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Nell’anno in cui Star Trek celebra i 60 anni di vita, su Paramount + a partire dal 23 luglio arriva la quarta e penultima stagione di Star Trek: Strange New Worlds. Prequel della serie classe e spin off di Discovery, Strange New Worlds vede come protagonista l’equipaggio dell’Enterprise prima che sulla poltrona del capitano si sieda James T. Kirk. In occasione del lancio della nuova stagione, abbiamo incontrato l’equipaggio dell’Enterprise: Anson Mount, Rebecca Romjin e Celia Rose Gooding.

L’occasione sono state le Italian Global Series, che hanno celebrato il sessantennale della serie creata da Gene Roddenberry con una ricca serie di iniziative, che hanno coinvolto anche nomi cari agli appassionati di Star Trek, come Jeri Ryan e Nicholas Meyer.

Star Trek: Strange New Worlds: l’importanza del capitano Pike

Star Trek: Strage New Worlds -©Paramount Plus
Star Trek: Strage New Worlds -©Paramount Plus

Grazie a Paramount+, abbiamo avuto la possibilità di sederci sul ponte di comando con il capitano Pike, Numero Uno e Nyota Uhura. Occasione perfetta per scoprire dalla viva voce degli interpreti cosa significhi indossare la divisa della Flotta Stellare.

Soprattutto quando – come nel caso di Anson Mount – ci si ritrova a dare vita a un personaggio iconico come il capitano Christopher Pike. Inizialmente nato per essere il protagonista, Pike – interpretato da Jeffrey Hunter – compare nel celebre pilot The Cage (in italiano Lo Zoo di Talos), che non venne mai trasmesso ma poi adattato, tramite appositi tagli trasformati in flashback, in L’Ammutinamento. Trovarsi a interpretare un personaggio cardine di questo universo, seppure solo accennato, è stata una responsabilità non indifferente per Mount

Quando abbiamo iniziato a parlare del mio ruolo, non mi hanno detto che sarei stato il capitano Pike fin quando non sono stato ingaggiato. E io sono quasi caduto dalla sedia, sapendo quanto fosse importante questo ruolo, il che è strano pensando a quando poco ci fosse su cui lavorare. Ma avevamo questa incredibile libertà perché conosciamo i suoi primi istanti e quelli finali, ma non avevamo nulla in mezzo. Quello è stato il mio lavoro. Onestamente, credo che per Celia sia stato un lavoro più complesso perché aveva molti più punti fermi

L’Ammutinamento aveva raccontato che il capitano Pike era rimasto orribilmente ferito nel tentativo di salvare il suo equipaggio, costretto poi a sopravvivere in un dispositivo di supporto vitale. In Discovery, veniva introdotto un elemento ulteriore, ossia la conoscenza da parte di Pike di cosa ha in serbo il futuro, una predestinazione che in diversi momenti si è scontrata con il senso del dovere.

È dura recitare un personaggio con un grosso peso per cinque stagioni. Sin dal primo momento abbiamo dovuto trovare una soluzione per portare Pike oltre questo dettaglio, come trovare il senso di vivere quando conosci già la tua fine, o ciò che pensi sia la tua fine. E la soluzione è stata imparare e imparare ancora e ancora, la lezione è stata che il viaggio è la destinazione, che è una prospettiva quasi zen della vita, che mi piace molto.

Il passato di Uhura

Celia Rose Gooding in Star Trek: Strange New Worlds
Celia Rose Gooding in Star Trek: Strange New Worlds -©Paramount Plus

Come ha accennato Mount, per Celia Rose Gooding interpretare Nyota Uhura. Sin dalla sua apparizione nella serie classica, Uhura è stata probabilmente la figura di maggior impatto di Star Trek, nonostante la sua interprete, Nichelle Nychols, fosse pronta a lasciare il ruolo, come ricorda la Gooding

Credo il contesto sociale che accolse la Uhura di Michelle Nichols debba essere ricordato, lei aveva anche intenzione di espandere la sua carriera. Ma era il primo personaggio femminile di colore che non era una domestica, una schiava o un aiutante. Credo, tenendo a mente tutto questo, che ci fossero pochi altri ruoli che potesse interpretare nel climia sociale degli anni ’60 quando la serie uscì, e lei voleva davvero diversificare la sua carriera, ma fu il dottor Martin Luther King , che la incontrò a un evento del NAACP, che le fece comprendere l’importanza del tenente Uhura.

