Per alcune ore è sembrato che qualcosa fosse improvvisamente andato storto su migliaia di iPhone. Applicazioni che fino a pochi minuti prima funzionavano normalmente hanno iniziato a chiudersi immediatamente dopo l’apertura, coinvolgendo utenti e sviluppatori in diverse parti del mondo. E considerando la coincidenza con l’arrivo di iOS 27.0.1, il primo sospetto è caduto quasi inevitabilmente sull’aggiornamento di Apple. In realtà, l’iPhone non c’entrava nulla.
A provocare il problema è stato un servizio di Google utilizzato dietro le quinte da migliaia di applicazioni: Google Analytics for Firebase. L’incidente è iniziato nella giornata di lunedì 28 settembre e secondo la ricostruzione fornita da Google, alle 17:41 ora del Pacifico il sistema ha cominciato a inviare all’SDK di Firebase per iOS un payload formattato in maniera errata. Un problema apparentemente molto tecnico, ma con conseguenze decisamente più semplici da vedere: le applicazioni coinvolte potevano andare in crash non appena venivano avviate.
Firebase è infatti una piattaforma di Google ampiamente utilizzata dagli sviluppatori per integrare nelle proprie app strumenti come analisi, autenticazione e altri servizi. Proprio per questo motivo un singolo malfunzionamento dell’infrastruttura può avere ripercussioni contemporaneamente su un numero enorme di applicazioni apparentemente scollegate tra loro. L’impatto è stato notevole. Alcuni sviluppatori hanno raccontato di essersi ritrovati improvvisamente davanti a decine di migliaia di crash, mentre in determinati casi il numero di errori registrati sarebbe arrivato a essere oltre 5.000 volte superiore rispetto alla normalità.

Tra le applicazioni indicate nelle segnalazioni comparse durante il problema figuravano anche servizi molto conosciuti come Tesla, Uber e Waymo. Non tutte le app installate su iPhone erano naturalmente coinvolte: il problema riguardava quelle che utilizzavano la componente interessata di Google Analytics for Firebase. La buona notizia è che Google è riuscita a intervenire rapidamente. La correzione lato server è stata completamente distribuita alle 19:52, poco più di due ore dopo l’inizio del malfunzionamento.
A causa dei dati conservati nella cache, alcune applicazioni hanno però potuto continuare a presentare crash per altre quattro ore circa, prima della completa normalizzazione. Per utenti e sviluppatori non è stato necessario installare alcuna patch specifica. Google ha infatti precisato che non serviva aggiornare né le applicazioni né l’SDK di Firebase, dal momento che la soluzione è stata applicata direttamente alla propria infrastruttura. Resta poi da chiarire un dettaglio che inizialmente aveva creato parecchia confusione.

I crash sono comparsi poco dopo la distribuzione di iOS 27.0.1, circostanza che aveva fatto pensare a un possibile bug introdotto da Apple con l’aggiornamento. Le due cose, però, non erano collegate. Il problema si è verificato anche su iPhone con versioni differenti di iOS e la causa è stata individuata nei sistemi di Google, non nel sistema operativo di Apple. Per chi nelle scorse ore ha provato inutilmente a riavviare l’iPhone, reinstallare un’app o cercare qualche impostazione da modificare, quindi, la spiegazione è molto più semplice: non c’era praticamente nulla che potesse fare.
Il problema era a monte e, una volta corretto il payload inviato da Firebase, le applicazioni interessate sono tornate progressivamente a funzionare. Un incidente durato soltanto poche ore, ma sufficiente a mostrare quanto possano essere profonde le dipendenze nascoste dietro le app che utilizziamo ogni giorno. È bastato infatti un errore proveniente da un singolo servizio di Google per far smettere di funzionare contemporaneamente migliaia di applicazioni sugli iPhone.
