“Mi supplica di porre fine alla sua sofferenza”. È con queste parole strazianti che appare su Facebook l’annuncio di una presunta raccolta fondi per una bambina malata di cancro. Le foto mostrano una piccola senza capelli, gli occhi lucidi, una madre disperata. Video credibili, descrizioni minuziose, lacrime. Tutto sembra autentico. Tutto è progettato per colpire dritto al cuore. E invece è una truffa, una delle più odiose e sofisticate che si siano viste circolare sui social negli ultimi anni. Le truffe online si sono evolute in forme sempre più elaborate. I raggiri digitali sfruttano ogni debolezza umana, ma quando a essere utilizzati come esca sono bambini apparentemente malati terminali, si tocca un livello di cinismo che lascia senza parole. Ed è proprio quello che sta facendo la presunta organizzazione benefica World Champions, tornata nelle ultime settimane a raccogliere denaro attraverso una massiccia campagna pubblicitaria su Facebook, Instagram e tutte le piattaforme Meta.

Imbattersi nelle pagine di questa falsa organizzazione è tristemente semplice. Sono diversi gli annunci pubblicitari sparsi per le piattaforme Meta che ritraggono una bambina di nome Olivia, afflitta secondo quanto riportato da una serie di drammatiche malattie. La piccola appare senza capelli, con lo sguardo triste e accompagnata da descrizioni che spezzano il cuore. In un primo momento, anche i professionisti della sicurezza informatica hanno rischiato di cadere nella trappola. Le descrizioni erano troppo dettagliate, i video troppo realistici, le emozioni troppo genuine per essere false. Eppure bastano pochi strumenti per scoprire la verità. Utilizzando “Cerchia e cerca” di Google attorno al volto della bambina, lo strumento rivela un particolare agghiacciante: è stata applicata una fascia per parrucca, utilizzata in questo caso per simulare la calvizie tipica dei trattamenti chemioterapici. Le foto sono autentiche, i video anche, ma la bambina sembrerebbe essere perfettamente sana. È tutto un allestimento accuratamente costruito per sfruttare la compassione e la generosità delle persone.

La truffa di Facebook con la bambina malata
La truffa di Facebook con la bambina malata, fonte: Corriere.it

Ma il vero inganno emerge quando si indaga più a fondo. Gli annunci pubblicitari rimandano a una pagina dal titolo “Una possibilità per Olivia”, che conduce a un sito web della presunta associazione World Champions RA. Qui è possibile partecipare a una raccolta fondi, che può essere una tantum o mensile. E qui scatta il secondo livello della truffa: a giudicare dai commenti degli utenti su Instagram che hanno già partecipato, in automatico viene sottoscritto un abbonamento mensile. Gli utenti truffati riferiscono di aver dovuto inviare diverse email prima di riuscire a cancellare un abbonamento che non avevano mai intenzionalmente sottoscritto. I numeri di questa operazione sono impressionanti. Non è possibile verificare con certezza i dati offerti dalla piattaforma, ma se fossero veritieri, in poche settimane “Olivia” avrebbe raccolto solo in Italia un totale di 139mila euro donati da più di 3.000 persone. Soldi che dovrebbero salvare una bambina, ma che finiscono invece in tasche sconosciute attraverso un complesso sistema che si snoda tra Mosca e Tel Aviv.

Il sito dedicato ad Olivia è una “costola” di un portale più ampio, fermo al 2022, che opera con lo stesso schema ma con molti più dettagli. L’analisi tecnica del dominio rivela elementi inquietanti. Il sito è stato registrato il 24 dicembre del 2020 su un server russo, il Registrar of Domain Names REG.RU LLC. Il registrante risulterebbe essere un certo Alexander Sambul, residente nella città israeliana di Rosh HaAyin. Questo nome non corrisponde ad alcun nominativo o ONG impegnati in enti di beneficenza riconosciuti, almeno secondo le ricerche disponibili. Ancora più preoccupante è l’infrastruttura tecnica. Uno degli indirizzi IP associati al dominio risulta essere un nodo condiviso con altri siti, tra cui un sito pornografico cinese, siti commerciali e certificati SSL di altre entità. È un segnale d’allarme evidente: le ONG serie non condividono mai un IP con altre realtà, soprattutto se potenzialmente pericolose. Questo significa che World Champions non è dotata di un’infrastruttura dedicata o separata da domini rischiosi, rivelando una gestione opaca e confusa.

