Manca poco più di un mese al matrimonio di Aurora Ramazzotti con Goffredo Cerza, previsto per il 4 luglio, ma le nozze stanno già facendo discutere. Dopo gli inviti in stile anni Novanta ispirati alla grafica della rivista Cioè e l’addio al nubilato in Marocco, è arrivata una nuova ondata di critiche: questa volta al centro della polemica ci sono gli abiti scelti per le damigelle, o meglio, il modo in cui sono stati ottenuti.
L’influencer ha infatti pubblicato un video sul suo profilo Instagram, seguito da oltre due milioni e mezzo di persone, in cui mostra le sue amiche damigelle mentre provano diversi abiti in un atelier. Le immagini ritraggono un momento apparentemente spensierato: ragazze che ridono, provano stoffe e tagli diversi, selezionano colori in linea con la palette scelta per le nozze. Tutto molto normale, se non fosse per un dettaglio che non è passato inosservato.
Il video è un contenuto sponsorizzato, come dichiarato dalla stessa Aurora. Ebbene sì, gli abiti sono stati regalati dall’atelier in cambio di visibilità sui social della sposa, una pratica ormai consolidata nel mondo degli influencer, dove la logica dello scambio merce-pubblicità domina ogni aspetto della vita quotidiana, persino i momenti più intimi e privati come un matrimonio.
Ed è proprio questo punto a non essere andato giù a molti follower, visto che le collaborazioni commerciali fanno sì parte del lavoro di chi vive di contenuti digitali, ma quando si tratta di eventi privati, soprattutto di un matrimonio, le cose cambiano. O almeno così la pensano in tanti tra chi segue la figlia di Eros Ramazzotti e Michelle Hunziker.
I commenti sotto al post non si sono fatti attendere, e il tono è stato tutt’altro che tenero. “Chi ha i soldi va a scrocco, noi comuni mortali paghiamo. Chi ha i privilegi non dovrebbe scroccare ma pagare”, ha scritto un utente, sintetizzando il sentimento di molti altri. Qualcun altro ha rincarato la dose: “Nemmeno un evento privato vi pagate. Non è eticamente un bel messaggio, una delusione”. La parola delusione è ricorrente nei feedback negativi.
C’è anche chi sperava in una gestione diversa del grande giorno, magari più autentica, meno orientata al mero denaro. “Pensavo che avessi raggiunto il fondo quando ti sei messa a vendere vestiti usati, ma stavolta sei riuscita a scavare ancora di più. Guarda caso solo in questo post hai tolto la visualizzazione dei mi piace”, ha fatto notare un terzo follower.

Comunque in passato Aurora Ramazzotti ha effettuato tante collaborazioni con brand di vario genere, dalla moda alla cosmesi, passando per prodotti di uso quotidiano, ma in Italia il matrimonio è ancora percepito come un evento sacro, un rito di passaggio importante. Per molti quindi vederlo trasformato in un’opportunità commerciale stride con la sacralità e l’importanza che contraddistingue un evento così importante, soprattutto tra chi fatica ad arrivare a fine mese e per cui organizzare un matrimonio rappresenta un investimento economico significativo.
Precisiamo che c’è anche chi difende la scelta di Aurora, sottolineando che si tratta del suo lavoro e che è libera di gestire le sue nozze come meglio crede. Al netto di queste polemiche, secondo le indiscrezioni il matrimonio di Aurora Ramazzotti (che di recente è andata in Marocco con il borsone dell’addio al nubilato) dovrebbe svolgersi in Sicilia, più precisamente al Castello Xirumi Serravalle di Lentini, un’antica villa cinquecentesca nel siracusano circondata da agrumeti e giardini mediterranei.
