La Bulgaria si prepara a scrivere una pagina di storia musicale, visto che per la prima volta, dopo la vittoria di Dara a Vienna nel 2026 con il brano Bangaranga, il Paese dei Balcani ospiterà l’Eurovision Song Contest. Ma la scelta della città sede ha riservato una sorpresa: niente Sofia, niente capitale. L’edizione 2027 della kermesse si terrà a Burgas, città portuale affacciata sul Mar Nero, in una decisione che ha fatto discutere appassionati ed esperti.
Le date sono già ufficiali: le due semifinali andranno in scena l’11 e il 13 maggio, mentre la finalissima, quella che assegnerà la vittoria e terrà incollati davanti allo schermo milioni di telespettatori in tutto il continente, è fissata per il 15 maggio 2027. La location scelta è l’Arena Burgas, struttura moderna inaugurata negli ultimi anni che diventerà il cuore pulsante dell’intero evento. L’annuncio è arrivato dall’Unione Europea di Radiodiffusione, l’EBU, insieme alla televisione nazionale bulgara BNT, dopo un processo di selezione che ha coinvolto quattro città candidate.
Oltre a Burgas, erano in corsa Sofia, Plovdiv e Varna. Una commissione composta da rappresentanti dell’EBU, della BNT e da esperti internazionali che hanno lavorato all’organizzazione dell’Eurovision negli anni passati ha visitato tutte le sedi proposte, valutando ogni aspetto tecnico, logistico e di visione complessiva. La decisione finale ha quindi premiato Burgas per quella che è stata definita una “solida proposta complessiva”. Non si è trattato solo di valutare l’Arena e le sue capacità tecniche per sostenere una produzione televisiva di questa portata. La commissione ha considerato l’intera infrastruttura cittadina: la capacità ricettiva degli alberghi e delle strutture turistiche, i trasporti pubblici e privati, la connettività internazionale attraverso aeroporti e collegamenti stradali. Ma c’è di più.
Nel comunicato congiunto di EBU e BNT si legge che Burgas ha convinto anche per “il forte impegno da parte del comune e una visione chiara per trasformare l’intera città in parte dell’esperienza Eurovision”. Dunque non solo un palco, ma un coinvolgimento urbano totale, con l’obiettivo di far vivere l’evento a 360 gradi, dalle strade ai parchi, dai locali alle piazze. Martin Green, direttore dell’Eurovision Song Contest, ha commentato la scelta con parole che fotografano l’identità della città vincitrice:
“Burgas porta qualcosa di veramente speciale all’Eurovision Song Contest. È una città vivace e accogliente sul Mar Nero, con una forte identità musicale e culturale, e possiede l’ambizione, le infrastrutture e la passione necessarie per accogliere la famiglia dell’Eurovision”. – Martin Green
Burgas non è Sofia. Non è la capitale politica e amministrativa del Paese, ma uno dei maggiori porti bulgari sul Mar Nero, con una storia recente intrecciata alle attività commerciali e industriali. Eppure, accanto a questa dimensione produttiva, la città ha saputo sviluppare nel tempo un ruolo turistico e culturale di tutto rispetto. Merito anche della sua posizione geografica, della lunga costa e del celebre Giardino Marittimo, l’ampio parco che costeggia il litorale e rappresenta uno dei polmoni verdi più amati dai cittadini e dai visitatori.
Portare l’Eurovision a Burgas significa puntare i riflettori su una realtà diversa, lontana dai grandi centri politici. Per il Paese sarà soprattutto una sfida organizzativa di enorme portata: gestire un evento seguito da centinaia di milioni di telespettatori, accogliere delegazioni, giornalisti, fan da ogni angolo d’Europa e oltre. E l’Italia? Ovviamente sarà protagonista. Come membro dei cosiddetti “Big Five”, il nostro Paese accede direttamente alla finale senza passare dalle semifinali. A rappresentare il tricolore sarà il vincitore del Festival di Sanremo 2027, edizione che segnerà il debutto di Stefano De Martino come conduttore e direttore artistico.
Dopo il quinto posto di Sal Da Vinci nell’ultima edizione viennese, l’Italia punta a fare ancora meglio, con il sogno sempre vivo di ripetere il trionfo dei Måneskin del 2021. Il 2027 porterà dunque l’Eurovision in una città che mescola porto e industria, patrimonio naturale e fermento culturale. Sarà interessante vedere come Burgas saprà trasformarsi, accogliere e stupire. La sfida è lanciata, il palco è pronto. O quasi.
