Può un’intelligenza artificiale sostituire l’amore materno? Interrogativo esplosivo, in un periodo in cui il nostro rapporto con le IA è sempre più difficile, ma che non poteva certo lasciare indifferente un attento osservatore del calibro di Jeff Lemire. che ha reso questa domanda il punto di partenza del suo Sentient, fumetto per l’etichetta TKO Studios, presentato da Panini in nuova edizione pocket.
Il punto di forza di Lemire è il sapere interpretare con grande personalità spunti narrativi rodati e ben noti ai lettori, creando un’ambientazione familiare e accogliente, in cui sviluppare racconti che facciano leva su emozioni e situazioni uniche.
I mondi di Lemire

Il nome di Lemire non ha certo bisogno di presentazioni. Stiamo parlando di un autore che, negli ultimi anni, si è cimentato con alcune delle tematiche più delicate del mondo dei comics, dando una propria visione e rielaborandole con sagacia e coraggio. Basterebbe citare l’ottimo lavoro fatto con Black Hammer, con cui ha analizzato il concept del supereroe, o con Tokio Ghost, una delle migliori incursioni del cyberpunk nel mondo dei comics.
Se ci addentriamo poi all’interno del rapporto tra uomo e macchina, il nome di Lemire si lega a quello di Dustin Nguyen, con cui ha dato vita allo splendido ciclo di Ascender/Descender. Saga sci-fi venata di fantastica in cui la difficile relazione tra organico e sintetico trova una delle sue migliori interpretazioni fumettistiche, influenzato tanto da Pinocchio quanto da Astro Boy, ma con un taglio personale ineccepibile.
Sentient rientra appieno all’interno di questa vena narrativa . Una storia one shot che omaggia i grandi temi classici della sci-fi, letteraria e cinematografica, rendendoli i punti di partenza di un’avventura drammatica che viene vissuta con gli occhi di personaggi che difficilmente vediamo come protagonisti: dei bambini.
Sentient: la salvezza è un’intelligenza artificiale

LA USS Montgomery è un’astronave umana che sta portando un gruppo di esuli del nostro pianeta verso una nuova colonia planetaria. La Terra è ormai un mondo prossimo al collasso e la ricerca di una nuova casa tra le stelle è l’unica speranza per l’umanità, che nonostante la fine ormai inevitabile è ancora profondamente divisa, con lotte tra diverse fazioni che vorrebbero seguire piani differenti per dare un domani alle prossime generazioni. Poco importa che al nostro mondo siano rimasti poco meno di dieci anni di sopravvivenza, lo spirito umano non sembra poter fare a meno di vedere nemici e animare dissidi anche in queste condizioni estreme.
In particolare, un gruppo terroristico cerca di sovvertire la missione di colonizzazione dei nuovi mondi, una volontà che porta a architettare un attacco alla USS Montgomery. Durante una riunione di tutto l’equipaggio adulto, infatti, viene attuato un piano che lascia come unici sopravvissuti i bambini presenti a bordo e l’attentatrice, anch’essa una madre. A complicare un’attenta programmazione interviene Valerie, l’I.A. di bordo, che compreso l’accaduto non esita a uccidere la donna responsabile dell’attacco, condannando i bambini a dover affrontare il resto del viaggio verso la colonia senza adulti.
Per l’intelligenza artificiale di bordo diventa uno scopo di vita garantire la sopravvivenza dei piccoli, dando vita a una famiglia atipica, animata da tutte le normali tensioni che si possono trovare in un nucleo familiare.
Lost in space
Sentient, come altre opere di Lemire, ripresenta la tematica della famiglia. Declinato in modi differenti, questo tema è presente anche nei citati Black Hammer e Tokyo Ghost, ed è uno degli spunti narrativi tipici della narrativa di Lemire. In questa ambientazione fantascientifica, la sua presenza viene intrecciata alla discussione sul rapporto tra sintetico e organico, mostrando un’evoluzione ‘umana’ di Val, l’I.A. della USS Montgomery.
Lemire è particolarmente attento nel raccontare un suo progressivo attaccamento ai piccoli sopravvissuti, che da un’iniziale rispetto di un protocollo informatico assume i toni di una vera ansia genitoriale. Dall’insegnare come sopravvivere in un ambiente ostile come quello dello spazio alla quasi palpabile ansia nel vedere i propri figli affrontare pericoli che ci lasciano impotenti, Val sperimenta in modo atipico le sfide e le paure della genitorialità, diventando una figura di riferimento per i piccoli astronauti.
Come ogni famiglia, non mancano i contrasti. L’evento scatenante della tragedia alla base di Sentient diventa anche una condanna per uno dei sopravvissuti, Isaac, che si trova a esser il bersaglio dell’odio di tutti per la sola colpa di esser il figlio di Jill Kruger, colei che ha causato la morte degli adulti dell’equipaggio. Poco importa che Isaac si dimostri un elemento essenziale del gruppo di sopravvissuti, sembra che il suo essersi affezionato a Lil, particolarmente astiosa nei suoi confronti, non sia di alcun giovamento alla sua condizione.
Una famiglia in lotta per la sopravvivenza
Eppure, Isaac, con il solo sostegno di Valarie, è spesso colui che risolve le situazioni più pericolose, senza esitazione e mosso da una volontà di dimostrarsi diverso dalla madre, in cerca di una redenzione che lo porti a esser accettato da quella che è divenuta la sua famiglia tra le stelle. Lemire costruisce una dinamica emotiva e sociale perfetta, aiutandosi costruendo un ambiente che richiami ad alcune delle grandi tragedie dell’immaginario fantascientifico (come Alien), creando una tensione emotiva che graffia il cuore del lettore, costretto ad assistere impotente alle paure e alle speranze di questo equipaggio di temerari bambini. Sono presenti alcuni episodi di questa odissea spaziale particolarmente duri, delle staffilate all’anima del lettore che Lemire costruisce con estrema calma, creando un pathos che va a culminare nei momenti giusti, con un’intensità strepitosa esaltata dalla visione infantile di Isaac e dei suoi compagni di sventura.
Una tensione costante che viene trasmessa al meglio dai disegni di Gabriel Walta. Già apprezzato per il suo lavoro sul

di King, Walta mostra di avere un’ottima padronanza della costruzione emotiva dei personaggi, con una cura della loro espressività sempre puntuale, capace di enfatizzare la condizione di precarietà e disperazione dei piccoli protagonisti. Anche nei momenti più duri e spietati, come il funerale ‘spaziale’, Walta riesce a trovare una cifra stilistica che renda giustizia alle intense emozioni dei sopravvissuti, mostrandone una gamma emotiva complessa e vivida, compatibile con una situazione estrema vissuta da giovani menti che mostrano tutta la loro fragilità.
Sentient è una lettura che ogni appassionato di sci-fi dovrebbe tentare. Pur non essendo particolarmente originale in termini di concept iniziale, è il modo in cui Lemire sviluppa un classico della sci-fi a rendere il volume di Panini un pezzo da collezione per la nostra libreria.



