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Nel secondo episodio di Lanterns viene rivelato che sarebbe un Manhunter al centro del mistero che coinvolge John Stewart e Hal Jordan (Aaron Pierre e Kyle Chandler) nella cittadina di Rushville.

A nominare il Manhunter è il misterioso Antaan (Paul Ben-Victor) che rapisce Stewart rivelandogli la tragica distruzione del suo popolo. Secondo il suo racconto, un Manhunter riuscì a infiltrarsi sul suo pianeta natio assumendo le sembianze di un’altra specie, prima di portarne a compimento il massacro. Convinto che quell’essere sia sopravvissuto e si nasconda proprio a Rushville, Antaan instilla in John un dubbio ancora più devastante: che Hal Jordan stia scientemente proteggendo il mostro, costringendo la giovane Lanterna a indagare sul suo stesso mentore.

Lanterns Episodio 2 svela quindi che i Manhunter sono letali entità artificiali antecedenti al Corpo delle Lanterne Verdi, dotate di un’avanzata tecnologia mimetica e bellica. Questo spunto attinge a piene mani dalla mitologia dei fumetti DC Comics, dove gli androidi furono concepiti dai Guardiani dell’Universo come prima e inflessibile forza di sicurezza intergalattica guidati da un unico dogma: “Nessun uomo sfugge ai Manhunter”, prima che una terribile ribellione li trasformasse in assassini di massa e fuggitivi nello spazio profondo.

Per comprendere appieno la portata di questa minaccia, è necessario fare un passo indietro e scavare nella storia editoriale dei fumetti: chi sono davvero i Manhunter, chi li ha creati e qual è la loro tragica evoluzione?

Le origini dei Manhunter: da Jack Kirby a Steve Englehart

Ciò che rende i Manhunter un elemento narrativo unico è la loro natura “ibrida” all’interno della storia editoriale della DC. Nati inizialmente come giustizieri urbani sulla Terra durante la Golden Age, sono stati successivamente rielaborati per diventare una spietata razza di androidi, trasformando un semplice nome in una delle minacce più insidiose per la Terra e per i Guardiani dell’Universo.

Manhunter fece la sua primissima comparsa sulle pagine di Adventure Comics #73 (data di copertina aprile 1942) creato da Joe Simon e Jack Kirby. Il personaggio originale era Rick Nelson (ben presto rinominato Paul Kirk), un cacciatore di grande selvaggina che, stanco della routine, decise di dedicarsi alla caccia dei criminali indossando un costume rosso e blu con una maschera sagomata. Kirk divenne un eroe di strada di culto, ridefinito negli anni 70 da Archie Goodwin e Walter Simonson in una celebre e pluripremiata run di storie brevi apparse su Detective Comics.

Nel 1975, Jack Kirby riprese in mano il concetto per l’albo 1st Issue Special #5 (data di copertina agosto 1975), introducendo un nuovo eroe: Mark Shaw, un avvocato frustrato dalle falle del sistema giudiziario. Shaw veniva contattato da una setta millenaria di giustizieri nota come Il Culto dei Manhunter che gli offriva una maschera, un costume (che riprendeva i colori di quello di Paul Kirk) e un bastone cosmico per combattere il crimine.

Manhunter le tre versioni "classiche"
Manhunter le tre versioni “classiche” © DC Comics

La svolta cosmica decisiva arrivò tuttavia nel marzo 1977 su Justice League of America #140, grazie allo scrittore Steve Englehart e al disegnatore Dick Dillin. Englehart intuì il potenziale di collegare la setta terrestre di Kirby alla saga cosmica delle Lanterne Verdi. Fu rivelato che i Manhunter non erano semplici uomini in costume, né una setta bensì una razza di androidi alieni creati miliardi di anni fa dai Guardiani dell’Universo.

Secondo la continuity DC, i Guardiani dell’Universo (gli immortali abitanti del pianeta Oa) decisero di creare una forza di polizia intergalattica per portare l’ordine nel cosmo. Costruirono così i Manhunter, automi sintetici privi di sentimenti che operavano dal pianeta Biot (nel Settore 3600). Per millenni i Manhunter servirono i Guardiani, fondando persino avamposti su vari pianeti (tra cui Marte, dove ispirarono il codice d’onore e il nome di Martian Manhunter, J’onn J’onzz) e reclutando agenti dormienti su mondi come la Terra.

Manhunter gli androidi
Manhunter gli androidi © DC Comics

L’evoluzione dei Manhunter: dalla ribellione al massacro del Settore 666

Con il passare degli eoni, la programmazione dei Manhunter iniziò a deteriorarsi. Gli androidi svilupparono una forma di autocoscienza distorta: giunsero alla conclusione che il modo più efficace per eliminare il male e il caos dall’universo fosse eliminare la causa primaria del caos, ovvero i sentimenti e il libero arbitrio degli esseri viventi. La giustizia venne sostituita dalla rigida applicazione di questo assunto.

Il punto di svolta drammatico nella storia dell’Universo DC arrivò quando Krona, un Guardiano rinnegato, manomise la programmazione dei Manhunter per dimostrare l’inefficacia di una forza di polizia priva di compassione. Gli androidi impazzirono e sterminarono ogni forma di vita organica nel Settore 666, spazzando via miliardi di esseri viventi su pianeti come Ryut.

