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Il caso Garlasco torna ad accendere il dibattito televisivo, ma questa volta a finire al centro della scena è stato uno scontro particolarmente acceso tra Massimo Giletti e Angela Taccia, l’avvocata che difende Andrea Sempio. Durante la puntata di Lo Stato delle Cose, trasmessa lunedì 5 ottobre su Rai 3, il confronto sulle indagini relative all’omicidio di Chiara Poggi ha preso una piega inaspettata, fino a trasformarsi in un vero e proprio botta e risposta sull’imparzialità del programma.

A far esplodere la tensione è stata una frase della legale, pronunciata dopo un riferimento del conduttore alle apparizioni televisive del suo assistito. Una risposta che Giletti ha interpretato come una critica diretta al proprio modo di raccontare la vicenda, reagendo con parole che hanno immediatamente attirato l’attenzione.

Dichiarazione

“Non sono super partes? Va bene, allora mi dimetto” – Massimo Giletti

Ma per capire come si sia arrivati a un confronto tanto duro bisogna tornare a pochi minuti prima, quando la discussione si era concentrata su uno degli aspetti più delicati delle nuove indagini: la possibile conoscenza, da parte di Andrea Sempio, di alcuni video intimi di Chiara Poggi. Giletti ha richiamato un’intercettazione del 14 aprile 2025, nella quale Sempio, mentre si trovava da solo in automobile, avrebbe fatto riferimento a una chiavetta USB e a un filmato intimo. Il conduttore ha illustrato l’ipotesi investigativa secondo cui l’indagato avrebbe potuto conoscere quei contenuti prima di un presunto tentativo di avvicinamento alla vittima, che sarebbe stato respinto.


Si tratta, è importante precisarlo, di un’ipotesi investigativa e non di un fatto accertato. Andrea Sempio è indagato nell’ambito della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi e nei suoi confronti vale pienamente la presunzione di innocenza. Angela Taccia ha contestato immediatamente questa ricostruzione, richiamando una consulenza tecnica della Procura che, secondo la sua interpretazione, non dimostrerebbe affatto che Sempio abbia visionato quei filmati.

Dichiarazione

“C’è la consulenza della Procura, che sottolinea come non ci sia alcuna evidenza che lui li abbia visti, oltretutto Chiara Poggi ha sempre avuto quella pennetta nella sua disponibilità” – Angela Taccia

La discussione è diventata ancora più tesa quando Giletti ha fatto riferimento a Quarto Grado, il programma di Rete 4 nel quale Andrea Sempio è comparso più volte. Una considerazione che l’avvocata ha interpretato come una provocazione, rispondendo con una frase che ha cambiato completamente il tono del confronto.

Dichiarazione

“Non colgo la sua provocazione. Lui va dove la conduzione gli sembra super partes. Ambasciator non porta pena” – Angela Taccia


È stato a quel punto che Massimo Giletti ha reagito con la battuta sulle dimissioni, lasciando intendere di non aver gradito il riferimento all’imparzialità della sua trasmissione. Un momento di forte tensione, che però non ha segnato la fine della discussione. Il confronto è infatti proseguito proprio sulla chiavetta USB e sulla ricostruzione temporale relativa ai filmati intimi di Chiara Poggi. Giletti ha insistito sul significato dell’intercettazione del 2025, mentre Taccia ha sostenuto che l’esistenza di quei video fosse già nota pubblicamente molti anni prima. La legale ha ricordato, in particolare, che dell’argomento si sarebbe parlato anche in trasmissioni televisive risalenti al 2008 e al 2009, invitando il conduttore a verificare le informazioni prima di presentarle al pubblico.

Dichiarazione

“Se dice una cosa non vera poi ci va di mezzo una persona reale, che è il mio assistito” – Angela Taccia

Una precisazione che mostra quanto il confronto sia andato oltre la semplice discussione televisiva. Da una parte, infatti, Giletti ha difeso il lavoro giornalistico della trasmissione e l’importanza delle nuove informazioni emerse nell’inchiesta. Dall’altra, l’avvocata ha insistito sulla necessità di non trasformare elementi ancora oggetto di interpretazione in certezze sulla posizione di Sempio.

Taccia ha inoltre richiamato la consulenza dell’esperto informatico Paolo Dal Checco, sostenendo che non emergerebbero elementi sufficienti per dimostrare un trasferimento dei filmati dalla chiavetta della vittima a dispositivi riconducibili al suo assistito. Anche in questo caso si tratta della lettura proposta dalla difesa, mentre l’effettivo valore degli elementi tecnici e investigativi dovrà essere valutato nelle sedi competenti.


Il botta e risposta è arrivato fino alle battute conclusive, quando Giletti ha osservato che, secondo l’avvocata, la ricostruzione proposta dal programma non sarebbe corretta, anticipando che la questione sarebbe stata nuovamente affrontata nella puntata successiva. Taccia ha però precisato di non aver definito falsa la ricostruzione, sostenendo piuttosto che la trasmissione potesse aver interpretato in maniera errata la consulenza tecnica.

Dichiarazione

“Non c’è alcuna evidenza che Sempio abbia visto quei benedetti porno, nemmeno del contrario, ma siamo in un sistema garantista, che vi piaccia o non ci piaccia, c’è una presunzione di innocenza” – Angela Taccia

Lo scontro tra Giletti e Taccia ha così riportato al centro dell’attenzione una questione che accompagna da tempo il racconto televisivo del delitto di Garlasco: il confine tra le ipotesi investigative, le interpretazioni degli elementi raccolti e le responsabilità effettivamente accertate. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007, ogni nuovo dettaglio continua a suscitare interrogativi e reazioni. Ma mentre il confronto tra conduttore e avvocata ha regalato uno dei momenti più tesi della puntata, resta un punto fondamentale: saranno gli accertamenti giudiziari, e non gli scontri televisivi, a stabilire il valore delle nuove ipotesi investigative.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.