Rischio di truffa telefonica con prefisso greco
Rischio di truffa telefonica con prefisso greco

Il sito descrive la missione dell’organizzazione come destinata a bambini malati di cancro provenienti da Russia e Ucraina, portati a curarsi in Israele presso l’Ichilov Hospital di Tel Aviv. Tuttavia, da fonti ufficiali dell’ospedale consultate, non risulta alcuna collaborazione o partnership ufficiale con “”World Champions””. Qui emerge una domanda legittima: perché non portare questi bambini in Europa, dove le cure oncologiche pediatriche sono gratuite e di eccellente qualità. L’ospedale di Tel Aviv, interpellato sulla questione, non ha fornito alcuna risposta. In Israele esiste effettivamente un’organizzazione registrata come World Champions RA, con numero 580716371 sul portale ufficiale Guidestar Israel. La sigla RA identifica una “Registered Association” o amuta. Dalla scheda risultano denominazione, sezioni persone e contatti, anche se la pagina pubblica non mostra tutto senza accesso al fascicolo completo. Ma anche qui emergono anomalie significative. Cercando l’indirizzo registrato, si scopre che corrisponde a un hotel.

La scheda Guidestar riporta come anno di fondazione il 2021, un solo dipendente e sette soci secondo i dati del 2023. Il certificato di gestione regolare risulta in stato “in processo”, quindi non pienamente verificato. Una fonte di dati aperti israeliana indica per il 2022 un volume economico di 11.345.460 shekel, pari a oltre 3 milioni di euro. Nessun fondo pubblico risulta ricevuto negli ultimi tre anni. La normativa israeliana sulle amute impone trasparenza finanziaria e vieta di stipendiare membri del comitato direttivo senza autorizzazione ministeriale. Alcuni elementi di World Champions appaiono già in conflitto con questa cornice normativa. Questa non è la prima volta che World Champions finisce sotto i riflettori. Già nel 2023 la società di sicurezza informatica Avast aveva parlato dell’organizzazione, definendola “una truffa che sfrutta le emozioni umane e l’innato desiderio di aiutare gli altri”. All’epoca il modus operandi era identico: una serie di annunci video carichi di emotività condivisi su YouTube e Instagram. Non c’era Olivia, ma un bambino di nome Semion, alla ricerca di un “aiuto finanziario urgente” per le cure.

Truffa telefonica
Truffa telefonica

Luis Corrons, ricercatore di sicurezza di Avast, aveva dichiarato: “Nel nostro lavoro, ci imbattiamo spesso in scenari in cui i manipolatori sfruttano tratti umani intrinseci per trarne vantaggio economico. Tuttavia, l’abuso della buona volontà delle persone, soprattutto quando si tratta di rappresentare bambini malati, è particolarmente sconcertante“. All’epoca la società di sicurezza informatica aveva tentato di mettersi in contatto con l’associazione presunta, senza alcun riscontro. Già nel 2022 la stessa agenzia aveva individuato un’operazione simile, segno che questa rete di truffe è attiva da almeno cinque anni. Come difendersi da questi raggiri. Prima di tutto, verificare sempre l’autenticità delle organizzazioni benefiche. Le ONG serie sono registrate, hanno siti web professionali con infrastrutture dedicate, pubblicano bilanci trasparenti e hanno partnership verificabili con ospedali e istituzioni. In secondo luogo, diffidare di qualsiasi richiesta di donazione che attivi automaticamente abbonamenti mensili senza consenso esplicito. Terzo, utilizzare strumenti di ricerca inversa delle immagini per verificare se foto e video sono stati manipolati o utilizzati in altri contesti.

Le piattaforme Meta, pur avendo politiche contro le truffe, continuano a ospitare questi annunci pubblicitari. È fondamentale segnalare immediatamente qualsiasi contenuto sospetto attraverso gli strumenti di reporting integrati. Nel caso si sia già donato, contattare immediatamente la propria banca per bloccare eventuali addebiti ricorrenti e segnalare la frode alle autorità competenti, come la Polizia Postale. La truffa di World Champions rappresenta un’evoluzione preoccupante del crimine digitale. Non si tratta più di email di phishing grossolane o di principi nigeriani che promettono eredità. Qui abbiamo operazioni sofisticate, con contenuti visivi credibili, narrazioni elaborate, infrastrutture tecniche complesse che attraversano continenti. Sfruttano quella che dovrebbe essere la parte migliore dell’umanità: la compassione verso i bambini malati. E lo fanno con una freddezza calcolata che trasforma la generosità in un’arma contro chi dona.

Anziano soggetto a truffa online
Anziano soggetto a truffa online, fonte: DepositPhotos

Olivia non esiste. O meglio, esiste una bambina vera in quelle foto, ma non è malata e probabilmente non sa nemmeno che la sua immagine viene utilizzata per ingannare migliaia di persone. Dietro quel volto innocente si nasconde una macchina da soldi che ha già raccolto milioni, muovendosi in una zona grigia tra Russia, Israele e i server di tutto il mondo. E mentre le indagini procedono lentamente, bloccate da giurisdizioni multiple e complessità internazionali, la campagna pubblicitaria continua a scorrere nei feed di Facebook e Instagram, alla ricerca di nuove vittime disposte a credere in una storia che tocca il cuore ma svuota il portafoglio.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.