Immaginate di poter realizzare i vostri sogni e di vederli realizzati attraverso mattoncini, costruzioni, ricordi che creano un ponte tra passato e futuro. É quello che é successo a Rob Vangansewinkel che, grazie a LEGO, abbiamo avuto il piacere di intervistare a Lucca Comics and Games 2025.
Rob é il designer di 21358 Gumball Machine, un piccolo gioiello che, negli anni di rivalsa e riconoscimento della malinconia, racconta la sua passione e la nostra verso l’arte di costruire mattone dopo mattone… i giochi e il futuro.
Ecco cosa ci ha raccontato.
EMOZIONI SU LARGA SCALA

Qual è stato il momento in cui hai capito che quello che stavi creando funzionava davvero, non da un punto di vista tecnico, ma emotivo?
“C’è un legame con il mio passato. Da bambino avevo una di quelle macchine a casa, una vera, con la manovella. Quando ho iniziato a lavorare sull’idea, ho provato a ricreare quella sensazione in versione LEGO. Il momento più emozionante è arrivato quando ho visto quante persone la apprezzavano. C’è stato tantissimo supporto, e quando i commenti hanno iniziato a crescere, mi sono reso conto che avevo creato qualcosa che non piaceva solo a me, ma anche agli altri.
Su LEGO Ideas puoi vedere tanti progetti e notare come ognuno cerchi di esprimere un’idea attraverso i mattoncini. È lì che inizi a chiederti: qual è l’idea che non è ancora stata esplorata?
Quando poi pubblichi il tuo progetto, i commenti arrivano, le persone ti incoraggiano, qualcuno ti dà suggerimenti: “dovresti provare questo”, “forse funzionerebbe meglio così”. Alcuni di quei consigli li ho usati davvero per migliorare il mio set. La comunità è incredibilmente di supporto.”
FATHER AND SON

Cosa provi quando un adulto, non solo un bambino, prende in mano un tuo set? Cosa speri che senta?
“Spero provi emozione. Il bello dei miei set è che puoi esporli come un oggetto decorativo, ma puoi anche smontarli e giocarci, l’idea prende vita con le minifigure.
Ricevo ancora oggi tanti commenti sulla pagina di LEGO Ideas e sul mio sito. Molte persone mi scrivono cose come: “Ho comprato il tuo set e mio figlio lo adora, lo smonta e ci gioca ogni giorno.”
L’emozione che io provo per il mio progetto la ritrovo in ciò che le persone mi raccontano. E sì, leggo ogni singolo commento.”
É vero che per capire meglio il funzionamento della macchina, ne hai aperta una?
“Sì, l’ho fatto. Volevo dare la massima dose di realismo al progetto, cercando di ricreare al meglio non solo gli esterni, ma anche gli interni. Quindi ho smontato quello che avevo e ho osservato tutti i meccanismi che portavano la sorpresa da dentro a fuori. Volevo ricreare la stessa sensazione che provavo quando ci giocavo.”