Tra i pochissimi superstiti di quel massacro figurava Atrocitus, colui che secoli dopo avrebbe canalizzato quell’odio assoluto fondando il Corpo delle Lanterne Rosse.

Comprendendo il tragico fallimento della loro prima creazione, i Guardiani disattivarono e smantellarono la maggior parte dei Manhunter, sostituendoli con un nuovo corpo composto da esseri viventi capaci di provare empatia e guidati dalla forza di volontà: il Corpo delle Lanterne Verdi.

Tuttavia, molti Manhunter sopravvissero, rifugiandosi nelle ombre dello spazio, ricostruendo le proprie armate e giurando vendetta contro i Guardiani e i loro “successori” armati di Anelli del Potere.

Alla fine degli anni 80, DC  lanciò il grande evento Millennium, ideato da Steve Englehart. Si scoprì che per millenni i Manhunter avevano infiltrato agenti robotici e umani addestrati all’interno della società terrestre. Amici, alleati e persino parenti dei più grandi eroi della Terra (come la Justice League) si rivelarono essere spie dei Manhunter sotto copertura, con lo scopo di impedire il passo successivo dell’evoluzione umana.

Successivamente i Manhunter si sono evoluti integrando tecnologia biologica e cybergenetica. Durante gli eventi successivi a Emerald Twilight, gli androidi trovarono un nuovo guida in Cyborg Superman (Hank Henshaw). Henshaw riprogrammò i Manhunter potenziandoli con la tecnologia kryptoniana e trasformando il pianeta Biot in una fucina di armi, portando i Manhunter ad allearsi temporaneamente con il Sinestro Corps per muovere guerra contro Oa e la Terra.

Hal Jordan contro i Manhunter
Hal Jordan contro i Manhunter © DC Comics

5 letture per approfondire i Manhunter dopo Lanterns Episodio 2

Ovviamente, dopo il secondo episodio di Lanterns, la curiosità sui Manhunter è legittimamente alta anche perché non si tratta di villain mai apparsi sul piccolo o sul grande schermo. Ecco allora 5 letture ideali per approfondire la loro presenza nella storia della DC.

Manhunter di Archie Goodwin e Walter Simonson (Detective Comics #437-443, 1973-1974)

Sebbene si concentri sulla versione umana (Paul Kirk), questa breve run costituita da una serie di storie apparse in appendice a Detective Comics è considerata un cult assoluto. Vanta una narrazione sincopata, un ritmo moderno e i fantastici disegni di un giovane Walt Simonson. È fondamentale per capire l’estetica, la maschera e lo stile visivo da cui la DC ha poi attinto per creare gli androidi.

No Man Escapes the Manhunters! (Justice League of America #140-141, 1977)

La storia in due parti firmata da Steve Englehart e Dick Dillin è quella in cui nasce ufficialmente il mito cosmico di Manhunter. È qui che la Justice League scopre l’esistenza degli androidi alieni e si connettono per la prima volta i fili della continuity tra le storie urbane della Golden Age e la mitologia delle Lanterne Verdi.

Millennium (1988)

Il grande crossover di fine anni 80 è interamente incentrato sul piano d’attacco finale dei Manhunter. La tensione da thriller-paranoico rende questo evento un punto di svolta per l’intero Universo DC dell’epoca, ridefinendo il ruolo degli androidi come minaccia universale.

Lanterna Verde – Origini Segrete (Green Lantern Vol. 4 #29-35, 2008)

Scritto da Geoff Johns e disegnato da Ivan Reis, questo ciclo di storie riscrive e modernizza le origini di Hal Jordan. Contiene la drammatica e visivamente spettacolare ricostruzione del Massacro del Settore 666, mostrandoci la follia spietata dei Manhunter al loro massimo storico e ponendo le basi per la nascita delle Lanterne Rosse.

La Vendetta delle Lanterne Verdi (Green Lantern Vol. 4 #10-12, 2006)

Questa saga, firmata sempre da Geoff Johns, vede Hal Jordan e Guy Gardner viaggiare sul pianeta Biot per affrontare i Manhunter coordinati dal loro nuovo “Grande Maestro”, Cyborg Superman. Una storia ricca di azione sci-fi che mostra la terrificante evoluzione moderna degli androidi.

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Sono nato e vivo a Bari. Sono laureato in Scienze Filosofiche e ho un Master di I Livello in “Discipline storico-filosofiche” e “Marketing e Comunicazione per Comics & Manga”. Mi piace definirmi un Pop Culturalista mentre per i miei colleghi sono uno dei massimi esperti italiani di DC Comics. Ho lavorato nell’ambito retail di videogiochi e giocattoli vintage e scrivo di fumetti dal 2006, prima per MangaForever (2006 – 2020; capo redattore dal 2016) e successivamente per Tom’s Hardware Italia. Da maggio 2021 a luglio 2026 sono stato Coordinatore Redazionale di Cultura POP. Sono stato editor e traduttore per RW Lion e saldaPress. Dal 2018 sono Talent Relations Manager per Grafite - Scuola di Fumetto, Disegno e Illustrazione. Insegno Semiotica, Fenomenologia e Scrittura sul Fumetto presso Benbow -Scrittura e Narrazione e Grafite - Scuola di Fumetto. Dal 2023 mi occupo della programmazione dell'Area Fumetto di LevanteFOR.