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A poco più di un anno dalla sua uscita originale, Indiana Jones e l’Antico Cerchio arriva su Nintendo Switch 2 con un porting che introduce sulla console di casa Nintendo non solo l’avventura base di Indy, ma anche il DLC L’Ordine dei Giganti. Sul titolo di MachineGames, a livello di qualità dell’esperienza, ci sono ben pochi dubbi e abbiamo già analizzato in dettaglio l’esperienza originale in questo articolo, ma vogliamo comunque analizzare le differenze tra questa edizione per Switch 2 e l’originale per PC/Xbox.

L’antico vaso andava portato in salvo

Ring clandestino in Indiana Jones e l'Antico Cerchio
Ring clandestino in Indiana Jones e l’Antico Cerchio – Machine Games

Indiana Jones e l’Antico Cerchio, in questa sua riedizione su Switch 2 mostra come la console ammiraglia di casa Nintendo abbia, almeno in parte, colmato quel gap che aveva segnato la scorsa generazione, quando le differenze tra la prima Switch e una PS4 o Xbox One erano più che lampanti e giochi third party come Hogwarts Legacy non riuscivano a offrire esperienze all’altezza delle meravigliose esclusive con le quali Nintendo ci ha sempre stupiti.

In questa nuova generazione, però, sembra che l’azienda giapponese abbia deciso di lavorare non solo sui suoi first party, ma anche su titoli di sviluppatori esterni che potrebbero offrire esperienze coinvolgenti ai giocatori. Lo abbiamo già visto con Cyberpunk 2077, presentato come uno dei titoli di punta per il lancio della console, ma Nintendo si è ripetuta con il lavoro svolto su questo Indiana Jones e l’Antico Cerchio. Il titolo di MachineGames, infatti, mostra davvero pochi compromessi rispetto alla sua edizione originale, soprattutto sotto l’aspetto tecnico.

Il frame rate del gioco, infatti, si rivela piuttosto solido soprattutto quando la console è collegata alla dock. In questi casi, negli svariati scenari, non abbiamo notato alcun tipo di calo delle prestazioni tanto nelle fasi di esplorazione quanto nelle più concitate fasi di scontro corpo a corpo o con armi da fuoco. Dove la console mostra il fianco a qualche calo di prestazione, tuttavia, è quando la togliamo dalla sua postazione di ricarica e giochiamo in modalità portatile.

Pur rimanendo valido l’ottimo lavoro fatto sulla stabilità del gioco, dobbiamo segnalare qualche piccola incertezza che si può riscontrare in determinate situazioni. Nello specifico, quando la batteria della console inizia a scendere sotto il cinquanta per cento, capita di sperimentare qualche occasionale micro lag soprattutto nelle fasi di combattimento. Non si tratta di cali di frame tali da rendere il gioco inutilizzabile, ma è comunque opportuno segnalarle. Inoltre, l’autonomia della console, sempre in portatilità, consente sessioni di gioco che possono superare di poco le due ore e mezza prima di dover collegare la nostra Switch 2 alla sua base di ricarica.

La polvere dal cappello

Indiana Jones e l'Antico Cerchio per Nintendo Switch 2
Indiana Jones e l’Antico Cerchio per Nintendo Switch 2- Machine Games

Se sotto l’aspetto tecnico Indiana Jones e l’Antico Cerchio non scende a troppi compromessi rispetto alla sua versione PC/Xbox, sotto quello grafico si inizia a vedere qualche piccola imperfezione. Le texture, infatti, sono più “lisce” e meno dettagliate rispetto a quelle dell’opera originale. La resa complessiva rimane ottima e il titolo di Machine Games mantiene tutti gli effetti ambientali come i riflessi delle fiaccole al buio che avevano saputo stupire nella sua edizione PC, ma se ci soffermiamo ad osservare i personaggi e, soprattutto, gli ambienti, notiamo come essi siano generalmente meno dettagliati.

Un’altra differenza sotto l’aspetto visivo la troviamo nella gestione della luce. I colori, infatti, sembrano generalmente più smorti rispetto a quelli della versione PC, sia in portatilità che quando mettiamo la console nella sua base di ricarica. Anche in questo caso, la differenza non è abissale ma l’esito finale è quello che, rispetto alla versione PC, Indiana Jones e l’Antico Cerchio ha una resa visiva più cupa a causa di colori meno brillanti.

Quello in cui il gioco soffre molto rispetto alle precedenti edizioni, tuttavia, è il contrasto tra zone di luce e zone d’ombra. Se, infatti, le luci hanno una resa tutto sommato molto buona, i neri presentano qualche problematica in più sia se giochiamo su una TV con HDR attivo, sia se approcciamo il titolo di Machine Games direttamente dallo schermo della nostra Switch 2. Il risultato è che quando ci troviamo in zone prive di luce, spesso, fatichiamo a capire cosa c’è intorno a noi, a causa di un’oscurità fin troppo marcata.

Se su uno schermo televisivo riusciamo a compensare regolando la luminosità, quando giochiamo sul monitor LCD della nostra Switch 2 ci troviamo spesso a non vedere assolutamente nulla nelle esplorazioni delle svariate aree sotterranee che il gioco ci offre. Il problema si verifica indipendentemente dalle condizioni ambientali che ci circondano (se giochiamo in una stanza con una grande finestra, all’aperto, di giorno o di notte), e si risolvono solo in parte regolando al massimo la luminosità della console.

Meglio porco che fascista

Ambiente esterno in Indiana Jones e l'Antico Cerchio per Nintendo Switch 2
Ambiente esterno in Indiana Jones e l’Antico Cerchio per Nintendo Switch 2 – Machine Games

Complessivamente, Indiana Jones e l’Antico Cerchio su Nintendo Switch 2 offre un’esperienza piuttosto valida, con qualche compromesso che però non va a stravolgere radicalmente l’esperienza di gioco finale. Rispetto alle versioni precedenti, la resa grafica rimane più che valida, anche se non raggiunge i livelli di dettaglio della sua controparte per PC. Anche sotto l’aspetto tecnico, in tutti gli scenari testati, il gioco di Machine Games si è dimostrato molto valido, con qualche sporadico rallentamento in condizioni peculiari. L’unica grande pecca di questo porting rimane una gestione non perfetta della luminosità che, in determinate condizioni, rende difficile orientarsi all’interno delle zone (soprattutto quelle sotterranee).

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Laureato in Cinema e Media, giocatore dalla nascita e appassionato di qualsiasi cosa racconti una storia coinvolgente. Ha iniziato a scrivere di videogiochi nel 2021, collaborando con diversi siti come Tom's Hardware. Nel 2025 arriva sulle pagine virtuali di Screenworld, per continuare a condividere la sua passione con chiunque voglia dedicare del tempo nella lettura dei suoi contenuti.