Quando il marketing diventa arte, succede quello che Netflix ha fatto con Buen Camino. Il film campione d’incassi di Checco Zalone non si è limitato a sbarcare sulla piattaforma streaming il 29 aprile: ha portato con sé una campagna pubblicitaria che sta già facendo il giro del web e che dimostra come l’ironia, se dosata con intelligenza, possa trasformare una semplice promozione in un fenomeno virale. L’ultimo lavoro del comico pugliese, che ha portato nelle sale oltre 9 milioni e mezzo di spettatori, è diventato il primo film di un comico italiano a essere distribuito in contemporanea in ben 226 paesi e doppiato in oltre 14 lingue.
Un traguardo che da solo basterebbe a fare notizia, ma Netflix ha deciso di andare oltre, costruendo una strategia promozionale che non punta ai mercati stranieri in senso tradizionale. No, il vero target sono gli italiani che vivono all’estero, quella fetta di pubblico che conosce perfettamente il linguaggio di Zalone e che può apprezzare fino in fondo la genialità della trovata. In diverse città del mondo sono comparsi cartelloni pubblicitari scritti volutamente in un inglese o spagnolo sbagliato, infarcito di errori grammaticali e costruzioni improbabili che ricordano esattamente il modo in cui i personaggi di Checco tentano di comunicare nelle sue pellicole.
Non è un caso che l’operazione sia stata definita “maccheronico”: è un aggettivo che calza a pennello per descrivere questa fusione linguistica dove l’italiano invade le altre lingue senza chiedere permesso, creando risultati tanto sgrammaticati quanto esilaranti. A New York, in piena Times Square, i turisti e i residenti italiani si sono trovati davanti a un messaggio inequivocabile: “If sei italian and you’re reading, probabilmenty tu live in the Big Mela and you are tra i very pochy che haven’t vist Buen Camino. Now iu puoi watch it su Netflix. Preg very macce“. Una miscela esplosiva di italiano e inglese che non ha bisogno di traduzioni per chi mastica entrambe le lingue, ma che ai non italiani probabilmente appare come un codice alieno.
Il cartellone londinese ha scelto una strada leggermente diversa, giocando su uno stereotipo ben noto: “If sei italian e viv a L’ondon probabilmenty tu miss il sun e aver vist Buen Camino. Per the prim sorry. Per the second now iu puoi. I put it su Netflix“. Qui la mancanza del sole britannico diventa un pretesto per invitare gli italiani a consolarsi davanti allo schermo, con quella punta di autoironia che non guasta mai.
@netflixit Un vero disastro per il povero Checco #davedere #cinematok ♬ original sound – Netflix Italia
Madrid non poteva restare fuori da questa mappa globale. Anche nella capitale spagnola è apparso un manifesto che mixa italiano e spagnolo con risultati altrettanto creativi: “Si tu eres italiano y estas legendo probablamente vives a Madrid y eres entre los pochissimos que no han visto Buen Camino. Ahora tu puois! No rinraziatemis, es mio piacer“. Il “no ringraziatemis” finale è la ciliegina su una torta già di per sé gustosa, un dettaglio che restituisce perfettamente lo spirito dell’operazione.
Ma forse il più geniale di tutti è quello destinato a Milano, che abbandona le lingue straniere per parlare direttamente milanese-zalaniano: “Guardate che se non l’avete ancora visto ora potete farlo su Netflix. Ovviamente nel loftino, taaaaac! Va come vi risolvo i problems“. Il riferimento al “loftino” e quel “taaaaac” che è diventato marchio di fabbrica del comico rendono il messaggio immediatamente riconoscibile per chiunque abbia seguito la sua carriera.
@netflixit Nati per essere sinceri, costretti a mentire a fin di bene Buen Camino è ora disponibile! #CinemaTok #davedere ♬ original sound – Netflix Italia
La caption che accompagna queste immagini sui social recita semplicemente: “Alla fine l’importante è farsi capire“. Ed è proprio questo il punto. La comunicazione efficace non passa necessariamente attraverso la correttezza grammaticale o il rispetto delle convenzioni linguistiche. A volte, anzi, è proprio l’errore voluto, la storpiatura consapevole, a creare complicità con il pubblico e a generare un ricordo più duraturo di qualsiasi slogan patinato.
Ma c’è di più. Nella serata del 6 maggio, Zalone e il regista Gennaro Nunziante sono saliti sul palco dei David di Donatello, trasmessi in diretta su Rai 1, per ritirare il David dello Spettatore. Si tratta di un riconoscimento che ha un peso specifico particolare perché non viene assegnato da una giuria di esperti, ma nasce direttamente dai numeri del botteghino. Quei 9 milioni e mezzo di spettatori che hanno scelto di vedere Buen Camino al cinema rappresentano un plebiscito popolare che nessuna critica può ignorare.
David di Donatello, stasera Checco Zalone in corsa con «La prostata enflamada». E sui social stretta di mano con Mattarella https://t.co/hOIDeViPXc
— La Gazzetta del Mezzogiorno (@LaGazzettaWeb) May 6, 2026
Il successo internazionale di Buen Camino dimostra che l’umorismo italiano, quando è costruito su basi solide e con una visione autoriale chiara, può superare i confini nazionali. Certo, il doppiaggio in 14 lingue aiuta, ma è la campagna pubblicitaria a rivelare la vera intelligenza dell’operazione: invece di cercare di adattare il prodotto ai mercati stranieri snaturandolo, si è scelto di celebrare proprio quella specificità italiana che rende unico il cinema di Zalone.
