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Il mercato videoludico attuale è caratterizzato da una sempre più attenta valorizzazione della narrazione, con la creazione di storie background e ambientazioni sempre più strutturate. Ripensando allo scenario delle decadi precedenti, il mercato offriva un impatto differente, tanto che ai giocatori venivano offerte pochi dettagli della lore dei loro titoli più amati. Per le saghe più celebri, come Street Fighter, il successo poteva portare alla nascita di operazioni crossmediali che compensavano queste mancanze.

Un modo di intendere la crossmedialità che ha trovato in Tora Edizioni un porto sicuro. Il mondo del gaming è stato ben accolto nella casa editrice, che vanta nel suo catalogo opere dedicate a successi recenti come Death Stranding o a cult del calibro di Metal Gear. Un’affinità di cui abbiamo parlato con Gianluca Devoto, CEO di Tora Edizioni.

Tora Edizioni, i videogiochi diventano fumetto

Street Fighter: Legends of Chun Li -©Tora Edizioni
Street Fighter: Legends of Chun Li -©Tora Edizioni

Devoto, prima che editore, è un appassionato di videogiochi, e ricorda come per anni gli appassionati hanno dovuto cercare notizie sulle ambientazioni dei loro titoli preferiti con difficoltà

All’inizio, le lore si prendevano dai finali dei videogiochi ed erano molto semplici diciamo quasi stereotipate. A un certo punto sia in Giappone che in America visto che il fenomeno è diventato mondiale c’è stato bisogno di più background e sono uscite tante serie in Giappone.

A esser graziate da questo approccio sono state serie videoludiche come Street Fighter, che in Tora Edizioni è uno dei prodotti di punta. Devoto specifica l’iter tramite cui siamo arrivati alle serie a fumetti dedicati a Ryu, Ken e soci

Anche se in Giappone non tutte le serie a fumetti sono durate, in America non sono mai finite. La Udon, che si è occupata di realizzare su licenza Capcom tutta la parte dei fumetti da Street Fighter 1 ai più recenti, non ha mai smesso di pubblicare e noi abbiamo rilevato questo catalogo con il loro benestare, soprattutto con la possibilità di renderli moderni ovviamente.

Devoto ha una visione precisa del rapporto tra fumetto e videogioco.

Tra videogiochi e il fumetto, quest’ultimo è il media debole. Io ho sempre giocato ai videogiochi da quando sono nati i primi computer domestici ovviamente in sala giochi. Quando poi ho scoperto che questi media si toccavano tante volte sia a livello artistico che a livello di racconto e di storie, mi è sembrato naturale aprirci a questo mercato.

Street Fighter, storia di una serie a fumetti

Street Fighter Classic
Street Fighter Classic – © Udon Entertainment/Tora Edizioni

La vera sfida in questi casi non è solamente curare la pubblicazione, ma rendere prodotti con un preciso contesto storico attuali per lettori contemporanei. Non solo sul piano sociale, ma anche andando incontro a una maggior ricerca di fedeltà all’opera originale da parte del pubblico

E’ un fumetto uscito vent’anni fa, ha l’Unione Sovietica ancora a URSS, con dellee semplicità per quanto riguarda le mosse lo stile. Ora noi abbiamo curato sia la traduzione che l’adattamento e non c’è più discrepanza. I nostri protagonisti non fanno più Karate Shotokan ma Lanzatsuken, arte marziale in cui non si combatte solo con il corpo ma anche con lo spirito, un’arte che ha una componente omicida nel loro nemico che qui chiamano Akuma e piano piano abbiamo iniziato dalle origini da questo Street Fighter Classic che parte da Street Fighter 1 e arriva al Super Turbo del 2.

Le potenzialità di un’ambientazione come Street Fighter consentono di sviluppare non un’unica serie, ma di muoversi su più orizzonti narrativi, ognuno con una specifica identità

E poi continueremo con il resto ci sono varie serie, quindi oltre alla Classic per esempio la Origins che tratta le origini dei Villain è iniziata con Akuma o Gouki e continuerà con Sagat e la serie Legends invece sui personaggi femminili, tra cui ovviamente si inizia con Chun Li che è anche la prima protagonista donna di un picchiaduro a incontri

Ma in Tora, il legame con i videogiochi è una tradizione

Trovando dall’altra parte editori che non guardavano solo quanto eravamo grandi ma quanto eravamo professionali, che sono comunque due cose diverse, siamo partiti in realtà col botto. Ci hanno affidato l’artbook di Arkane, serie di punta di Netflix presa da un videogioco che si chiama League of Legends, nonostante fossimo il partner più piccolo, perché abbiamo dimostrato una passione, un’attenzione a questo prodotto senza pari. Da quello sono arrivati Metal Gear, di Minecraft, Street Fighter che è il nostro brand principale e non ci siamo fermati, adesso fra poco annunceremo Call of Duty e forse anche delle IP italiane, perché poi se riusciamo a tenere in casa la creazione artistica è anche molto più interessante

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Classe '81, da sempre appassionato di pop culture, con particolare passione per il mondo dei comics e la fantascienza. Dal 2015 condivide queste sue passioni collaborando con diverse testate, online e cartacee. Entra nella squadra di ScreenWorld come responsabile dell'area editoria con una precisa idea: raccontare il mondo del fumetto da una nuova prospettiva