Non sono più semplici autovelox: le nuove telecamere intelligenti stanno cambiando il modo in cui vengono controllate le strade. In alcune zone d’Europa, come la contea del Sussex, è già attivo un sistema capace non solo di misurare la velocità, ma anche di “guardare” dentro l’abitacolo dei veicoli. Grazie all’uso dell’intelligenza artificiale, questi dispositivi riescono a individuare comportamenti pericolosi che fino a poco tempo fa erano difficili da sanzionare, rappresentando di fatto una rivoluzione tecnologica che promette maggiore sicurezza, ma che solleva anche interrogativi importanti.
Il funzionamento è basato su telecamere ad altissima definizione, dotate di flash a infrarossi, permettendo di ottenere immagini nitide anche attraverso il parabrezza, sia di giorno sia di notte e in qualsiasi condizione atmosferica. Il sistema analizza in tempo reale ciò che accade all’interno del veicolo: l’algoritmo è progettato per riconoscere automaticamente due infrazioni principali, l’uso del telefono alla guida e il mancato utilizzo della cintura di sicurezza.
A differenza dei tradizionali controlli, non è necessario fermare il conducente sul momento, dato che tutto avviene a distanza: le immagini vengono registrate, analizzate e utilizzate per eventuali sanzioni successive. Questo approccio segna un passaggio importante, perché i controlli automatici stanno progressivamente sostituendo la presenza diretta degli agenti sulla strada.
La tecnologia, sviluppata da aziende specializzate come Acusensus, è già operativa in diversi contesti e viene utilizzata per ridurre comportamenti pericolosi. L’uso del cellulare alla guida, infatti, è tra le principali cause di incidenti a livello globale, motivo per cui molti Paesi stanno investendo in sistemi sempre più avanzati. Alcuni dispositivi hanno costi elevati, ma vengono finanziati anche attraverso programmi legati alla sicurezza stradale e ai proventi delle sanzioni o dei corsi di rieducazione.
Anche in Italia si guarda con attenzione a queste soluzioni, con alcuni sistemi di controllo avanzato che sono già presenti in diverse città, e l’ipotesi di introdurre tecnologie simili su larga scala non è considerata irrealistica. Il precedente di strumenti come “Cerbero” per il monitoraggio urbano mostra come l’innovazione nel controllo del traffico sia già in corso.
Non mancano però le critiche, poiché alcuni esperti sottolineano che sanzionare un comportamento pericoloso a distanza di settimane o mesi potrebbe non essere efficace nel prevenire incidenti, perché il rischio si verifica nel momento stesso dell’infrazione. Altri pongono l’attenzione su aspetti fondamentali come l’omologazione dei dispositivi, il diritto di difesa e soprattutto la tutela della privacy, visto che queste telecamere sono in grado di osservare l’interno dei veicoli.
