve essere globale, deve abbracciare così tante culture e rappresentarne così tante in un’unica melodia.” – Shakira

Proprio mentre Shakira era nel pieno della sua performance, circa un minuto prima che il brano terminasse, è accaduto l’impensabile. Alle 20:00 in punto, la conduttrice Paola Ferrari ha salutato dallo studio e la regia ha bruscamente interrotto il collegamento con Città del Messico per passare la linea all’edizione delle 20 del TG1. Nessun preavviso, nessuna transizione graduale. Il pubblico italiano si è ritrovato catapultato dal ritmo coinvolgente della musica mondiale alla sigla del telegiornale, privato degli ultimi istanti dello spettacolo più atteso della serata.

La reazione sui social network è stata immediata e veemente. Gli utenti hanno espresso incredulità e rabbia per quella che è apparsa come una mancanza di rispetto verso un evento di portata planetaria. “Solo Rai 1 poteva interrompere la cerimonia di apertura dei mondiali dopo averla trasmessa con un audio pessimo. Ovviamente la priorità era mandare in onda il TG1“, ha scritto un utente su X. Un altro ha commentato: “Non è che me ne freghi molto ma almeno proseguire la diretta della cerimonia di apertura Mondiali su un altro canale? Boh, Rai sveglia”. E ancora: “È comunque un evento sportivo mondiale, che stacchi la cerimonia di apertura per mandare il TG1? Ma magari fate una versione breve dato l’evento? No no ce lo dobbiamo sorbire tutto. Patetici“.

Le critiche non si sono limitate al taglio improvviso. Molti telespettatori hanno lamentato una qualità audio e video decisamente inadeguata per un appuntamento di questa rilevanza, sottolineando come la trasmissione fosse caratterizzata da problemi tecnici che hanno compromesso l’esperienza visiva fin dall’inizio. Davanti alla pioggia di proteste e ai commenti ironici che hanno invaso le piattaforme digitali, la Rai è stata costretta a intervenire pubblicamente nel corso della serata.

Attraverso un comunicato ufficiale, l’azienda ha espresso profondo rammarico verso il pubblico, tentando di chiarire la dinamica dell’incidente tecnico. Nella nota si legge che la televisione di Stato ha operato nel pieno rispetto dei vincoli e delle rigide tempistiche editoriali stabiliti dalla FIFA, e che il taglio improvviso sulla performance di Shakira è stato attribuito a una valutazione operativa legata alla necessità di rispettare la scaletta e all’obbligo di passare la linea al telegiornale.

L’azienda ha parlato esplicitamente di un “errore nella gestione del timing finale“, scusandosi con gli spettatori e ribadendo il massimo impegno del servizio pubblico nel garantire una copertura più attenta e puntuale per i successivi appuntamenti del Mondiale. Una ammissione di colpa che, se da un lato ha riconosciuto l’errore, dall’altro ha sollevato interrogativi sulla pianificazione e sulla capacità della Rai di gestire eventi internazionali di grande complessità.

La vicenda ha riacceso un dibattito ricorrente sul ruolo del servizio pubblico e sulle priorità editoriali in occasione di grandi eventi sportivi. Da una parte c’è chi sostiene che il telegiornale rappresenti un appuntamento irrinunciabile per l’informazione, dall’altra chi ritiene che un evento mondiale come l’apertura dei Mondiali meriti una programmazione più flessibile, magari con una versione ridotta del TG1 o con la prosecuzione della diretta su un canale secondario.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.