Un duetto attesissimo, una partenza in salita e un finale da brividi. A Festival di Sanremo 2026, Alicia Keys vive una serata da montagne russe tra gaffe, problemi tecnici e un cambio di testo che conquista l’Ariston. L’ingresso accanto a Eros Ramazzotti promette un momento storico, ma qualcosa si blocca prima ancora che la magia inizi davvero. Interviene Carlo Conti, parte la pubblicità, e il cantante romano sbotta: “Non è colpa mia“. Poi, però, arriva l’apoteosi.
La terza serata del 26 febbraio si apre tra glamour e grandi ospiti. Dopo l’ingresso della supermodella Irina Shayk, che scherza con Carlo Conti dichiarando “Sono qua per te, Carlo“, l’attenzione si sposta sul momento musicale più atteso. Eros Ramazzotti, seduto sui gradini dell’Ariston, ripercorre la sua carriera con ironia – “Il problema non è sedersi, ma rialzarsi. Mi tiri su tu che sei più giovane” – e ricorda tra i picchi emotivi il duetto con Tina Turner. Poi l’annuncio: “Ora arriverà un altro duetto indimenticabile“.
Entra Alicia Keys. Racconta delle sue radici italiane, dei nonni siciliani, del legame speciale con il nostro Paese. Si accomoda al piano per cantare “Aurora” insieme a Ramazzotti. Ma qualcosa non funziona. La cantante si blocca prima di iniziare davvero: un problema tecnico interrompe l’esibizione. È il momento più delicato della diretta. Ramazzotti prova a sdrammatizzare con un “Il bello della diretta“, poi puntualizza con un sorriso teso: “Non è colpa mia eh“.
Carlo Conti interviene prontamente e manda la pubblicità, trasformando un potenziale incidente in una pausa strategica. Al rientro in diretta, il guasto è risolto. Il duetto può finalmente partire. Alicia accompagna Eros con la sua voce potente e riconoscibile, anche se emerge una certa fatica con la lingua italiana. L’emozione c’è, ma l’alchimia linguistica non è perfetta. È solo l’antipasto. La vera svolta arriva quando Alicia Keys resta sola al piano.
Sceglie uno dei suoi brani più iconici, Empire State of Mind, portato al successo insieme a Jay-Z. Qui cambia tutto: sicurezza, intensità, controllo totale del palco. E soprattutto, un dettaglio che accende l’Ariston. Nel testo sostituisce “New York” con “Sanremo”, cantando “Now you’re in Sanremo”. È un gesto simbolico, un omaggio diretto al pubblico italiano, che reagisce con entusiasmo travolgente. La performance voce e piano fa alzare in piedi la platea.
Dopo l’incertezza iniziale, la serata si chiude in trionfo. La gaffe e il blocco iniziale diventano parte del racconto, ma è il cambio di testo e la connessione con il pubblico a trasformare una difficoltà in apoteosi. Ma Sanremo è pronta a gaffe di questo tipo. Infatti, sono state molte le scivolate di Laura Pausini e gli errori grafici durante il corso delle serate: cosa ci aspettavamo? Sanremo è Sanremo.



