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Poco più di una settimana dopo la conclusione di AI Vision Fest, rimane una sensazione precisa. Il cinema generativo non appartiene più alla fantascienza. Le tecnologie sono ancora imperfette, spesso imprevedibili e destinate probabilmente a cambiare radicalmente nel giro di pochi mesi. Ma esistono già. E vengono già utilizzate.

È questa forse la principale differenza tra il dibattito sull’AI di qualche anno fa e quello di oggi. Non stiamo più discutendo di cosa potrebbe accadere. Stiamo discutendo di strumenti che sono già entrati nei processi creativi.

Il Festival di SYNCRONIA ha provato a documentare questa fase di transizione senza trasformarla né in una celebrazione né in una condanna preventiva. Una posizione importante, soprattutto in un momento nel quale il dibattito tende spesso a polarizzarsi.

Il cinema ha già attraversato numerose rivoluzioni tecnologiche. Suono, colore, digitale, CGI e virtual production hanno tutte modificato il modo di produrre immagini. L’AI potrebbe essere semplicemente il prossimo grande passaggio. Ma probabilmente sarà uno dei più complessi.

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