Per chi sta seguendo la serie Tv, uno degli aspetti più intriganti della seconda stagione di Mercoledì è di certo l’attenzione posta sui singoli membri della Famiglia Addams. Pugsley e Gomez hanno occasione di coltivare il loro strambo rapporto, mentre il legame tra la nostra protagonista e la madre appare sempre più labile, messo a dura prova da differenze caratteriali e una nonna manipolatrice.

Eppure si sa: ogni madre è un enigma per la propria figlia, e ogni figlia un territorio sconosciuto per la propria madre. La televisione ha fatto di questa tensione millenaria una miniera di storie in grado di oscillare tra ironia, dolore e dramma. Dalla complicità caffeinomane di Lorelai e Rory, al gelo sarcastico che separa Mercoledì da Morticia, fino al rapporto malato tra Dee Dee e Gypsy Rose, scopriamo come le serie TV ci hanno dimostrato negli anni che non esiste un unico modello materno: esistono solo esseri umani che fanno del loro meglio.

Mercoledì & Morticia – Mercoledì

Mercoledì, © Netflix CS
Mercoledì, © Netflix CS

Due poli che si attraggono e si respingono nello stesso istante, ecco spiegato il rapporto madre\figlia tra le due nella serie TV. Morticia è una donna sentimentale, agisce da madre iper-coinvolta e talvolta invadente, sebbene tenti costantemente di proteggere Mercoledì dalla sua stessa tendenza all’autodistruzione. Purtroppo, però, lo fa con metodi che – a detta di Mercoledì – sfondano i confini umani del loro gelido rapporto. A questo la figlia risponde con il tipico muro adolescenziale, usando il sarcasmo come armatura, minimizzando il contatto fisico, rifiutando apertamente le dimostrazioni affettive o le “riunioni di famiglia”.

La dinamica si complica quando emerge la paura di Morticia di ripetere errori del passato. Con la frase «Tu sei mia figlia e con te non fallirò come mia madre fallì con Ophelia» Tish dà prova di essere pronta a tutto pur di evitare che la figlia impazzisca a causa del suo potere psichico, o peggio che si faccia uccidere a causa della sua arroganza e un coraggio ai limiti dell’incoscienza. Ne scaturisce una tensione drammatica potentissima per una serie adatta ai teenager, un nodo fatto di litigi, frecciate affilate, sguardi incandescenti.

Tish tenta a modo suo – un modo insistente e spesso irrispettoso dei limiti – di avvicinarsi a Mercoledì, come una vera madre farebbe, e la figlia evita qualsivoglia tipologia di contatto, come qualsiasi adolescente farebbe. Spesso se ne dicono di tutti i colori, ma Mercoledì a modo suo la ama. Con il loro modo unico, forte di un linguaggio sferzante e contatto fisico ai minimi storici, il rapporto tra Mercoledì e Morticia Addams è forse tra i più interessati dell’universo televisivo.

Lorelai & Rory / Emily & Lorelai – Gilmore Girls

Gilmore Girls, © Netflix CS
Gilmore Girls, © Netflix CS

Quanti di noi guardando Gilmore Girls negli anni 90 si sono chiesti: ma è davvero possibile avere una connessione tale con il proprio genitore?

Gilmore Girls, o Una mamma per amica, si fonda su una duplice rappresentazione del rapporto madre-figlia. Da un lato c’è Lorelai, che a soli sedici anni diventa madre di Rory e sceglie di crescere la figlia da sola, al di fuori delle aspettative della sua famiglia altoborghese. Dall’altro lato troviamo Rory, indipendente, sempre attenta al proprio futuro, elegante, educata, “perfetta” oseremmo dire. Seppur diametralmente opposte, tra Lorelai e Rory si instaura una relazione “orizzontale”, tanto da apparire quasi due amiche piuttosto che genitore-figlia, complici sia linguaggio veloce e sferzante, nelle abitudini quotidiane e persino nella moralità. Tra caraffe di caffè, junk food e maratone tv, il modello di Lorelai e Rory sfida i ruoli tradizionali: Lorelai è un’alleata per la figlia, pur affrontando i limiti di un approccio così amicale quando Rory, crescendo, ha bisogno di confini più solidi.

Forse tale legame è frutto di una risposta al rapporto con la propria madre, Emily, donna elegante, rigida, intrisa di regole di classe e convenzioni sociali. Difatti, sullo sfondo della vicenda principale, si consuma una dinamica ben più “convenzionale”. Una lotta intergenerazionale tra Emily, che non perdona la fuga della figlia adolescente né la sua ostinata indipendenza, e Lorelai, sempre pronta a supportare le decisioni della figlia. La serie, così, mette in scena due modelli di maternità in conflitto: uno basato sull’empatia e sull’amicizia, l’altro sull’autorità e sul decoro sociale.

