Non esistono mondi più avventurosi, pericolosi e strabilianti delle famiglie. Che ti spingano a viaggiare per dimensioni alternative, a sfidare l’ordine costituito inscenando ribellioni o sfidando dei per rimediare agli errori del passato. Rick Remender lo sa bene, calandosi spesso in questi maelstrom emotivi, dando vita a capolavori come Black Science, Seven To Eternity o Napalm Lullaby, fedele alla sua visione, al punto da renderla la scintilla scatenante della sua nuova avventura a fumetti, I Seasons.
Spesso ci dimentichiamo quanto Remender sia addentro allo story telling. Considerato uno dei maestri del fumetto contemporaneo, Remender si è cimentato anche con la scrittura per videogiochi di successo – ricordate Dead Space? Incubi offerti dal buon Rick – ma è indubbiamente nella nona arte che ha dato il meglio di sé. Capace di passare dalla produzione in seno ai rigidi universi fumettistici di DC e Marvel Comics alla libertà creativa di una serie creator owned, toccando il cyberpunk e ogni genere immaginabile.
Autore libero, storie libere

Forse proprio questa scelta di affermare la propria identità creativa ha portato Remendere alla corte di Image Comics, il polo anarchicamente libero del fumetto americano. Tanto che quel passo, venne accompagnato da una dichiarazione esplicita nel momento in cui, in seno a Image, creò Giant Generator, una nuova etichetta per la casa editrice, in cui gli autori siano completamente liberi:
“Ho passato l’ultimo quarto di secolo a sviluppare (anche) fumetti creator-owned …Lavorare con questo gruppo di autori…mi ha rinvigorito mi sveglio ogni mattina desideroso di vedere cosa hanno creato questi incredibili talenti. Ci concentriamo su storie nuove completamente originali…che si distinguono dal vortice dei fumetti mensili e che hanno dimostrato di resistere alla prova del tempo”
Giant Generator ha accolto Napalm Lullaby, ed ora il logo dell’etichetta compare anche su I Season (The Seasons), nuovo racconto familiare che spinge ulteriormente la creatività di Remender.
I Seasons, una famiglia straordinaria

La famiglia Season è tutto fuorchè ordinaria. Esploratori i genitori, intraprendente avventuriera la figlia Autumn, modella e diva la bellissima Summer, artista oscura e tormentata Winter, e infine scapestrata combinaguai la più piccola delle sorelle, Spring.
Ogni giorno è perfetto per un nuovo guaio, una piccola avventura o un catastrofico errore. Spring Seasons non si annoia mai, continua a inseguire il suo sogno di ritagliarsi uno spazio proprio all’interno di una famiglia osannata nella città di New Gaulia. Accompagnata dall’inseparabile Gilbert – pesce rosso perennemente nella sua boccia di vetro – Spring si muove con caotica vitalità nella vita della città, presa da mille faccende che terminano tutte con un esito garantito: un disastro.
Non sempre per colpa della vulcanica ragazzina, che si impegna più che può, ma apparentemente capace di calamitare incidenti ed eventi fortuiti, rigorosamente accompagnati da una voce urlante:
“SPRING SESASONS! Ragazzina pestifera!”
L’occasione giusta sembra arrivare quando la sorelle Autumn, da tempo sulle tracce dei genitori scomparsi durante una delle loro esplorazioni, contatta Spring. La sparizione dei coniugi Season potrebbe essere legata a una leggenda, che prende ora la forma di un circo itinerante, il cui passaggio coincide con la scomparsa di intere città.
Quanto questo circo arriva a New Gaulia, i circensi mostrano un deciso interesse per le tre sorelle Season. Un’attenzione decisamente non gradita che Spring intuisce subito nascondere un’insidia, che sarà l’inizio di una funambolica avventura tra reale e onirico.
Il ritorno dell’avventura a fumetti

Il primo volume di I Season, pubblicato da saldaPress, raccoglie i primi otto capitoli della serie di Remender. Un assaggio invitante, che consente di apprezzarne immediatamente il respiro libero e avventuroso, memore della lezione di cult del genere, da TinTin alle opere di McCay. Mettere al centro della vicenda la più sregolata e intraprendente delle sorelle Seasons è un ottimo modo per creare una dinamica immediatamente divertente, su cui poter cucire anche momenti più statici sul piano narrativo, dando vita a un equilibrio ben evidente.
Per farlo, Remender si affida alla sua altra grande qualità come narratore: assumersi dei rischi. Dopo l’esperienza sotto le grandi majors del fumetto supereroico, Remender ha sviluppato il dono di comprendere ciò che il pubblico desidera – o meglio, pensa di desiderare – per coglierlo di sorpresa con qualcosa di inatteso, di fresco e inusuale.
In un periodo in cui anche la serialità sembra aver perso di lucidità, l’idea di poter scatenare la propria inventiva senza vincoli è una boccata d’ossigeno non solo per i narratori, ma anche per i lettori. I Seasons giova di questa visione, ci accoglie in un mondo in cui si percepisce l’avventura fine a sé stessa, vissuta anche tramite i divertenti dialoghi che seguono la scia di disastri di Spring Seasons, e che ci porta a confrontarci con dilemmi morali e intimi con la spiazzante, pungente lucidità di una ragazzina.
Attento a ciò che desideri…

