Non importa su cosa lo abbiate giocato, se siete cresciuti negli anni ’90 vuol dire che avete passato l’adolescenza tra hadouken e shoryuken, tra scontri su pontili di fortuna in Brasile e scazzottate in basi americane. Non si è usciti indenni da quel decennio senza passare ore su Street Fighter, un cult dei picchiaduro che ha dominato a tal punto la cultura pop da varcare i confini dei mondi in pixel e conquistare un posto d’onore nell’immaginario collettivo.
Il mito di questa saga si consacra con Street Fighter II: The World Warrior (1991), titolo che riscuote un tale successo da meritarsi in meno di tre anni una parodia in un film di Jackie Chan, City Hunter (1993) e un film con un cast all’epoca stellare (Van Damme, Raoul Julia, Kilye Minogue). A far appassionare i fan, erano i personaggi e il loro background appena accennato, quel mix di rivelazione e mistero che risultava magnetico. Sarebbe toccata poi a manga e serie animata costruire un background più solido, ma quelle storie rimangono un piccolo tesoro per chi ha vissuto in quegli anni le avventure di Ken e Ryu.
Evoluzione di una saga

Street Fighter intanto ha continuato la sua evoluzione, tra incontri con altri celebri franchise e una narrazione indipendente che ha portato ad ampliare il roster di combattenti. E di conseguenza, nuove storie, nuovi modi per dare ai giocatori un modo di legarsi ulteriormente ai propri personaggi, imparando dagli errori dei precedenti errori crossmediali.
E visto l’arrivo di una nuova trasposizione cinematografica di Street Fighter, cercare nuovamente di portare la saga nel mondo dei comics era una scelta pressoché obbligata. Udon Entertainment ha quindi puntato a nuova serie a fumetti su Street Fighter, ma non è questo il punto di svolta per i lettori italiani, quanto l’arrivo nel nostro paese dell’adattamento realizzato da Tora Edizioni.
Un ritorno che è stato segnato da uno specifico intento, chiarito dal patron di Tora Edizioni, Gianluca Devoto, nella prefazione del primo volume di Street Fighter Classic:
“Ho cercato in ogni modo di rimanere fedele ai personaggi pur non snaturando l’opera”
Street Fighter come non lo abbiamo mai letto

Il piano editoriale di Tora Edizioni si fonda proprio su questo principio. Street Fighter nel nostro paese è arrivato seguendo l’iter americano, con le traduzioni dall’originale che hanno mescolato nomi e semplificato il complesso vocabolario di termini marziali che lo caratterizzano. A partire dal primo volume, Ansatsuken, la collana di Tora mira invece a ricostruire una solidità narrativa che sia filologicamente affine all’originale.
Si tratta di trovare un equilibrio tra le conoscenze del pubblico italiano e la volontà di riconoscere l’anima autentica di Street Fighter. Complice una maggiora propensione del pubblico alla cultura nipponica e alla profondità narrativa del mondo manga, Tora ha giustamente scelto di adattare fedelmente i nomi di mosse e di scuole di combattimento – cosa mai fatta in precedenza – lasciando i nomi anglofoni al posto di quelli giapponesi.
Una decisione di compromesso che, però, accontenta tutti. Il cuore di Street Fighter è il combattimento, la vera anima di ogni personaggio, e questa viene finalmente presentata nella giusta forma. Banalmente, è un piacere vedere su pagina il nome di mosse storpiate per una vita dopo averle sentite nei videogiochi.
Street Fighter Classic, primi scontri
A tenere a battesimo questo complesso piano editoriale è stato Ansatsuken, primo volume di Street Fighter Classic, collana che segue le vicende di Ryu dopo la morte del suo maestro, Gouken. Passaggio obbligato, se vogliamo, che si è dimostrato vincente da parte di Tora Edizioni, che è già arrivata a Shoryuken, secondo dei sei volumi previsti. Street Fighter Classic è, probabilmente, il prodotto con cui apprezzare al meglio la lore della saga, in cui si inseriscono tutti i personaggi, legati da connessioni narrative ben orchestrate, all’interno di un racconto in cui non ci si focalizza solamente sulla spettacolarità degli scontri, ma sulla caratterizzazione dei volti noti della saga.
Un buon biglietto da visita, sostenuto da un impianto grafico che si rifà evidentemente agli stilemi grafici della saga, con un’attenta valorizzazione delle mosse dei lottatori. Dei diversi artisti coinvolti, il più affine a questo mondo pare essere Alvin Lee, capace di creare una gabbia in cui inserire dal talflio drammatico nei momenti di apertura emotiva dei personaggi, per poi esplodere con una potenza devastante durante gli scontri.
Un universo da scoprire

Il ritorno di Street Fighter nel comparto fumettistico sembra quindi promettere bene. Per il pubblico italiano, questo si traduce nella possibilità di avere finalmente una trasposizione che sappia rendere al meglio la profondità del cult videoludico.
Oltre a Classic, Tora Edizioni ha già arricchito la sua offerta con Street Fighter Origins, collana che, a partire da Akuma, si focalizza sul passato di figure chiave della saga. Un secondo tassello di un mosaico narrativo che dovrebbe completarsi con la futura Street Fighter Legends.
Sicuramente pensato per i fan della saga, i fumetti di Street Fighter sono ugualmente godibili da chi sta cercando un buon comic action, vecchia scuola, in cui i combattimenti non sono l’unico motore trainante, ma diventano climax di processi relazionali tra i personaggi ben costruiti, sempre al servizio della storia e mai punti fermi inamovibili.
E su queste premesse, il progetto di Tora Edizioni promette di essere una piacevole rivelazione.



