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Un concerto atteso, una location suggestiva come la Rocca del Leone a Castiglione del Lago, il palco già montato e il pubblico pronto a godersi un sabato sera all’insegna della musica italiana. Eppure, sabato 4 luglio 2026, nulla di tutto questo è andato come previsto. Bobby Solo ha annullato il suo live al Festival dei Tramonti poche ore prima dell’inizio, scatenando una polemica che ha rapidamente travalicato i confini dell’Umbria per diventare caso nazionale.

La motivazione ufficiale ha lasciato tutti di stucco: troppi moscerini. O meglio, come precisato dagli organizzatori con linguaggio tecnico, la presenza massiccia di chironomidi, piccoli insetti simili ai moscerini che popolano le zone umide e lacustri. Una giustificazione che, per quanto biologicamente plausibile in un’area come quella del Lago Trasimeno, ha fatto storcere il naso a molti.

La comunicazione è arrivata attraverso i canali social del Festival dei Tramonti, con un messaggio secco e inevitabilmente imbarazzato:Siamo costretti ad annullare il concerto di Bobby Solo previsto per stasera. Tutti i biglietti acquistati saranno integralmente rimborsati. Ci scusiamo per l’inconveniente e vi ringraziamo per la comprensione“. Parole che celano a malapena la frustrazione di chi si è trovato a gestire una situazione paradossale.

Gli organizzatori non hanno tardato a prendere le distanze dalla decisione, precisando con una nota successiva che “la scelta non è in alcun modo riconducibile all’organizzazione, che voleva fortemente lo svolgimento dello spettacolo“. Secondo la loro ricostruzione, Bobby Solo avrebbe abbandonato autonomamente la location nel pomeriggio, senza preavviso, lasciando tecnici e staff con il palco montato e il pubblico in arrivo. Una mossa che ha colto tutti completamente di sorpresa.

La direzione del Festival ha poi rivelato un dettaglio che aggiunge pepe alla vicenda: l’artista aveva già ricevuto il compenso pattuito. Una circostanza che, unita all’abbandono last minute, ha spinto gli organizzatori a valutare azioni legali per quello che definisconoun comportamento tanto improvviso quanto ingiustificato”. Il danno non è solo economico: c’è la credibilità di un evento da salvaguardare, il rapporto con il pubblico da preservare, l’immagine di una manifestazione che rischia di essere compromessa.

Ma qual è la versione di Bobby Solo? Il cantante, inizialmente silente, ha rotto gli indugi attraverso i social con un messaggio video dal tono difensivo: “Cari amici, noi abbiamo le prove che abbiamo montato tutto e poi siamo stati assaliti da centinaia di moscerini che ci mordevano”. Il numero lievita nelle dichiarazioni successive: non più centinaia, ma “miliardi“, secondo quanto riportato da alcune fonti che hanno raccolto le sue parole.

L’artista sostiene di aver proposto una soluzione: riprogrammare il concerto a settembre, quando presumibilmente la presenza degli insetti sarebbe stata meno invasiva. E qui emerge un altro elemento di contrasto: Bobby Solo afferma di possedere “vocali” – evidentemente messaggi audio – in cui l’organizzatore avrebbe accettato il problema dei moscerini e concordato sul rinvio. “Io non capisco perché ha fatto questo”, conclude il cantante, lasciando intendere di sentirsi vittima di un voltafaccia.

La questione, quindi, si complica. Da un lato gli organizzatori che parlano di abbandono unilaterale e danno economico, dall’altro un artista che sostiene di aver cercato un compromesso e si dice incompreso. In mezzo, il pubblico che avrebbe voluto semplicemente godersi un concerto estivo e che ora dovrà accontentarsi del rimborso del biglietto. I chironomidi, va detto, non sono insetti da sottovalutare nelle zone lacustri. Pur essendo generalmente innocui per l’uomo – non pungono né mordono, al contrario di quanto affermato da Bobby Solo – possono creare sciami impressionanti per numero e densità, specialmente in certe condizioni climatiche.

La loro presenza può effettivamente risultare fastidiosa durante performance all’aperto, rendendo difficoltosa la concentrazione e creando disagio tra pubblico e artisti. Resta però il nodo della gestione professionale dell’imprevisto. Nel mondo dello spettacolo dal vivo, condizioni meteorologiche avverse, problemi tecnici e imprevisti ambientali fanno parte del mestiere. Le soluzioni possono essere molteplici: spostare l’orario, cambiare location, utilizzare protezioni o repellenti. L’annullamento a poche ore dall’evento, con il compenso già incassato, rappresenta sempre l’extrema ratio, quella che mette a rischio rapporti professionali e reputazione.

La vicenda solleva interrogativi sulla responsabilità contrattuale, sulla gestione delle emergenze negli eventi dal vivo e, più in generale, sul confine tra motivazioni legittime e pretesti. Gli organizzatori del Festival dei Tramonti hanno già fatto sapere di volersi muovere per vie legali, e sarà probabilmente un tribunale a stabilire chi ha ragione in questa storia che ha dell’incredibile. Nel frattempo, sui social si moltiplicano i commenti ironici e le battute.

C’è chi difende Bobby Solo ricordando che a 80 anni suonati ha il diritto di scegliere in quali condizioni esibirsi, chi invece sottolinea la mancanza di professionalità, chi ancora propone soluzioni creative come concerti “anti-moscerini” con zanzariere giganti sul palco. Al di là delle ironie, resta il fatto concreto: un evento annullato, un pubblico deluso, organizzatori danneggiati e un artista la cui reputazione ne esce quantomeno scalfita.

Il Festival dei Tramonti proseguirà con gli altri appuntamenti in programma, mentre il concerto di Bobby Solo – moscerini permettendo – potrebbe effettivamente essere riprogrammato a settembre, sempre che le parti trovino un accordo prima che la questione finisca nelle aule giudiziarie.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.