L’abilità di Remender è in questi giochi di prospettiva, nelle apparenti dissonanze che infine hanno il sapore di realtà, per quanto mutuata dallo slancio fantastico. Nel dare vita al suo elemento fantasy, Remender nuovamente mette al centro le fragilità umane, contrappone il reale all’idealizzato dall’individuo, spinge i suoi personaggi a scegliere forzatamente tra i due mondi. Facile lasciarsi lusingare dal mondo perfetto che abbiamo sempre desiderato, ma come abbandonare la realtà? Quali sono le conseguenze di questa scelta?
Intrigante l’idea che a opporsi a questa scelta sia una ragazzina, così come altrettanto appassionante vedere quali effetti possa sortire questo incantesimo mellifluo e tentatore. Nuovamente possiamo apprezzare l’abilità con cui Remender costruisce le relazioni personali, fatte di maldestri tentativi di contatto e preservazione del sé, di egoismi sopiti e di necessario rapporto umano, sempre scheggiato dalla difficoltà di comprendere l’altro.
Sotto la maschera dell’avventura, Remender lascia sempre l’umanità dei personaggi, addolcita da ironia e paradossali imprese, ma mai dimenticata.
…potresti ottenerlo!

I Season è forse una delle manifestazioni più evidenti di questa sua ricerca libera del piacere dell’avventura, dell’ignoto. Soprattutto come cantastorie, che vive e si sente libero quando può ignorare i desiderata di un pubblico di lettori sempre più anestetizzato dalla produzione seriale di storie ripetitive – pensate per accontentare anziché stimolare – e avviare una propria linea narrativa che scuota chi sceglie di seguirlo dal torpore del settore
“Il nostro compito è creare cose nuove e farlo con amoreI risultati non dipendono realmente da noi, ma se ci metti amore, troverà amici. Questa è la speranza con The Seasons.”
Una dichiarazione di intenti che si avvale della stupenda interpretazione visiva di Paul Azaceta, vitale e stupendamente padrone delle dinamicità di questa roboante avventura. Spring si scaracolla per New Gaulia con un’esplosiva verve, il suo rocambolesco giro in Vespa all’inizio di I Seasons è perfetto: caotico, divertente, irresistibile.
Azaceta riesce a trovare la perfetta chiave emotiva per ogni personaggio, passando dalla ipercineticità di Spring, alla pacatezza contenuta di Winter, sino allo sfarzo ostentato di Summer. Ogni sorella ha la propria anima, una peculiarità che diventa linguaggio visivo, pronto per essere facilmente assimilato dal lettore. Che non si accorge quasi dell’irreale, capace di accettare New Gaulia come un mondo concreto, percependo conseguentemente l’arrivo del famigerato circo come momento drammatico.
Merito anche di un Matheus Lopes sempre più padrone della tavolozza dei colori. I Season è sgargiante e avvolgente, che si tratti della cittadina o dell’onirico mondo arcobaleno del circo. Ogni colore è un’emozione, si lega al personaggio e lo esalta, creando una precisa grammatica cromatica.
Pronti per l’avventura
Quanto letto sinora di I Season grazie al primo volume di saldaPress è un ottimo incipit, l’inzio di un viaggio che ritrova la radice emotiva dell’avventura autentica. Controcorrente, Remende ha chiarito quale fosse il suo intento nel dare vita a questa spericolata famiglia:
“Alla gente non piace il mistero, vuole che i trailer raccontino tutto. Invece per The Seasons stiamo nascondendo un po’ le carte, non si comprende dove andremo a parare sino al terzo o quarto numero, ed è voluto.”
Per i lettori italiani, a metà del volume di saldaPress arriva una prima rivelazione, utile per arrivare al colpo di scena di fine volume, lasciandoli con l’eccitazione di voler sapere come questa avventura prosegue. Un’ansia sana, da gustarsi con calma, per sentire nuovamente la curiosità per l’ignoto e uscire dalle rigide sicurezze di racconti oramai standardizzati
