Fin dal suo primo annuncio, datato nel sorprendentemente vicino marzo 2026, Echoes of Aincrad ha suscitato un enorme interesse tra appassionati e semplici curiosi, compreso il sottoscritto.
Di progetti videoludici legati al variopinto universo di Sword Art Online ne sono ormai usciti diversi negli anni, ma mai come in questa occasione ho avuto la sensazione di dovermi preparare a qualcosa di differente e più a fuoco considerando l’ampio materiale di riferimento. D’altronde la stessa Bandai Namco ha espresso a gran voce la volontà di considerare questo progetto come un nuovo inizio per i fan del mondo di Kirito, Asuna e compagni.
Sicuramente, farlo dedicandosi al pittoresco e magnetico mondo fluttuante di Aincrad vuol dire strizzare l’occhio proprio ai puristi e nostalgici dell’opera e, senza mezzi termini, non poteva esserci una scelta migliore.
Sopravvivere nonostante tutto

Come anticipato, l’aspetto più interessante di Echoes of Aincrad è sicuramente la sua narrazione, legata indissolubilmente alla volontà degli sviluppatori di concentrarsi sui primi due livelli del mondo di Ancraid (prima stagione dell’anime) e immergere i giocatori in un nuovo, interessante, punto di vista.
Nello specifico, non ci si concentra più in prima persona sull’esperienza diretta di Kirito e degli altri personaggi ben noti all’interno di questo gioco mortale, solo all’apparenza un classico MMO fantasy in realtà aumentata. Bensì, si crea un personaggio unico e ci si unisce al day one ufficiale di Sword Art Online, vivendo tanto l’entusiasmo quanto la disperazione un’esperienza così tanto ambivalente.
Con un certo stupore ed entusiasmo, ribadisco quanto di buono fatto sul fronte della fedeltà al materiale originale, ampliato per dar occasione ai videogiocatori di scoprire tantissimi retroscena sul mondo di gioco, tra città-stato di vari gruppi di umani, guerre di un ignoto passato tra razze elfiche ed antichi misteri che hanno portato Aincrad a diventare a tutti gli effetti una città destinata all’esilio nel cielo.
Insomma, si tratta seriamente di un quantitativo di dettagli e informazioni spropositato da poter scoprire in gioco durante l’esplorazione, capace di enfatizzare il fascino di un universo che merita finalmente di essere ampliato rispetto a quanto vissuto solo nella prima (grandiosa) serie animata.
Approccio semi-open world

L’esplorazione è di per sé croce e delizia dell’intera esperienza. I due piani disponibili sono suddivisi in tantissime macro-aree che rendono l’approccio alle missioni da un lato molto più lineare di quanto ipotizzato, tra sentieri, gruppi di nemici, dungeon procedurali, risorse da accumulare lungo il tragitto, punti di interesse per accedere alle info su mappa e boss. Ma dall’altro, si elimina del tutto il rischio legato alla dispersività e la confusione, concentrandosi su poche variabili e distrazioni rispetto al procedere delle varie attività principali e secondarie.
Elemento che si riflette anche nella presentazione delle varie città presenti, ovvero i punti effettivamente sicuri della mappa dove dedicarsi al potenziamento del proprio equipaggiamento o la scelta delle missioni. Anche in questo caso le città hanno una resa molto fedele alle originali della serie animata, ma per quanto ricche di diramazioni hanno i soliti quattro punti dove interagire tra fabbro, mercato, locanda e aree per accedere alle missioni, risultando dopo pochi passaggi quasi del tutto prive di particolari interazioni.
Elemento, in sostanza, che incentiva la pura esplorazione per mera curiosità solo nei primi momenti, per poi lasciar spazio al comodo layout dell’interfaccia di gioco, assicurando teletrasporti immediati con un semplice click tra le quattro aree menzionate per una gestione efficiente tra le missioni in sede di preparazione di potenziamenti ed equipaggiamento.
Tra gameplay e (necessari) compressi

Il potenziale di Echoes of Aincrad, con alcune riserve, era evidente fin dalla demo e, come ribadito a più riprese in un articolo dedicato, esprime l’ambizione di essere un ponte tra nuovi e vecchi fan, capace di dare lustro a un brand che per troppo tempo è rimasto in disparte.
Nonostante questi aspetti, però, sono necessarie alcune considerazioni ulteriori. Nello specifico, la trama decolla nel ritmo con il raggiungimento della torre che separa i due livelli-piani disponibili nel gioco, mentre tutta la prima parte risulta un po’ troppo introduttiva e più lenta.
Un peccato, perché i nuovi personaggi introdotti sono molto interessanti, così come le interazioni e le sorprese che coinvolgere altri più noti. Qualche dubbio anche sulla scelta di rendere muto il protagonista ed appiattirne quasi ogni tratto caratteriale; una scelta che da un lato enfatizza in positivo il valore degli altri comprimari e di ciò che accade su schermo, ma dall’altro lascia un certo rammarico, rischiando di compromettere il giudizio per i giocatori meno pazienti.
Elementi che in egual misura si riflettono anche sul gameplay. Echoes of Aincrad, pad alla mano, è un continuo crescendo di emozioni e coinvolgimento per ciò che accade su schermo, ma le prime vere missioni risultano un po’ troppo ripetitive, soprattutto per chi si era già dedicato ampiamente al medesimo approccio nella demo.
I nemici sono numerosi e abbastanza vari, così come boss e mid-boss, ma per il livello di difficoltà consiglio di cominciare tranquillamente da “difficile” per un approccio più adeguato e impegnativo, dove ponderare un minimo in più i colpi e studiare i vari move-set.
Approccio che è in tutto e per tutto quello di un action adventure con elementi ruolistici dedicati all’amplia personalizzazione, con un pizzico di approccio ispirato ai soulslike ed enfatizzato proprio se scelta l’opzione di difficoltà più alta, in linea con lo spirito da survival che in modo caratteristico ha sempre avvolto il brand nella trasposizione animata della prima stagione.

La stamina da gestire sapientemente per azioni, parate e schivate in combattimento è fondamentale, così come la necessità di equipaggiarsi con oggetti di ogni sorta per evitare di cadere nelle trappole delle alterazioni di stato, fin troppi letali se sottovalutate.
La necessità di scegliere anche il proprio compagno di squadra, tra abilità e armi da potenziare, gioca inoltre un ruolo fondamentale in fase di preparazione alle varie missioni principali e secondarie. Ma a ben pensarci, proprio da fan della serie, si sente la mancanza dello status di “classe”, o di alcune armi importantissime come le lance e gli archi che nella prima stagione di Sword Art Online avevano dato vita a delle bellissime configurazioni.
Echoes of Aincrad, è il miglior nuovo inizio possibile per i videogame legati all’universo di Sword Art Online, con una storia ed un gameplay che migliorano nettamente con il passare delle ore, soprattutto da metà avventura in avanti. Rimangono diversi limiti sotto tutti gli aspetti menzionati, ma la sensazione è che ogni tassello sia consapevole dei propri punti di forza e delle proprie debolezze, con un risultato d’insieme sostanzioso e che strizza davvero l’occhio a tutti i fan della saga, ovvero il target ideale di questo progetto.
