Il Palazzo del Quirinale ha ospitato la cerimonia di presentazione dei candidati ai David di Donatello 2026, e come spesso accade quando si mescola la solennità istituzionale con il mondo dello spettacolo, ne sono nate scintille di autentica simpatia. Protagonisti dell’episodio più applaudito della serata sono stati Claudio Bisio, conduttore della manifestazione, e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che hanno dato vita a uno scambio di battute destinato a diventare virale.
Bisio, raccogliendo il testimone da Geppi Cucciari nella conduzione dell’evento, ha impostato fin da subito un registro ironico ma mai sopra le righe, dimostrando quella capacità di muoversi con eleganza tra leggerezza e rispetto che caratterizza i migliori professionisti del settore. L’attore e comico ha subito chiarito il tono del suo intervento citando il recente caso Minetti legato al film “La Grazia” di Paolo Sorrentino: “Mi hanno consigliato argomenti da non affrontare e parole da non dire. Anche se ce n’è una che non posso non dire perché ha ricevuto 14 candidature e sto parlando del film La Grazia“.
Rivolgendosi poi direttamente al regista presente in sala, Bisio ha scherzato sul tempismo perfetto tra l’uscita del film e l’inchiesta giornalistica che ha coinvolto l’ex showgirl: “C’è qualcuno che suggerisce che quell’indagine giornalistica l’hai fatta tu per far parlare del tuo film, ma so che non è vero“. Una battuta che ha strappato risate complici, dimostrando come il cinema italiano sappia anche guardarsi allo specchio con autoironia.
Bisio al Quirinale per i David di Donatello con davanti Mattarella "amici mi hanno consigliato parole da non dire…ma una non posso non dirla anche perché ha ricevuto 14 candidature…il film di Paolo Sorrentino"
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Ma il momento clou della serata è arrivato verso la fine del discorso di Bisio, quando l’attore ha tirato fuori dal cilindro un ricordo personale legato proprio al Quirinale. Nel 2013, prima dell’elezione di Mattarella alla presidenza, Bisio aveva girato in quelle stesse sale alcune scene di “Benvenuto Presidente“, la commedia che lo vedeva nei panni di un bibliotecario comunista catapultato per caso al Quirinale. Con fare quasi penitente, l’attore ha confessato: “Spero di aver lasciato tutto in ordine“.
La risposta di Mattarella non si è fatta attendere ed è stata da manuale di comunicazione istituzionale moderna. Il Presidente, con il suo consueto aplomb ma con un guizzo di evidente divertimento negli occhi, ha replicato: “Era tutto in ordine, c’era il Cerimoniale un po’ disorientato: non se ne preoccupi“. Una battuta che ha scatenato gli applausi in sala e che testimonia la capacità del Capo dello Stato di gestire con naturalezza anche i momenti più informali, senza mai perdere la misura.
Bisio, evidentemente galvanizzato dalla risposta, ha allora rilanciato confessando un dettaglio ancora più piccante: durante le riprese aveva girato in rollerblade nei corridoi del Quirinale. Un’immagine che da sola vale più di mille parole e che restituisce tutta l’irriverenza controllata di quella produzione cinematografica. La chiusura di Mattarella ha sigillato lo scambio con una frase che è già entrata nell’antologia delle citazioni presidenziali più apprezzate: “Non se ne preoccupi: la realtà talvolta supera la fantasia, anche quella del cinema“.
David di Donatello 2026, il Presidente Mattarella scherza con Claudio Bisio alla cerimonia di presentazione dei candidati pic.twitter.com/RQn1UnPWPI
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L’episodio ha il sapore di quegli incontri felici tra mondi apparentemente distanti che invece sanno dialogare quando c’è rispetto reciproco e intelligenza. Il cinema italiano, rappresentato da Bisio, e l’istituzione presidenziale, incarnata da Mattarella, hanno dimostrato che è possibile essere seri senza prendersi troppo sul serio, un equilibrio prezioso soprattutto in tempi in cui la polarizzazione sembra la cifra dominante del dibattito pubblico.