Buffy & Joyce Summers – Buffy the Vampire Slayer

Buffy l'ammazzavampiri, © Prime Video
Buffy l’ammazzavampiri, © Prime Video

In Buffy l’ammazzavampiri, la relazione fra Buffy e sua madre Joyce è un esempio significativo di come una serie teen-fantasy possa affrontare con profondità il legame genitoriale. Joyce, inizialmente inconsapevole della doppia vita della figlia come “Cacciatrice”, fatica a comprendere un’adolescente con un mondo interiore (e soprannaturale) segreto. Questo diventa metafora del divario generazionale e della difficoltà dei genitori nel comprendere i figli adolescenti. Con il tempo, tuttavia, Joyce evolve in quanto individuo, tramutandosi in una figura di sostegno, pronta ad accettare la missione di Buffy e a difenderla.

Tuttavia, ecco che arriva l’episodio intitolato The Body (stagione 5). In tale occasione, lo spettatore viene investito da un camion di dolore: Buffy trova il corpo senza vita della madre. Nel corso della narrazione, la serie abbandona ogni elemento fantastico e affronta il lutto con un realismo disarmante, mostrando i dettagli più crudi della perdita. La giovane eroina è da sempre abituata a combattere vampiri e demoni: ma come si gestisce la morte naturale?

Marilla Cuthbert & Anne – Anne with an E

Chiamatemi Anna, © Netflix CS
Chiamatemi Anna, © Netflix CS

In Anne with an E, ispirata ai romanzi di Lucy Maud Montgomery, il legame fra Marilla e Anne nasce da un’adozione. Ma non un’adozione “nella norma”. Marilla e suo fratello Matthew intendono adottare un ragazzo che li aiuti nei lavori agricoli. Tuttavia, l’orfanotrofio manda per sbaglio Anne, ragazzina orfana dai capelli rossi e dall’immaginazione incontenibile. Inizialmente, Marilla appare fredda, severa, poco incline a mostrare affetto, incarnando il prototipo antico di madre riluttante e rigorosa. Anne, invece, porta con sé un bagaglio di traumi e un bisogno quasi disperato di essere amata e accettata.

La disciplina pragmatica di Marilla collide con l’entusiasmo fantasioso di Anne, e il legame ne risente, fatica a sbbocciare. Col tempo, però, il rigore lascia spazio alla cura e Marilla, pur restando austera, impara a riconoscere il valore della maternità, mentre Anne trova finalmente radici in una famiglia che la accoglie. La loro relazione è peculiare perché mette al centro l’idea di una maternità non biologica e non immediata, bensì costruita giorno dopo giorno attraverso fiducia, conflitti e riconciliazioni. Una storia che ci ricorda quanto il “sangue” o il DNA non contino nulla dinanzi all’amore.

Dee Dee & Gypsy Rose – The Act

The act, © Prime Video
The act, © Prime Video

Dopo tutte queste storie di legami a modo loro idilliaci, non potevamo esimerci dal traumatizzarvi. E per farlo abbiamo scelto The Act, serie basata su eventi reali, in grado di raccontare una delle relazioni madre-figlia più disturbanti mai rappresentate in TV.

Dee Dee Blanchard soffre di sindrome di Münchausen per procura. Tale condizione la induce a costringere la figlia Gypsy Rose a vivere come una malata cronica, inventando patologie e sottoponendola a cure e interventi inutili. Dee Dee esercita un controllo totale sulla figlia, sia fisico che mentale: da cibo e vestiti, fino a manipolare l’intero vicinato e la comunità medica. La figura materna, tradizionalmente associata a protezione e sacrificio, viene quindi ribaltata, tant’è che il corpo della figlia diventa terreno di abuso. Ma questo Gypsy non lo sa, e dunque cresce convinta di essere fragile e incapace di vivere da sola: dipende esclusivamente dalla madre.

Un giorno, però, le cose cambiano. Dopo anni di abusi, Gypsy Rose scopre la verità sulla madre: tutte le dolorose operazioni cui è stata sottoposta, tutti i medicinali che ha assunto, la necessità di stare in carrozzina malgrado lei sentisse di “poter camminare”. Era tutto finto. Dunque la giovane, assieme al fidanzatino conosciuto online, pianifica l’omicidio della madre, convinta che solo un gesto estremo potesse renderla finalmente libera.

Perché, nonostante l’omicidio, quel che è certo è che la maternità di Dee Dee è sempre stata una prigione. E la madre non è più vista quale angelo della casa, bensì un demone votato alla manipolazione e alla violenza psicologica, fino alle estreme conseguenze.

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Napoletana, classe 92, nerd before it was cool: da sempre, da prima che fosse socialmente accettato. Dopo il diploma al Liceo Classico, una breve ma significativa tappa all'Accademia di Belle Arti mi ha aperto gli occhi sul futuro: letteratura, arte e manga, compagni di una vita ed elementi salvifici. Iscritta a Lettere Moderne, ho studiato e lavorato per poi approdare su CPOP.IT e scoprire il dietro-le-quinte del mondo dell'editoria. Dal 2025 scrivo per LaTestata e mi sono unita al team di ScreenWorld in qualità di Capo Redattrice Anime e Manga: la chiusura di un cerchio e il coronamento di un sogno.