Il ruolo di Uhura è stato centrale nel cambiare alcune strutture sociali, rendendola un simbolo. Ma dopo sessant’anni, questo ruolo è ora parte di un mondo diverso, in cui le battaglie sociali del passato sono cambiate, almeno in parte, lasciando maggior libertà allo sviluppo del personaggio

Oggi, 60 anni dopo, viviamo in un contesto sociale diverso per il personaggio, non sento quel peso nel dovere rappresentare una comunità nello stesso modo in cui posso solo immaginare abbia vissuto Nichelle Nychols. Poterla farla vivere, al di fuori di questo contesto è stato un vero dono. Considerata la natura prequel di questa serie, il mio ruolo era meno carico di aspettative esterne e molto più concentrato sulla sua interiorità. Per me era davvero importante rendere giustizia al personaggio.

Libera dalla necessità di dare un messaggio sociale, Uhura poteva esser quindi scritta come una persona autonoma, andando a raccontare il suo passato tenendo come riferimento quanto precedentemente rivelato nelle precedenti produzioni di Star Trek

Quando si eredita un personaggio così amato da tanti e che hanno visto una serie che nel mio caso esiste da prima che nascessi, è molto importante onorare questa figura. Ho cercato di utilizzare questo dono di poterla interpretare per mostrare differenti aspetti della sua umanità e la molteplicità dei suoi difetti, delle sue contraddizioni e di situazioni che non erano consentite in uno show televisivo fino a tempi molto recenti. Quello che volevo veramente era darle un contesto più ampio nel panorama dell’intrattenimento.

Un intento che secondo Celia Rose Gooding si concretizza in modo evidente nella penultima stagione di Star Trek: Strange New Worlds:

Mi piace pensare che nella quarta stagione, vediamo una versione di lei che è presente da sempre, una personalità di cuore, curiosa, con una passione per le comunicazioni e le relazioni. Nella seconda stagione cantava un’intera canzone su questo. È stato davvero eccitante avere l’opportunità di mostrare le sfaccettature di un personaggio che finora non era stati in grado di vedere pienamente.

Dare vita a Numero Uno

Rebecca Romjin in Star Trek: Strange New Worlds
Rebecca Romjin in Star Trek: Strange New Worlds -©Paramount Plus

Diverso il percorso per Rebecca Romijn, che interpreta Una Chin-Reilly, secondo in comando di Pike. Nuovamente un personaggio che trova finalmente la sua realizzazione con Star Trek: Strange New Worlds, dopo esser stata per anni solamente Numero Uno, in The Cage.

Nel dare spessore al suo personaggio, la Romjin ha avuto la possibilità di renderla uno strumento di analisi sulla percezione del diverso, come visto nel primo episodio della seconda stagione, ribadendo come Star Trek abbia da sempre al suo interno una profonda apertura a tematiche del genere

Credo ci siano nel mondo molte persone che si sentono accantonate, che si sentono dimenticate e messe ai margini per diversi motivi, che devono nascondere così tanti aspetti di loro, non riuscendo a vivere autenticamente. Essere così coraggiosi da farsi avanti, dire la propria verità e rivelare chi si è realmente chiedendo pietà, può rivelarsi la cosa più faticosa che puoi fare per te stesso, per liberarti e vivere liberamente. Per questo è incredibilmente importante per tante persone oggi, come lo è sempre stato, forse oggi è ancora più rilevante di quanto lo sia mai stato.

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Classe '81, da sempre appassionato di pop culture, con particolare passione per il mondo dei comics e la fantascienza. Dal 2015 condivide queste sue passioni collaborando con diverse testate, online e cartacee. Entra nella squadra di ScreenWorld come responsabile dell'area editoria con una precisa idea: raccontare il mondo del fumetto da una nuova prospettiva