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Dopo mesi di speculazioni, accuse virali e un silenzio assordante, Barry Keoghan ha finalmente deciso di parlare. L’attore irlandese, diventato uno dei volti più riconoscibili del cinema contemporaneo grazie a film come Saltburn e al suo imminente ruolo di Ringo Starr nella quadrilogia sui Beatles diretta da Sam Mendes, ha affrontato di petto le voci che lo hanno travolto dopo la fine della sua relazione con Sabrina Carpenter.

Durante l’episodio del podcast Friends Keep Secrets condotto da Benny Blanco e Lil Dicky, Keoghan ha negato categoricamente le accuse di tradimento che hanno dominato i social media per settimane. Ma soprattutto, ha spiegato perché ha scelto di sparire dalla vita pubblica, cancellando i suoi account social e ritirandosi dagli eventi mondani. “Sono uscito da Instagram e dai profili social. Ho smesso di andare agli eventi. Ho smesso proprio di socializzare“. Una scelta drastica per un attore in piena ascesa, che però aveva un motivo preciso: proteggersi da una narrazione falsa che stava prendendo piede senza controllo.

La conversazione nel podcast è iniziata parlando di cyberbullismo, un tema che Keoghan conosce fin troppo bene. L’attore ha raccontato di come gli utenti online si divertano a ridicolizzare il suo aspetto fisico, una forma di violenza digitale che lo ha spinto a staccarsi completamente dalle piattaforme social. Non era la prima volta che sollevava questo problema: già a marzo, in un’intervista a SiriusXM, aveva condiviso quanto gli attacchi costanti avessero iniziato a pesargli. Ma l’apparizione al podcast di Blanco ha segnato un punto di svolta. Per la prima volta, Keoghan ha affrontato direttamente le voci sulla sua rottura con Carpenter, avvenuta nel dicembre 2024 dopo quasi un anno di relazione. “C’era una narrazione là fuori di cui non si è mai realmente parlato, una narrazione che non è vera e che io non ho mai confermato né detto niente al riguardo. Semplicemente sono sparito“.

La storia, come spesso accade nell’era dei social media, è iniziata con un video. Una ragazza ha pubblicato contenuti in cui insinuava che Keoghan avesse tradito Carpenter. Il video è diventato virale, alimentando un incendio di speculazioni, insulti e accuse che hanno travolto l’attore. Ma c’è un dettaglio che molti hanno ignorato: la stessa creatrice del video ha successivamente ammesso di aver inventato tutto. “Una ragazza ha fatto un video. E poi la stessa ragazza ha fatto un altro video dicendo ‘Mi scuso per averlo inventato’“, ha raccontato Keoghan. “Ma nessuno sembrava aggrapparsi a quel video“.

È il paradosso della viralità digitale: una bugia può raggiungere milioni di persone in poche ore, mentre la rettifica scompare nel rumore di fondo. Keoghan ha riconosciuto che la ragazza che ha creato il video iniziale ha visto la reazione che ha ottenuto, ma l’attore ha scelto consapevolmente di non rispondere pubblicamente per evitare di esporla a potenziali conseguenze negative. “Sono consapevole di tutto questo. Non voglio coinvolgere nessun altro“, ha detto, dimostrando una sensibilità rara nel gestire situazioni del genere. La sua preoccupazione non era solo difendere la propria reputazione, ma anche proteggere chi, forse con leggerezza o alla ricerca di visibilità, aveva scatenato quella tempesta mediatica.

La storia di Keoghan è un promemoria potente di quanto le narrazioni online possano essere distruttive quando si basano su supposizioni piuttosto che su fatti. È anche un esempio di come la scelta di ritirarsi, di proteggere la propria salute mentale e quella delle persone care, possa essere l’unico modo per sopravvivere all’ecosistema mediatico contemporaneo. L’attore irlandese non chiede compassione, ma rispetto. Non vuole essere osannato, ma nemmeno distrutto per voci infondate. E forse, in un mondo dove tutti hanno un megafono digitale, questa richiesta di base di umanità non dovrebbe sembrare così rivoluzionaria.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ha iniziato a scrivere per DigitalDreams sui siti Cinemaserietv.it e brevemente su Cultweb.it e ha svolto il ruolo di responsabile news per ScreenWorld.it. Ora si occupa principalmente di stesura, gestione e organizzazione di news e articoli short form per BadTaste.it ed è il Community Manager di ScreenWorld.it.